CUBA A 50 ANNI DALLA RIVOLUZIONE

Gennaio 2009 – Sono le ore diciotto locali quando atterro all’Havana e mi appresto a fare la fila all’ingresso, per la verifica del visto. E’ giovane il doganiere e molto serioso,  ma si scioglie in un sorriso quando mi accorgo di un libro che spunta sotto le sue carte: è l’ultimo romanzo di Valerio Massimo Manfredi. Gli chiedo se gli piace lo scrittore italiano e lui mi snocciola alcuni titoli dei suoi romanzi, dicendomi di prediligere i personaggi di Alessandro Magno e Catilina!

È un buon “visto” d’ingresso, mi dico, un “benvenuta” a Cuba, è la prima di tante sorprese che l’isola mi riserva.

Di lì a pochi giorni sarà l’Epifania e anche all’Havana si avverte l’atmosfera delle feste natalizie: non manca nemmeno il presepe con i Re Magi davanti alla Cattedrale di San Cristòbal. Ebbene sì, nel cuore della città vecchia, sul sagrato della chiesa, le statue a grandezza naturale della Sacra Famiglia sono lì a ricordare che a Cuba la devozione popolare è in forte ascesa. Accanto al gioiello di arte barocca coloniale, la semplicità un po’ naif di quel Presepe non è poi così stonata, anzi s’intona ai canti che si levano all’interno durante la Messa. La religiosità non è morta a Cuba, anzi dopo la storica visita di Papa Giovanni Paolo II° nel gennaio del 1998 pare che un nuovo patto fra Stato e Chiesa regoli la società cubana. Il ricordo del viaggio papale è immortalato nelle cartoline e nei souvenir che fissano il momento dell’adunata di popolo nella Piazza della Revoluciòn e lo storico abbraccio del Papa con Fidel Castro. L’anziano leader, ora molto malato, era stato educato in un collegio di Gesuiti, dove aveva studiato prima di iscriversi alla facoltà di giurisprudenza dell’Havana.

Le messe piuttosto affollate, le numerose candele accese davanti alle sacre immagini, il culto diffuso e sentito per la Virgen del Cobre, patrona dell’isola, ci dicono quanto la religiosità oggi possa colmare i vuoti e dare alcune certezze ai Cubani. Il santuario della Vergine, sulla sommità di una collina, è meta di devoto pellegrinaggio e davanti alla sua sacra immagine brillano tanti ex-voto, fra i quali anche la medaglia ricevuta da Ernest Hemingway quando vinse il premio Nobel per la Letteratura nel 1954.

Nella città vecchia dell’Havana una statua di Madre Teresa di Calcutta spunta fra le piante del nuovo giardino pubblico intitolato proprio a lei. Lì vicino sorge anche una nuova chiesa di rito ortodosso donata dallo stato cubano e un giovane pope mi saluta sorridendo all’ingresso. Ma le sorprese non sono finite e nel mio girovagare scopro non lontano un altro giardinetto dedicato… alla principessa Diana! C’è un custode che in un perfetto inglese mi illustra il monumento dedicato a lei, ripercorrendo le vicende della sua breve vita. L’umile Madre Teresa e la nobile principessa, due donne così diverse e lontane, hanno colpito il cuore e la fantasia dei Cubani! (continua)

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