COME USCIRE DA UN TRADIMENTO

Il tradimento arriva come un terremoto, nella vita delle persone fa saltare gli equilibri personali e di coppia. E’ diffusissimo specie ai nostri tempi, dove il valore morale della fedeltà è banalizzato a tal punto che si dà voce ai propri bisogni narcisistici di evadere, senza pensare, a quanto dolore si può recare all’altro. Eh sì …perchè il compagno/a, la maggior parte delle volte, arriva a scoprire che non si è più in due ma in tre: e non importa se è una scappatella o un’ infatuazione o un legame importante; chi è tradito è tradito e basta e le conseguenze sono molto pesanti, in termini di dolore, rabbia, sfiducia e incertezze.

Perchè si tradisce? Per svago, per curiosità, per gioco, per noia, per fare un dispetto all’altro, per vendetta. La parola tradimento DIRE-TRAMITE è una comunicazione. Molte volte lo si usa come antidepressivo naturale, per superare un momento di crisi, per conferme di identità, per ritrovare una sessualità perduta nei meandri di un’abitudine o come antidoto contro l’invecchiamento.

tradimento

Saltano i propri equilibri personali e ci si mette in discussione su tutto specialmente se c’è un/a rivale che obbliga ad un confronto. Come scrivevo prima, la reazione è forte ed intensa, ma prendere una decisione sull’onda emotiva può portare ad una conseguenza sbagliata; può essere utile prendersi un periodo lontano dal partner e meditare su ciò che è successo, sulle eventuali responsabilità, immaginare come sarebbe la vita senza di lui e fare un confronto.

E’ un momento delicato di passaggio della coppia, dove o ci si lascia o si ricomincia su nuove basi sane e salde; se ci si lascia, l’individuo inizierà un percorso personale di elaborazione del lutto e di analisi profonda di aspetti di sè e può essere utile una psicoterapia. Se dopo sei mesi o un anno il dolore e la rabbia sono ancora troppo forti e arriva l’insonnia, il calo dell’appetito, queste sono spie molte volte di una depressione reattiva, che va curata perchè da sola non passa e non è sufficiente la buona volontà.

In coppia si può ripartire; se il tradimento è stato vissuto come uno scossone che ha fatto capire ad entrambi che è importante non perdersi di vista, si può sviluppare un sano senso di colpa e ritornare più innamorati di prima; a patto che chi ha tradito ammetta di aver fatto una cosa grave, chieda scusa e si impegni ad essere fedele. Capita spesso che il tradito si senta autorizzato a piccole vendette, anche sotterranee, ma che a lungo andare servono solo per dare il colpo di grazia alla coppia, per cui è meglio concentrarsi, non sul passato, ma sul cambiamento che porta con sè. Anche per la coppia può essere utile un aiuto psicoterapeutico, o al tradito per elaborare la rabbia e arrivare ad un perdono dell’altro con il cuore.

Sono percorsi lunghi e dolorosi ma fondamentali come cambiamento e come dimostrazione che il tradimento non è necessariamente la fine di tutto. Forse oggi per comodità lo è, perchè è faticoso riprendere tutto  e mettersi in discussione; si preferisce adottare  il “chiodo schiaccia chiodo”. Invece un aiuto esterno può rappresentare un’opportunità per ritrovarsi, mettere il tradimento alle spalle e ricominciare.

Tags:

 

Autore:

Psicologa e consulente sessuologico

Altri articoli di

 

2 Commenti

  1. francesca31 scrive:

    L’articolo su come uscire da un tradimento e’ molto chiaro ed esaustivo,tuttavia ritengo che il tradimento non potra’ mai far ritornare la fiducia e il rispetto nei confronti di chi ha tradito!

  2. bugalina scrive:

    come si fa a riavere quella fiducia che prima legava due persone, prima di essere traditi?
    non si può privare l’altra persona della libertà, e allo stesso tempo non si può vivere nell’eterno dubbio del “lo fifarà”…
    penso che sarebbe un’ostacolo troppo grande da superare al 100%, secondo il mio parere quando in una coppia viene a mancare la fiducia in conseguenza ad un tradimento, chi perdona in quel momento usa il cuore, e l’unica vocina nella testa che le parla dicendogli “se lo lasci starai più male di quello che non starai restandogli affianco”
    è giusto perdonare o è meglio col tempo rimanere solo amici?
    nel momento in cui concedamo il nostro perdone diventiamo automaticamente “zerbini” o il nostro partner capirà veramente cosa ci è costato perdonare? si sentirà quindi autorizzato a rifarlo e dovremmo ripassare tutta questa “agonia”?
    non so, troppo soggettive le risposte e troppo personali per essere standardizzate!

Lascia un commento