QUANDO ABBRACCIARE UN FIGLIO PUO’ PROPAGARE UNA GRAVE MALATTIA….

L’Etiopia è uno dei paesi al mondo con la più alta prevalenza di malattie dell’apparato visivo. Un’altissima percentuale della popolazione è destinata alla cecità! Un triste primato, confermato da dati allarmanti: circa 1,2 milioni di persone (tra le quali sono compresi circa 350.000 bambini) hanno perso la vista e quasi 4 milioni di etiopi sono ipovedenti, a causa di malattie che avrebbero potuto o potrebbero ancora essere curate.

Il tracoma è una di queste patologie ed è la prima causa di cecità in Etiopia. Il tracoma colpisce soprattutto i bambini, che, a loro volta, contagiano le madri ed i parenti. Il normale gesto di tenere in braccio affettuosamente il proprio figlio può essere causa di trasmissione di questa infezione. Nei paesi più poveri anche l’amore materno può avere risvolti impensabili…cecita-etiopia
Le donne soffrono di questa patologia in misura 3 volte superiore rispetto agli uomini, con effetti devastanti per la vita lavorativa e sociale. Infatti, il fardello della cecità da tracoma spesso impedisce alle donne di svolgere tutte quelle attività indispensabili alla loro famiglia: la gestione del fuoco e della cucina, il trasporto dell’acqua alla luce abbacinante del sole, l’agricoltura e la cura del bestiame. Ancora, capita che una giovane donna colpita dal tracoma sia abbandonata dal marito perché considerata ormai inutile.testata2

UN GRANDE PROGETTO CHE INTERESSA TUTTI NOI: AMAHARA, ACQUA PER LA VITA E PER LA VISTA!!!!

Un grande progetto per la lotta al tracoma in Etiopia è messo in atto da CBM Italia onlus, cui possiamo destinare il nostro 5 x mille. A noi non costa nulla, mentre per quelle persone a cui è destinato serve per evitare la cecità! La serie numerica 97299520151 è il codice fiscale di CBM Italia Onlus da trascrivere per destinare il 5 per mille dell’ Irpef alla ONLUS CBM Italia.allattamento-bambino-etiope

In linea con gli obiettivi del Programma SAFE dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, CBM Italia ha avviato nel 2006 un importante progetto di prevenzione del tracoma nella Regione Amhara, in Etiopia.dsc_0389

Sono stati costruiti 113 pozzi a mano e sono stati promossi corsi di formazione sulle corrette pratiche igienico sanitarie. Ben 33.098 persone residenti nell’area hanno beneficiato di questo intervento con risvolti molto positivi dal punto di vista della prevenzione. CBM Italia ha scelto di realizzare questo intervento nell’Amhara perché una ricerca fatta sull’incidenza del tracoma ha rivelato che questa regione detiene un record negativo rispetto all’intero paese in termini di malati di tracoma: 62 persone su 100 sono affette da tracoma attivo e 5 persone su 100 sono affette da tracoma allo stadio più avanzato.

Per arginare questa vera e propria “emergenza tracoma”, oggi, CBM Italia rilancia l’intervento, sperimentato con successo nel 2006, in altre zone della regione Amhara e in particolare a Guba Lafto Woreda (nella zona di Nord Wello) e a Dessie Zuria (nella Zona di Sud Wello).

Nei prossimi due anni, a partire da gennaio 2010, CBM Italia costruirà in quest’area 100 pozzi (1 pozzo soddisfa in media le esigenze di 70 nuclei famigliari) e renderà il nuovo sistema idrico auto-sostenibile. Il progetto è interamente costruito su un approccio partecipativo e prevede il coinvolgimento attivo dei beneficiari: circa 700 membri della comunità saranno istruiti sulle tecniche di gestione e sulla manutenzione dei pozzi. Alcuni di loro costituiranno il comitato per il mantenimento, la disinfezione mensile e la custodia del pozzo. Inoltre, saranno formate circa 200 persone per la diffusione di corrette pratiche igienico- sanitarie legate all’utilizzo dell’acqua.

I beneficiari di questa iniziativa saranno le famiglie e circa 10.000 bambini di 20 scuole primarie. CBM Italia lavorerà con le cliniche oftalmiche della zona per curare circa 2500 pazienti affetti da tracoma. Saranno attivate forme di collaborazione con le organizzazioni sociali locali per dare assistenza integrale a circa 7000 persone affette da disabilità visive.
Oltre ad una riduzione notevole dei casi di tracoma nella regione Amhara, il progetto avrà delle ricadute positive sulla qualità di vita delle popolazioni beneficiarie. L’approvvigionamento di acqua pulita determinerà una diminuzione delle infezioni gastrointestinali, del tasso di malnutrizione, delle infezioni della pelle e di patologie come la bilarzia, la malaria, la parassitosi intestinale, le infezioni respiratorie. La presenza di acqua non contaminata favorirà la disponibilità degli insegnanti a trasferirsi nelle aree rurali. Questo consentirà a un maggior numero di bambini di iscriversi a scuola, con risvolti estremamente positivi sulla qualità dell’istruzione. In generale la presenza di acqua pulita favorirà lo sviluppo dell’economia locale con miglioramenti della produzione nel settore agricolo, dell’allevamento e quindi anche della salute.
Grazie a questo progetto di CBM Italia si potrà salvare la vista a migliaia di persone e restituire loro la dignità e il decoro di una vita autosufficiente. Un nuovo sogno al quale vi chiediamo di aderire e che potremo realizzare solo con il vostro indispensabile contributo. L’acqua è la vita che scorrerà felice per tutti i bambini, la speranza per le donne e gli uomini di Amhara di non essere più vittime di una cecità lenta e inesorabile.

Per destinare alla CBM il nostro 5×1000:

Destina il tuo 5 per mille a CBM Italia, associazione Onlus per la salute dei bambini e di tutte le persone affette da disabilità visiva e fisica nel mondo.

La serie numerica 97299520151 è il codice fiscale di CBM Italia Onlus che ti chiediamo di ricordare, di appuntare, di trascrivere. Anche quest’anno, sarà possibile destinare il 5 per mille dell’ Irpef alle ONLUS, come CBM Italia. Si tratta di un importante strumento che permette di destinare una parte delle imposte, comunque dovute, a CBM Italia, associazione Onlus per la cura della cecità e della disabilità.

Dona il tuo 5 x mille per la salute dei bambini e di tutte le persone affette da disabilità visiva e fisica nel mondo.

c.f. 97299520151

e metti la tua firma nella casella destinata alle onlus!

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Autore:

Giornalista, storica e critica d'arte, filosofa, docente di Iconologia, Iconografia e Filosofia dell'arte. contatto: redazione.cultura(at)siamodonne.it

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