DAMSS

Questa settimana vorrei presentarvi Daniela e Marco, i “DAMSS”, una coppia di artisti che vivono e creano insieme.

Una coppia che lavora affiatata da 25 anni rappresenta un caso di per sé già interessante nel panorama arti stilistico ed esistenziale di questi anni. Se poi si aggiunge che la loro produzione si inserisce nel settore della “fiber art”, questo non può che rafforzare la curiosità relativamente a un settore ancora poco conosciuto in Italia al di fuori delle rassegne di settore.  Si tratta della integrazione di un doppio cammino che, cominciato indipendentemente l’uno dall’altra, ha poi trovato una convergenza e, soprattutto, una cifra stilistica inconfondibile.

Damss

Damss

Dovendo districare questa “matassa” per riafferrarne il bandolo, l’inizio, e così comprenderne il percorso, è necessario rileggere le prime opere di Marco, in particolare la mostra personale a Milano, 1974,  al Centro Culturale Francese in cui  presentava una serie di disegni  e di fili di rame smaltati che venne prontamente  definita come “arte tissurale”.  Rigorossismi scandagli geometrici curvilinei  generavano effetti cinetici nel dipanarsi di sottili tracciati, ora a matita, ora a rilievo, su fondi neutri. Insomma, se rileggiamo uno stralcio delle recensioni di allora si individuano quei temi che saranno continuati , con altre modalità,nell’esperienza della fiber art. L’incontro con Daniela Arnoldi come compagna anche d’arte avviene proprio sulla base di questa materia che lei domina con la maestria di ago filo e ferri in sinergia con la sua esuberanza creativa.

Su questo si inserisce una sorta di “automatismo” in cui accade che il movimento dell’ago, dei tagli prenda un proprio ritmo, qualcosa di simile a quanto già gli accadeva nella sua produzione grafica.

Goesta felt

Goesta felt

Nella loro produzione di coppia si sommano pertanto nuove e antiche ricerche distribuite su tre principali percorsi che potremmo definire come  “scultoreo”, “architettonico” e “prospettico”.

In quello scultoreo viene sviluppata la piena tridimensionalità della fibra che si piega a costruire abiti/scultura, abiti/totem, come la misteriosa  “Silence is golden”  giocata sul contrasto tra la convenzionale copertura del burqa e, attraverso una particolare tecnica di taglio/abrasione, la rivelazione allo stesso tempo dell’infinita gamma cromatica e polimaterica celata al suo interno.

La tendenza più recente invece è orientata  verso paesaggi prospettici e urbani. Il tema figurativo, di per sé rischioso , viene affrontato in una intelligente frantumazione materica per cui l’originaria ispirazione realistica si scompone in un universo di tipo tattile.

Dom de Milan

Dom de Milan

E da qui nasce la rappresentazione del Duomo di Milano sotto un cielo tempestoso e lavorato con tecnica gestuale originale al fine di dare l’ effetto delle pennellate impressioniste.

Oppure le strade prospettiche che guardano verso l’ infinito come ” Magic way”.

I temi e le poetiche si intrecciano rincorrendo la velocità e la voluttà delle ispirazioni. Daniela e Marco ricercano grandi spazi e superfici e forse sarà proprio questa la tappa ulteriore della loro ricerca che,  sospesa tra figurazione e astrazione, non si nega mai  il piacere di un

Magic way one

Magic way one

gioco sensuale nella fascinazione materica.

Intervista DAMSS, cominciando dalle iniziali dei nostri nomi.

Daniela Arnoldi.
Nata a Milano, dove sono sempre vissuta e dove mi sono laureata in Ingegneria chimica al Politecnico.

Marco Sarzi-Sartori.
Nato a Genova, vivo da sempre a Milano, dove mi sono laureato in Architettura al Politecnico.

D e M: verso la fine degli anni settanta c’è stato il nostro incontro che ha significato molto nello sviluppo e nel progresso del nostro futuro.

Noi

Noi

M: dopo gli studi, parallelamente alla libera professione, ho svolto un’attività industriale che mi ha permesso di scoprire, ampliare, perfezionare svariate tecniche e tecnologie che ho quindi impiegato nelle mie realizzazioni artistiche.

D: subito dopo la laurea ho svolto attività di ricerca presso il laboratorio dell’università, dove ho acquisito conoscenze tecniche innovative, che avrei poi utilizzato in campo artistico.

D e M: durante gli anni 80 abbiamo frequentato la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco, dove, insieme, abbiamo ampliato le esperienze in campo grafico e compositivo, in particolare abbiamo prodotto opere utilizzando fili di rame.

M: durante l’attività industriale ho appreso l’arte del vetro soffiato, intanto ho seguito alcuni corsi di lavorazioni del vetro a freddo, successivamente ho sviluppato le tecniche della glass fusion; ho prodotte moltissimi lavori di vetrate sia rilegate che Tiffany.
Negli stessi anni ho realizzato un torchio a rulli con cui abbiamo prodotto acqueforti.
Ho seguito un corso in Toscana per la realizzazione manuale della carta.
Un altro corso di falegnameria mi ha aperto alle tecniche di precisione relative al legno; ho prodotto parecchi oggetti artistici scolpiti e intagliati,

Primo vere

Primo vere

alcuni dei quali poi ho riprodotto in bronzo e alluminio.

D e M: intanto abbiamo realizzato due telai in legno per avvicinarci alla tecnica della tessitura, uno piano a due licci, e un paio ad alto liccio; con questi abbiamo iniziato a produrre arazzi, tessuti, opere d’arte da esposizione.

M: a differenza di Daniela ho cominciato a proiettarmi verso il tridimensionale e alla scultura tessile nella quale sono tuttora impegnato.

M: Negli anni di fabbrica ho sviluppato qualsiasi tecnica relativa alle brasature e alla saldature dei metalli, sottovuoto, in atmosfera controllata, in aria, elettrica, a fiamma, ecc. quindi mi sono dedicato al ferro battuto in forme contemporanee più che tradizionali.

D e M: A metà degli anni 80 abbiamo cominciato a seguire corsi di restauro di mobili antichi, utilizzando tecniche antiche, con materiali tradizionali, che ci hanno consentito di aggiungere tecniche alle produzioni dei gessi policromi; da qui abbiamo espanso la progettazione e produzione di gessi e altorilievi ottenuti con resine, smalti, foglie metalliche, gomme lacche, e quanto di più tradizionale abbiamo acquisito.

Speculum pacis - particolare -

Speculum pacis - particolare -

M: poi ho aggiunto una profonda formazione relativa al restauro lapideo e al restauro di opere policrome mobili; pochi anni dopo ho allargato l’interesse alle icone.
Dal 2000 sono cotitolare di una società di restauro di mobili antichi, dipinti, statue, vetrate.

D: nel frattempo, parallelamente alla mia attività fortemente tecnica, ho sviluppato tecniche e prodotto lavori  quali il ricamo e il patchwork.

D e M: continuiamo a seguire insieme corsi e stage per imparare e perfezionare metodi per sviluppare patchwork, quilt, tessiture, feltri e arte tessile in genere.

M: da molti anni sono iscritto alla AAA, Associazione Architetti Artisti, e partecipo con opere alle mostre indette in varie sedi italiane ed europee.

D e M: proseguendo il “filo conduttore” che ci ha accompagnato fin dall’inizio della nostra collaborazione e utilizzando tutte le tecniche raccolte negli anni, dal 2000 abbiamo scelto di spendere insieme il nostro tempo e abbiamo fuso i nostri obiettivi lavorando esclusivamente a progetti comuni, sfruttando totalmente le nostre sinergie allo scopo di esprimerci con un unico risultato, spesso ottenuto con la tecnica del Round Robbin passandoci lo stesso lavoro di mano in mano.

Punto e croci

Punto e croci

D:

le mie conoscenze della chimica e della meccanica, la mia predisposizione alla ecosostenibilità e al riciclo,  unitamente al percorso che abbiamo affrontato insieme, ci permettono di sperimentare elaborati per la realizzazione di lavori tridimensionali dedicati al settore tessile, patchwork, quilt, felt, fiberart utilizzando spesso materiali di recupero.

D e M: Le realizzazioni e la ricerca in questi settori avvengono esclusivamente in simbiosi tra di noi; siamo iscritti alla AAA di Venezia, alla Quilt Italia e alla France Patchwork, e partecipiamo a concorsi e mostre di livello internazionale.

Daniela e Marco, artisti tessili, lavoriamo a quattro mani sulle stesse opere, creiamo insieme, progettiamo costantemente.

ARTEXTURE

Siamo stati selezionati per la V edizione dell’Esposizione di Artetessile Contemporanea ARTEXTURES, organizzata dall’Associazione nazionale francese FRANCE PATCHWORK.

La giuria ha selezionato quarantadue opere scelte tra gli artisti di tutto il mondo.

La mostra è partita dal XV Carrefour del Patchwork a Saint Marie aux Mines, in Alsazia, e si svilupperà in numerose sedi francesi; attualmente si sta svolgendo vicino a Parigi dal 25 Settembre fino al 3 Gennaio 2010.

L’opera selezionata, e con cui partecipiamo, è intitolata

ATTRAVERSANDO IL PO , dimensioni 160 x 140 cm.

Attraversando il Po

Attraversando il Po

Costituita da tre teli trasparenti di organza su cui si sviluppa l’intreccio di rami e di foglie; i rami sono formati da filati di nostra composizione, e le  foglie sono state ottenute per impressione della tela  di seta su stampi materici realizzati da noi appositamente; successivamente le foglie sono state tinteggiate con materiali utilizzati nel restauro, e infine ricamate per arricchirle di colore.

damss@email.it
www.damss.com
www.facebook.com/damss.fiberart

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Autore:

Artista tessile internazionale

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