A quarant’anni dalla sua scomparsa, la galleria milanese Lorenzelli Arte, nella sua sede di corso Buenos Aires 2, celebra Serge Poliakoff, artista russo, naturalizzato francese, con il quale ha intrattenuto – unica in Italia – rapporti continuativi a partire dagli anni ’60, proponendone l’opera a partire dalla prima mostra nel 1970.

La presente rassegna, aperta fino al 15 gennaio 2010, mutua il titolo, “Serge Poliakoff, le suprême peintre de l`Abstraction”, da un giudizio di Kandinskji sull’amico pittore, che veniva considerato anche dalla critica coeva uno dei massimi esponenti dell’astrazione. In mostra le opere realizzate tra il 1952 e il 1968 di proprietà della Galleria, che le acquistò direttamente dall’artista, e altri lavori provenienti da importanti collezioni private.

Trenta le opere esposte – oli, tempere e un’interessante serie di ceramiche- tutte realizzate durante tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il “periodo d’oro” in cui l’artista russo, lontano da ogni influsso banalmente post-cubista, fondamentale nella cultura visiva francese, tentò la definizione di uno spazio totale, costruito ma non frazionato nella serie dei suoi componenti. Poliakoff arrivò all’astrazione alla fine degli anni ‘30, ma fu nel secondo dopoguerra che elaborò un proprio personalissimo stile che lo rese una delle personalità più originali dell’astrazione moderna.

Icona russa della natività

Icona russa della natività

Con la stesura di forme irregolari inserite, quasi ad incastro, le une nelle altre, o giustapposte, definite solo da strati di colore, e con la scelta di accostamenti cromatici la cui vibrazione dà l’impressione di plasticità, profondità, tridimensionalità alle tele, Serge Poliakoff ha saputo offrire una versione singolare e unica della pittura astratta, equidistante dalla geometria in senso stretto -che giudicava troppo fredda – ma anche dalla improvvisazione gestuale, cara ad artisti a lui contemporanei. Definiva le campiture di colore sulla tela, sovrapponendole del tutto o in parte o accostandole, con un  rigore e un’intensità ereditati dalla sua cultura di origine, segnata in profondità dalla tradizione delle antiche icone russe. Anche le scelte cromatiche delle opere di Poliakoff sembrano consonare con quanto Kandinskji, fortemente impressionato dalla pittura d’icone, scrisse a proposito della valenza dei colori nella sua opera “Lo spirituale nell’arte”.
La mostra rappresenta una rara occasione di cogliere con un ampio sguardo la fase più significativa del lavoro che lo rese tanto celebre nel panorama artistico internazionale. Il catalogo che correda la mostra è disponibile in libreria.

Orario apertura:da Martedì a Sabato, ore 10.00/13.00 – 15.00/19.00.
Lunedì su appuntamento. Festivi chiuso

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