LA VERA STORIA DI HACHIKO

È da poco uscito nelle sale italiane il film ‘Hachiko – Il tuo Migliore amico’, il film di Lasse Hallstrom con Richard Gere.

Durante la proiezione verrà distribuito un folder prodotto dalla Lega Nazionale Difesa del Cane dove è citata una frase del dr. Roberto Marchesini, medico veterinario comportamentalista , responsabile della SIUA ( Scuola di Interazione Uomo/Animale ):

Facce della stessa medaglia poetica e unica ode alla vita, uomo e cane si sono plasmati vicendevolmente, l’uno ha domesticato l’altro, ricamandosi nelle più profonde rifiniture, fino a divenire un curioso yin e yang filogenetico, in un gioco complesso di incastri e richiami, come una chiocciola e il suo guscio l’uno si rifugia nell’altro”

Leggo sulla rivista della SIUA e vi riporto

La vera storia di Hachiko

<marquee>La Vera Storia di HachiKo...</marquee> - Siua Magazine Hachiko

Hachikō nacque a Odate, nella Prefettura di Akita, il 10 novembre 1923. Era un esemplare maschio di Akita bianco. All’età di due mesi, venne adottato da Hidesamuroh Ueno, un professore universitario del dipartimento agricolo di Tokyo, che lo portò con sé nella sua abitazione a Shibuya. Ogni mattina, il professor Ueno si dirigeva alla stazione di Shibuya per andare a lavorare. Il suo fedele cane lo accompagnava sempre e ritornava alla stazione quando il suo padrone rientrava dalla giornata lavorativa.

Purtroppo il 21 maggio 1925, Ueno morì di arresto cardiaco mentre era all’università. Hachikō, come ogni giorno, si presentò alla stazione per le 3 del pomeriggio (l’orario in cui il suo padrone solitamente arrivava), ma il professor Ueno non era ancora tornato. Il cane attese invano quel giorno il suo arrivo. Tornò alla stazione anche il giorno seguente e fece lo stesso nei giorni successivi. Con il passare del tempo, il capostazione di Shibuya e le persone che prendevano quotidianamente il treno iniziarono ad accorgersi di lui e cercarono di accudirlo offrendogli cibo e riparo.

Il popolo giapponese venne a conoscenza della storia di Hachikō, tant’è che molte persone andarono a Shibuya solo per vederlo e per poterlo accarezzare. Nonostante il passare degli anni e l’avanzare dell’età che lo indebolì progressivamente, il cane continuò a recarsi ogni giorno alla stazione nella speranza di poter rivedere il suo padrone. Nell’aprile 1934, venne realizzata, ad opera dello scultore Teru Ando, una statua in bronzo con le sue sembianze che fu posta nella stazione di Shibuya (un’altra simile è stata eretta a Odate, il suo luogo natale); lo stesso cane fu presente all’inaugurazione.

L’8 marzo 1935 Hachikō morì all’età di 12 anni, dopo aver atteso, ininterrottamente, per ben 10 anni, il ritorno del suo padrone. La sua morte commosse la comunità nipponica, la notizia venne inserita in tutte le prime pagine dei giornali giapponesi e venne dichiarato un giorno di lutto per ricordare il suo reiterato gesto di fedeltà nei confronti del padrone.

Con la venuta della Seconda guerra mondiale, il governo giapponese, necessitando quantità ingenti di metalli per costruire le armi, ordinò di usare anche quello della statua di Hachikō. Nel 1948, tre anni dopo la fine del conflitto, Takeshi Ando, figlio di Teru, ricevette la commissione di scolpire una nuova statua raffigurante il cane, sempre nello stesso posto di quella precedente.

Nonostante il corpo di Hachikō sia stato preservato ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza a nordovest della stazione, alcune sue ossa sono sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del professor Ueno. L’8 aprile di ogni anno, in Giappone viene organizzata una cerimonia per ricordare Hachikō, ove partecipano vari amanti dei cani che portano il loro omaggio alla sua lealtà e alla sua devozione.

Vi invito care amiche ad andare a vedere il film che è molto commovente ed esalta il valore dell’amore incondizionato e della fedeltà che il cane ha verso l’uomo , ma vi invito anche a non farvi prendere da facili entusiasmi e decidere di acquistare a tutti i costi quello che ora vi sembrerà il cane ideale e cioè un Akita Inu .
Questa razza giapponese infatti appartiene al ceppo nordico-orientale a cui si ricongiungono molte razze da slitta , da noi poco conosciute quali il Laika della Kamciatka e altre . In origine l’Akita veniva impiegato come cane per la caccia alla grossa selvaggina e anche come cane da combattimento.
I soggetti di questa razza sono riservati , silenziosi , apparentemente imperturbabili, poco inclini a smancerie ed entusiasmi. Sono dominanti sugli altri cani .
Sono cani estremamente affezionati al loro padrone , ma poco affettuosi , sono cani fieri, sono compagni leali e non sudditi , cioè non ubbidiscono in maniera passiva , specie se siamo poco coerenti , aggressivi o al contrario deboli con loro . I cani di questa razza richiedono infatti un rapporto dolce ma fermo .
L’Akita non è un cane per tutti !!! Meno che mai per chi è alla prima esperienza di rapporto con il cane . Non dobbiamo innamorarci di una razza solo perché è “ di moda “ , ma informarci sulle caratteristiche fisiche e psichiche del cane che andremo ad acquistare per capire PRIMA se è il cane giusto per noi , se cioè sapremo essere per lui dei buoni padroni/compagni di vita.
Un caro saluto a tutte voi .

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Medico veterinario

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1 Commenti

  1. adelina scrive:

    Mi ha commoso molto, alla fine del film ho pianto molto, quando il cane veniva sempre a ritrovare il suo padrone dalla stagione, era molto legato a lui, e non sepeva che era molto, era molto triste, sai ho guardato nei suoi occhi e ho visto la sua tristezza, e che sofre, a me piacciono molto gli animali, e come sono sensibile,

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