L’IN-QUADRATURA DEL CERCHIO

Carissime amiche, torno dopo qualche tempo e dopo qualche migliaia di scatti, a parlarvi di fotografia, in particolare dell’inquadratura.

L’inquadratura rappresenta un momento importantissimo per la nascita di una fotografia; la messa in quadro può durare attimi o richiedere lunghi ripensamenti e valutazioni, ciò dipende chiaramente dal soggetto che vogliamo riprendere e dal tempo a disposizione per catturarlo.

Tramite l’inquadratura si può trasmettere emozione nonchè un’interpretazione dell’immagine, è senz’altro una capacità che rende il fotografo un vero professionista e ancor più importante, un bravo comunicatore.

Vorrei, nonostante la complessità dell’argomento e il legame profondo con l’esperienza, trasmettere qualche piccola regola, facile da ricordare, per aiutare chiunque a migliorare le proprie fotografie, per rendere più belli i vostri ricordi, per comunicare meglio le vostre emozioni, per dare un tocco artistico alla vostra visione della realtà:

  • blue-igloo-national-geographicLa regola dei terzi: è una regola molto nota per i fotografi che deriva dalla pittura; se scomponiamo un’immagine in terzi, ponendo il nostro soggetto in corrispondenza di uno dei punti di intersezione di tali segmenti, l’immagine guadagnerà in dinamismo e al contempo in equilibrio. Una regola semplice e antica ma sempre d’effetto; il soggetto così decentrato spinge verso i bordi della cornice e crea una stimolante tensione per l’occhio dell’osservatore.
  • Attenzione alle persone! Fotografare le persone spesso trae in inganno, il nostro occhio catturato com’è dal suo centro di interesse – spesso il centro di interesse in una persona è il volto e l’espressione – rischia di non fare caso a ciò che si trova ai bordi del fotogramma, producendo spiacevoli amputazioni e tagli del povero soggetto! Perciò, ricordiamoci che esistono inquadrature collaudate  e cerchiamo di fare una scelta al momento di scattare:mc_curry2
  1. Primo piano: inquadriamo il volto e le spalle del soggetto; una  variante è il primissimo piano: ci si concentra su un dettaglio del volto, come gli occhi, la bocca, il profilo.
  2. Mezzo busto: includiamo il viso e il busto della persona, oltre le spalle.
  3. Piano americano: il soggetto è inquadrato dalle ginocchia in su.
  4. Figura intera: inquadriamo il soggetto nella sua completezza, attenzione a un’errore frequente per chi è alle prime armi: non tagliamo i piedi allla persona!! Una svista che costa caro… e alla quale anche il migliore ritoccatore può difficilmente rimediare!
  • p1252095_ng_passcov_042Dritto o rovescio? Le scuole di pensiero tradizionali propinano la regola di un’inquadratura che sia essenzialmente dritta e che rispetti lelineeverticali e orizzontali esistenti in in natura; in un paesaggio l’orizzonte deve essere diritto e le linee verticali di un campanile dovrebbero esserlo altrettanto. C’è da dire che un’inquadratura dritta crea armonia e facilita la visione da parte dello spettatore; un bravo fotografo, però, sa che in qualche scatto, che non sia un’architettura o un paesaggio canonico, una leggera inclinazione del soggetto, si pensi a un ritratto, dà movimento e dinamicità, stimolando l’occhio dello spettatore al punto giusto. Attenzione perciò a non inclinare troppo indiscretamente la fotocamera, abusare di questa tecnica porta a risultati spiacevoli, come  immagini illeggibili e da capogiro!
  • american-bison-mobley-363116-swEquilibrio: Creiamo dei pesi e delle armonie nelle nostre foto, per esempio evitiamo di porre l’orizzonte della foto esattamente a metà; rischiamo di appiattire un bellissimo paesaggio. Riflettiamo invece sul valore di  questa linea e cerchiamo di esaltare una porzione dello spazio sotto o sopra. Vogliamo parlare del cielo gonfio di nuvole bianche o privilegiamo un manto erboso infinito? Facciamo una scelta, potremo guadagnarne nella comunicazione! Attenzione al rapporto pieno/vuoto: nei ritratti , ad esempio, troppa “aria in testa” al soggetto  inquadrato smorza la tensione tra le parti e crea un equilibrio piatto e monotono.
  • palm-frond-pattern_9378_600x450Movimento e diagonali: ricordiamo inoltre che le linee diagonali e le geometrie racchiudono tensione e  rendono interessante lafoto! E’ utile non solo rappresentare le diagonali esistenti nella realtà ma anche ricrearle attraverso l’inquadratura, studiando il rapporto tra gli elementi compresi nella cornice! Interessanti ad esempio sono i pattern, insiemi di elementi uguali tra loro a cui possiamo dare movimento attraverso la composizione.

Ora che abbiamo elencato dei principi fondamentali dell’inquadratura vediamo di farli nostri e perchè no, di metterli alla prova… in fin dei conti le regole non sempre sono infallibili e qualche saggio dice che sono fatte per poi romperle!

Tuttavia è meglio appropriarsene prima di apportare i propri correttivi personali, quindi via con la macchina fotografica e… attenzione al quadro!!!

Photo credits: National Geographic

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Fotografa per passione

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1 Commenti

  1. [...] e quali mettere in secondo piano. Possiamo sempre fare riferimento alla regola dei terzi ( vedi la regola dei terzi) e dare dinamismo creando una tensione tra i diversi elementi inquadrati, anche giocando con la [...]

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