E’ in corso a Verona presso la Galleria Studio la Città la mostra 6 x 6 Women, curata da Enrico Bossan e Maria Rosa Sossai. Un’esposizione di notevole impatto, che offre – con una serie si appuntamenti successivi, ciascuno dedicato alle opere di una delle sei fotografe protagoniste – l’occasione di incontrare la ricerca fotografica contemporanea al femminile a livello internazionale, in una città italiana che da tempo dedica spazio ed attenzione al mezzo fotografico (si pensi a tutte le mostre che il Comune scaligero da tempo organizza negli appositi spazi espositivi degli Scavi Scaligeri, nel centro storico cittadino).

Foto di Olivia Arthur - Courtesy Studio la Città

Foto di Olivia Arthur - Courtesy Studio la Città

L’attuale mostra allo Studio La Città, organizzata da L’Associazione “Contemporanea Verona”, dalla stessa Galleria e  da Fabrica – Centro di Ricerca e Comunicazione del Gruppo Benetton, e patrocinata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Verona, è incentrata sul lavoro di sei giovani fotografe che hanno trascorso un periodo di residenza a Fabrica – Benetton Group Communication Research Center -, le cui opere sono si stanno alternando nel corso di sei appuntamenti nella galleria veronese, ben nota per l’apertura al panorama più avanzato dell’arte contemporanea italiana e internazionale, dal 21 novembre 2009 alla fine di gennaio 2010. Si tratta dunque di 6 mostre che si  susseguono nel corso di quasi 2 mesi invitandoci a puntare lo sguardo sul mondo nell’ottica delle donne, come di invitano a fare le artiste invitate.

Le foto che esse presentano offrono una convincente testimonianza di come lo sguardo delle donne abbia raggiunto nel tempo una maturità espressiva e conquistato una forza d’impatto senza precedenti. Il successo della fotografia come forma d’arte negli ultimi decenni ha permesso a molte di noi di osservare in maniera soggettiva e autonoma la complessa realtà attraverso l’obiettivo. Il posto di rilievo conquistatodalle donne  anche nelle arti visive influenza in maniera determinante la creazione contemporanea, lasciando un’impronta assai incisiva nel dibattito attuale sulle transizioni in corso nella società e nella cultura odierna.

foto di Leonie Purchas - Courtesy Stuio la Città

foto di Leonie Purchas - Courtesy Stuio la Città

I temi affrontati da queste fotografe mettono a fuoco gli aspetti più controversi e dibattuti della condizione della donna in diverse aree del mondo. Le foto che compongono Femme Love della spagnola Laia Abril hanno il pregio di narrare, lontano da ogni tabù e stereotipo, la storia di una giovane coppia di donne residenti nella comunità lesbica di Brooklin, colte nei momenti della loro quotidianità. In Divided Lives l’artista cubana Leonie Purchas scopre come i due stili di vita dei diversi membri della famiglia Villamil,  tra Cuba e Los Angeles, sebbene distanti geograficamente, siano legati dalle tradizioni delle comuni origini.

Pilgrimage to Human dell’ebrea americana Kitra Cahana è un reportage fotografico dalla toccante e insolita qualità espressiva sulla condizione di segregazione vissuta dalle donne negli ambienti ebrei ultraortodossi. Gli scatti di Here You Are, a Wilted Flower di Jennifer Osborne colgono nello sguardo di tre prigionieri brasiliani rilasciati dal carcere di Rio de Janeiro l’incertezza e lo smarrimento dei primi giorni di libertà post-prigionia.

La serie Under Gods, stories from Soho Road dell’inglese Liz Hingley riporta invece un concreto esempio di convivenza di gruppi etnici e religiosi in un quartiere della periferia di Birmingham, colti dall’artista con grande indipendenza di sguardo. Infine i confini esistenti tra i Paesi benestanti dell’Europa e i Paesi emergenti del continente asiatico si identificano – in The Middle-Distance di Olivia Arthur – con  le vite di tante giovani donne che vivono una precaria condizione di esilio, di cui la fotografia ci offre preziosa documentazione.

Tags: