FELTROSA 2010

Si è svolta a Prato dal 6 al 12 maggio la quinta edizione di Feltrosa, una manifestazione internazionale che riunisce i feltrai di tutto il mondo e si articola tra mostre, laboratori, seminari e conferenze sul tema del feltro, organizzata da Eva Basile e Coordinamento Tessitori

L’edizione 2010 di Feltrosa è stata veramente internazionale. Sono stati poco più di 100 gli intervenuti, di cui circa la metà dall’Italia. Un quarto dal Regno Unito, per la maggior parte soci della International Feltmakers Association: quest’anno infatti abbiamo ospitato l’assemblea annuale di quella importante organizzazione. Sette i soci irlandesi, due dalla Nuova Zelanda e altrettanti dall’Australia, uno dagli USA. Ma anche da paesi nei quali le tradizioni del feltro sono meno radicate: Grecia, Spagna, Slovenia. E poi Germania, Francia, Austria, Danimarca.

Non è stato facile armonizzare le esigenze e le mentalità diverse, dover far fronte a quelle delle organizzazioni partner e quelle del Museo del Tessuto.

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La produzione della mostra The Climate is Changing ha occupato molto tempo: si è lavorato per oltre un anno alla presentazione del bando ed alla successiva selezione delle opere – ricevere i dossier, controllare le foto, attribuire dei codici, creare una presentazione al computer in modo da presentare i lavori in forma strettamente anonima per la selezione. Dal momento che i titoli sono stati dati da ogni artista nella propria lingua abbiamo dovuto tradurli tutti in inglese, in modo da non influenzare la giuria. Già questo, in presenza di giochi di parole  e titoli dalla semantica incerta o interpretabile, non è stato facile.

Beathe Bossert, Daniela Degl’Innocenti, Beatrijs Sterk, Lydia Predominato ed Annie Sherburne hanno visionato oltre centottanta lavori selezionandone solo cinquanta.

E’ iniziata poi la fase della produzione del catalogo: la raccolta delle didascalie, dei curricula, il controllo della qualità delle immagini inviate dagli artisti. Già da tempo avevo preso accordi con Daniel V. Kevorkian, un fotografo e grafico con esperienza nel mondo dell’editoria e della comunicazione, che ha seguito successivamente al catalogo anche la realizzazione di due video promo e che ha documentato fotograficamente i cinque giorni della conferenza.

Quasi metà delle foto inviate dagli artisti erano di qualità troppo scarsa per la pubblicazione: dopo aver richiesto ed ottenuto nuove foto da un certo  numero di loro  per quelle che ancora non avevano qualità sufficiente abbiamo dovuto allestire un set fotografico all’interno del Museo del Tessuto. Sono state due giornate piene di lavoro, a volte non facile: alcuni lavori sono molto grandi, altri minuscoli. In quello stesso giorno abbiamo girato un breve video, che successivamente abbiamo inserito su youtube al canale ‘feltrosa’.

Abbiamo nel frattempo lavorato a fianco dello staff del Museo per l’organizzazione del percorso espositivo. Il tema è quello del cambiamento, un tema ambientalista e sociale: ma come riassumere i diversi punti di vista? L’osservazione delle foto non bastava, occorreva leggere i testi, ma prima ancora farne tradurre molti dal tedesco… una catena di lavoro infinita, gestita tramite email, skype a volte anche FaceBook.

Alla fine le quattro sezioni hanno avuto un nome: Denuncia – Interrogativi – Soluzioni – Fiducia.

L’organizzazione della conferenza ha avuto qualche difficoltà: l’anno passato abbiamo dovuto cancellare un laboratorio a causa della grave malattia di una delle tutor invitate. Fortunatamente Inge Bauer ha superato quel difficile momento ed ha accettato di essere con noi per sostituire Agostina Zwilling, a sua volta impossibilitata a venire.  Sheila Smith aveva annunciato da tempo che non avrebbe potuto partecipare e tutte le persone iscritte sono state avvertite: Jenny McKay, dalla Scozia è stata indicata dalla stessa Sheila come sostituta: è stata l’occasione per apprendere da lei le tecniche del cobweb felt, in Italia pochissimo praticate.

Cosa è successo durante Feltrosa?

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Giovedì 6 maggio circa quaranta persone hanno preso parte ad un tour tessile per le vie di Firenze. A piedi abbiamo raggiunto il Museo ed i Chiostri monumentali di Santa Maria Novella, nel quale sono serbati superbi esempi di parati liturgici realizzati nei secoli XIV -XIX con i più preziosi tessuti in broccato e velluto delle manifatture fiorentine. Forte della mia esperienza di docente in tecniche storiche di tessitura serica ho spiegato come si producevano quelle stoffe preziose. Siamo andati poi verso lo studio di Alberto Boralevi, esperto di livello mondiale in tappeti ed arte tribale, che ci attendeva per mostrarci un prezioso feltro cinese seicentesco ed un bel feltro ottocentesco proveniente da Konya, in Turchia. Tappeti di gran pregio erano allestiti nello studio al primo piano ed una restauratrice specializzata ci ha spiegato il proprio lavoro. Siamo poi partiti alla volta di Piazza Pitti, dove abbiamo visitato la Galleria del Costume, la mostra temporanea e gli abiti cinquecenteschi restaurati di Eleonora di Toledo e del Granduca Cosimo de’Medici.

Attraversando il giardino di Boboli siamo scesi verso piazza Santo Spirito, dove ci siamo fermati per far merenda nel bar che è stato allestito in quello che per decenni è stato il laboratorio dei fratelli Bini; noti artigiani intagliatori di forme di legno per cappelli. Sgorbie ed attrezzi oltre ad alcune forme sono messi in mostra alle pareti. Sfortunatamente alla morte del noto artigiano non è stato possibile proseguirne l’attività, con la nostra visita abbiamo testimoniato quanto siamo rammaricati per la perdita di questo laboratorio d’alto artigianato, uno dei pochissimi al mondo.

Venerdì Feltrosa è iniziata ufficialmente, a Prato. Nel primo pomeriggio è partito un pullman alla scoperta delle tradizioni tessili pratesi. Il tour, guidato dall’architetto Giuseppe Guanci, specialista di archeologia industriale ha portato i visitatori a Vernio, al  Museo delle Macchine Tessili e presso altre fabbriche. Grande interesse ha destato la tradizione tutta pratese di riciclaggio dei tessuti per il recupero della lana.

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Alle 18 ci siamo trovati tutti al Museo del Tessuto per l’inaugurazione della mostra The Climate is Changing. Abbiamo finalmente guidato artisti, feltrai e pubblico all’interno del percorso espositivo. L’allestimento è stato molto apprezzato e la scelta di mostrare i lavori al centro della grande stanza, divisa in sezioni delimitate da grandi pannelli in feltro su cui vengono proiettate immagini di elementi naturali ed eventi climatici.

Subito dopo il pianista Michail Lifits ha eseguito musiche di Beethoven Schumann e Chopin in un concerto molto intenso. La lunga giornata si è stata conclusa da una cena di benvenuto: eravamo più di 120 persone!

Sabato è stata la giornata più attesa: nell’arco della giornata abbiamo perso parte ai laboratori pratici, dopo l’assemblea della IFA, svoltasi nella prima parte della mattina. Inge Bauer, Barbara Giradi, Heidi Greb, Jenny MacKay, Judit Pocs, Annette Quentin-Stoll, Danila Schoen e Jeanette Sendler hanno guidato i diversi corsi.

Il fotografo ha visitato uno ad uno i laboratori, documentando la creazione di borse, monili, sciarpe, cappelli …  con curiosità ed attenzione per insegnanti e per le ‘feltrosiane’ il colorato mondo delle frequentatrici di Feltrosa. Quest’anno abbiamo avuto la presenza di un unico uomo, un coraggioso ragazzo giunto dalla Slovenia per immergersi per giorni in questo mondo di tutte donne! Il lavoro è stato più o meno frenetico: molte chiacchiere e scherzi hanno accompagnato la fatica. Molte delle persone che si incontrano a Feltrosa si danno appuntamento, di anno in anno: l’allegria, a volte rumorosa, è tanta.

A concludere la giornata una cena organizzata presso la splendida Villa il Mulinaccio, costruita alla fine del XIV secolo da Cosimo Sassetti, braccio destro di Lorenzo il Magnifico, affrescata al suo interno e corredata da un bel giardino che si affaccia sulla vallata del Bisenzio, il fiume che attraversa Prato.

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Domenica è stata dedicata ad una mostra-mercato ed ad convegno intitolato Feltro fra arte e coscienza ambientale. Sigrid Bannier ha spiegato le attività di Kaufhaus aus Zeit, un’iniziativa di contemporary shop molto avviata da lei curata, mentre Vanna Romualdi, professoressa alla Accademia di Belle Arti di Bologna ha illustrato il lavoro del suo dipartimento. Due delle opere in mostra sono state create da sue allieve. Tunia Burgassi del CNR IbiMet di Firenze e la professoressa Elisa Pieragostini dell’Università di Bari hanno mostrato le loro attività a sostegno della pastorizia, dell’occupazione femminile in aree rurali e delle razze ovine rare.

Nella mostra-mercato allastita nell’ampio cortile del Museo abbiamo visto il meglio della produzione in feltro degli artigiani italiani, con la presenza di Krystel Chavigny, coordinatrice del gruppo Feutre Art Textile, l’associazione francese di professioniste del feltro. Non potevano mancare i venditori di materia prima, ai cui banchi si sono affollati gli artisti/artigiani per fare acquisti.

In un angolo apposito era stato allestito lo spazio curato dalla IFA , dove sono state fatte dimostrazioni molto apprezzate dal pubblico, curate da Ann Ross, Jenny Lees, Chris Lines, Lynn Ramsbottom, Debbie Lucas, Lyn Jenkins e Mandy Nash.

Nei giorni che sono seguiti, da lunedì a mercoledì, si sono tenuti, nella storica fabbrica della Cartaia, sei laboratori di approfondimento. Un pullman conduceva al mattino insegnanti e allievi al laboratorio e li riportava stanchi ma felici alla sera verso valle. Inge Bauer ha spiegato la sua tecnica di realizzazione dell’abito in nunofeltro, Heidi Greb l’uso in abbigliamento delle lane autoctone non lavate né cardate (una vera rivelazione!) Jenny MacKay la creazione di giacche in cobweb felt, Judit Pocs la fattura di splendide borse coloratissime, ricche di tasche ed elementi funzionali e decorativi. Annette Quentin-Stoll ha spiegato, in un laboratorio straordinariamente quieto ed ordinato le sue tecniche di feltro shibori elastico, mentre Jeanette Sendler ha insegnato la tecnica da lei sviluppata per la creazione di accessori di sapore vittoriano a partire da prefeltri e inserimento di pizzi ed elementi a maglia. L’acustica della stanza era straordinaria e così il canto ha accompagnato il lavoro, facendo eco da una parte all’altra dell’ampio spazio comune in cui si svolgeva il lavoro delle oltre cinquanta persone presenti.

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Il fotografo ha chiesto di poter venire a documentare anche i laboratori, martedì: un gesto che dimostra quanto abbia gradito la compagnia delle ‘feltrosiane’ e come l’ambiente della convention sia stimolante e ricco umanamente, anche per chi non si è mai occupato di feltro artigianale! Le sue foto, i ritratti, gli scorci documentano cinque giornate eccitanti e ricche di divertimento, studio e scambio. Sono riconoscente a lui Gaia Cristina e Valentina che mi hanno aiutata in questo grande progetto.

Eva Basile

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Si occupa di tessitura, arti tessili e feltro artigianale. A meno di 10 anni riceve in dono per Natale un piccolo telaio giocattolo, e da allora non smette di appassionarsi alle arti tessili.

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1 Commenti

  1. daniela scrive:

    finalmente sono riuscita ad avere un pò di tempo e dopo aver chattato un secondo con susanna sono venuta sul vostro sito ho visto l’articolo di feltrosa ed anche la foto mi piace molto, ci sentiamo presto

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