
La potatura di fine inverno è utile per migliorare qualità e quantità dei fiori negli arbusti a fioritura tardiva come questa lagerstroemia.
In questo periodo dell’anno è bene cominciare a ridurre le pacciamature di protezione alla base delle nostre piante: soprattutto se le avevamo predisposte con foglie di grandi dimensioni rischiano di impedire ai primi tiepidi raggi di sole di raggiungere il terreno. Togliamo quindi tutte le foglie troppo grandi e quelle che sono rimaste intere: zappettiamo invece i frammenti di foglie insieme allo stallatico e a i residui organici che componevano la nostra pacciamatura incorporando tutto al terreno.Questa sarà a tutti gli effetti la prima concimazione dell’anno, e renderà il terreno che circonda il fusto delle piante più leggero e permeabile.

Hydrangea macrophilla
Se non avevamo potato le rose prima dell’inverno affrettiamoci a farlo adesso, prima che le gemme si gonfino preparandosi a germogliare: riduciamo di due terzi (mediamente) i rami degli ibridi di tea e delle floribunde, asportiamo tutto il legno secco e le foglie morte che non sono cadute (potrebbero veicolare malattie fungine), alleggeriamo gli ibridi antichi e le rose rugose ricordando sempre di osservare le gemme e la loro direzione di crescita: quando potiamo un ramo infatti stimoliamo a crescere la gemma che si trova subito al di sotto del taglio.
Potiamo le rose sarmentose e rampicanti (solo quelle rifiorenti!): dopo aver guidato i rami più lunghi e robusti incurvandoli sui supporti eliminiamo tutti i getti minori. È necessario fare attenzione a dare alle rampicanti una buona forma di base disponendo con andamento orizzontale la maggior parte dei rami principali: in questo modo tutte le gemme produrranno getti da fiore, mentre i rami che avremo lasciati liberi, o che sono orientati dal basso verso l’alto, fioriranno soltanto sulla cima.
Riserviamo una particolare attenzione ai glicini: dovremo eliminare tutti i rami troppo sottili arrivando quasi fino al legno vecchio: naturalmente lasceremo i rami giovani in tutte le posizioni utili a dare alla pianta la forma che desideriamo. I glicini sopportano potature molto drastiche e in seguito producono fiori più belli e grandi; se invece non vengono potati, o vengono potati troppo poco, si infittiscono eccessivamente e in modo caotico producendo più foglie che fiori.
Controlliamo le ortensie e cimiamole appena tagliando gli apici secchi dei rami: al contrario rispetto ai glicini, le ortensie vanno tagliate pochissimo – se avete dubbi è meglio non potarle affatto piuttosto che esagerare. Naturalmente si possono (e si devono) eliminare i rami secchi, ma i fusti che portano gemme sono quelli che fioriranno durante l’estate: se vengono tagliati molto corti le nostre hydrangee “salteranno” la fioritura dell’anno in corso.
Dovremo potare adesso tutti quegli arbusti che fioriscono dal mese di luglio in avanti: gli arbusti cioè che porteranno i fiori sui rami che crescono durante la primavera e la prima metà dell’estate. Spuntiamo quindi gli ibischi (quelli della specie syriacus, non i sinensis) e le lagerstroemie; accorciamo vigorosamente le buddleie e i caryopteris.
Diamo un’occhiata anche alle erbacee perenni: quelle a fioritura primaverile staranno appena cominciando a germogliare e non richiedono da noi nessuna particolare attenzione (o meglio, tutta la nostra attenzione di osservatori stupiti dal miracolo annuale della loro rinascita); quelle a fioritura tardo-estiva andranno ripulite dagli steli secchi e, se vediamo che sono troppo fitte, andranno diradate (ad esempio i ceratostigma, gli aster, le piante di sedum spectabile).

Il ceratostigma plumbaginoides è una robustissima erbacea perenne che fiorisce dalla fine di luglio fino a ottobre inoltrato.




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