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A proposito del prestito obbligazionario convertibile del BANCO POPOLARE

Sta in questi giorni arrivando agli azionisti del Banco Popolare una lettera con cui li si informa che viene loro offerta in opzione la sottoscrizione di un prestito obbligazionario convertibile con caratteristiche che di seguito cercheremo di illustrare in maniera meno tecnica di quello che sia nella comunicazione (e più completa di quello che si ottiene andando a chiedere informazioni allo sportello della banca : esperienza diretta!)

Ogni azionista del Banco ha diritto di sottoscrivere 1 di queste obbligazioni ogni 4 azioni possedute, pagando € 6,15.

Espresso in numeri: nr: 1.000 azioni possedute = diritto a sottoscrivere 250 obbligazioni ( 1.000/4) pagando 250×6,15 = € 1.537,50.

L’obbligazione paga ogni anno interessi al tasso fisso del 4,75% lordo del valore nominale .

con la solita ritenuta fiscale del 12,5%

In numeri: 6,15×4,75% = € 0,292 interessi annui lordi percepiti per ogni obbligazione acquistata; 0,292×250 = € 73,03 interessi annui lordi sui 250 titoli acquistati

L’obbligazione scade nel marzo 2014 e a quella data verrà rimborsata alla pari (mi verranno restituiti € 6,15 ogni obbligazione che avrò ancora in mano).

A meno che, dal 18esimo mese in avanti, l’obbligazionista o il Banco non decidano di convertire il titolo in azioni ordinarie del Banco stesso.

Le regole alla base di tale conversione, sono diverse a seconda che l’opzione venga esercitata dall’una o dall’altra delle due parti.

Conversione esercitata dall’obbligazionista: trascorso il 18esimo mese dall’emissione, costui può chiedere di “cambiare” le obbligazioni che ha in mano – tutte o solo parte – in azioni ordinarie del Banco, ricevendo 1 azione per ogni obbligazione optata.

E’ intuitivo che l’obbligazionista avrà interesse a convertire se il prezzo di mercato dell’azione sarà a quell’epoca superiore a € 6,15.

In numeri: valore di mercato dell’azione (trascorsi 18 mesi) € 7,20: “cambio” le mie 250 obbligazioni in 250 azioni, che vendo a € 7,20 ricavando 7,20×250 = € 1.800 a fronte di un costo di € 1.537,50. Alla cedola del 4,75% annuo per 18 mesi, si aggiunge un guadagno di capitale di € 262,50 lordi ( 1.800 – 1.537,50).

Nell’ipotesi invece che a quell’epoca il corso dell’azione sia inferiore a questo livello, sarà interesse dell’obbligazionista continuare a mantenere il titolo obbligazionario, incassando la relativa cedola, e puntando al rimborso alla pari – € 6,15 – a scadenza.

Riscatto esercitato dal Banco: sempre trascorso il 18esimo mese dall’emissione, il Banco ha la facoltà di procedere al rimborso anticipato, totale o parziale, del prestito mediante consegna di un certo numero di azioni ordinarie. Facoltà alla quale l’obbligazionista non può opporsi, così come il Banco non può opporsi alla richiesta di conversione di cui sopra: chi prenderà per primo l’iniziativa, impone di fatto la sua scelta alla controparte.

Il numero di azioni consegnate dal Banco per ogni titolo obbligazionario riscattato, dipenderà ancora una volta dal valore di mercato, all’epoca, dell’azione ordinaria:

Con valore di mercato superiore a € 6,15 viene consegnata, per ogni obbligazione riscattata, “una azione virgola qualcosa” dove questo “virgola qualcosa” rappresenta una frazione di azione ed è tanto più piccolo quanto più elevato il prezzo di mercato. La ratio è intuitiva: ti regalo, caro obbligazionista cui impongo il riscatto, un pezzettino di azione in più rispetto al rapporto paritario 1:1 , ma questo pezzettino è tanto più piccolo quanto più elevato il prezzo che puoi ricavare vendendo il titolo sul mercato.

In numeri : numero azioni consegnate = 1 + (0,615/valore di mercato). Se applicato all’esempio di cui sopra, ipotizzando un valore di mercato dell’azione di € 7,20 = (( 1+(0,615/7,20))*7,20)*250 = 1.953,75

Questa ipotesi dà un risultato nettamente migliore dell’ipotesi di opzione esercitata dall’obbligazionista, e la ragione è nel “premio” che il Banco riconosce in sede di riscatto, il famoso “virgola qualcosa”.

Con un valore di mercato inferiore a € 6,15 viene ancora consegnata “una azione virgola qualcosa”, ma questo “virgola qualcosa” è congegnato in modo tale da portare sempre ad un premio sul valore nominale dell’obbligazione, pari al 10%

In numeri: numero azioni consegnate = (6,15+10%)/valore di mercato = 6,765/valore di mercato. Se applicato all’esempio di cui sopra, ipotizzando un valore di mercato dell’azione di € 2,00 =

((6,765/2,00)*2,00)*250 = € 1.691,25 che rappresenta il costo d’acquisto originario dell’obbligazione più il 10% .

Da aggiungere, in chiusura, che l’azionista non è obbligato a sottoscrivere il prestito; costui ha oggi in mano un diritto d’opzione per ogni titolo azionario che detiene, e questo diritto d’opzione può essere venduto sul mercato incassando il relativo valore e rinunciando così a tutta l’operazione.

In assenza di istruzioni, la banca presso la quale sono in deposito le azioni provvederà d’iniziativa alla vendita dei diritti, accreditando il ricavo al cliente.

Va da se che chi volesse “entrare” nell’operazione pur senza possedere azioni, può comprare sul mercato i diritti d’opzione: l’obbligazione gli costerà € 6,15 più il costo del diritto.

I termini dell’operazione: per la negoziazione dei diritti: mercoledì 17 marzo; per la sottoscrizione dell’obbligazione: mercoledì 24 marzo.

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