TATTO E CON@TATTO… UN’ESPERIENZA DI VITA

Essere in forma e prendersi cura del corpo fino a renderlo capace di mirabili prestazioni, seguire le regole del “vivere sano”, allenarsi per raggiungere il giusto tono muscolare ed arrivare preparati alla prova costume.

Oggi l’imperativo è… apparire!

Così si moltiplicano trattamenti estetici, percorsi personalizzati a base di docce, di fanghi, di bagni … ed il corpo si esibisce, credendosi liberato ed emancipato perché disinvolto mentre in realtà è sempre più bisognoso di quel primario fattore rassicurante che è il contatto.

La scienza ha dimostrato come la stimolazione tattile sia una garanzia di equilibrio psico-fisico e socio-relazionale per l’uomo che lo caratterizza e lo accompagna sin dall’atto del suo concepimento.

L’essere umano ha un grande bisogno di esistere e di “sentire” che esiste, di essere in contatto con il proprio corpo non come qualcosa che ha ma, piuttosto, come qualcosa che è….e ciò significa conoscerlo bene, non solo attraverso lo specchio.

Ma cosa può aiutare la persona a sentirsi, ad “abitare” positivamente il proprio corpo?

abbracci

Il tatto, ed il contatto.

Le ricerche hanno dimostrato che l’individuo ha un grande bisogno di contatto fisico tanto che, in mancanza di stimolazioni tattili, l’insoddisfazione lo può portare a vivere nell’insicurezza, nell’abbandono, nel silenzio affettivo oltre che a vivere in maniera poco adeguata il proprio corpo tanto da mostrasi goffo, maldestro ed incapace di esprimere le proprie emozioni.

Abituati ad abusare delle parole tutti dimentichiamo spesso di non aver bisogno di comprensione razionale o intellettuale, bensì di quella comprensione emotiva che solo il contatto fisico può garantire…e non ci accorgiamo di come ad una certa “intoccabilità” si accompagni sempre il distacco emotivo.

Per la nipiologia la tattilità inizia la sua interazione dal contatto con il liquido placentare, le contrazioni vaginali alla nascita, i contatti nelle fasi post-parto.

Il neonato riconosce le persone anche in base alle loro abitudini, all’abilità di tenerlo tra le braccia; si tratta di sensazioni e riconoscimenti che portano il bambino ad acquisire una conoscenza topognostica, a percepirsi, a determinare ed a determinarsi.

La pelle infatti svolge una funzione mediatrice tra ambiente esogeno ed endogeno, sia per le percezioni che per le sensazioni e le emozioni.

Ecco perché quando un bambino nasce è necessario avvolgerlo, rassicurarlo, tenerlo con sé, portarlo in un marsupio…preziose occasioni per creare una continuità con la vita prenatale e per rafforzare l’attaccamento del bambino con i genitori.

Il bambino impara così a riconoscere l’odore della madre e del padre e sperimenta un momento affettivamente ricco, riceve la conferma di essere amato ed ascoltato. I genitori dal canto loro, rafforzano la capacità di “ascoltare” il bambino e di capirne i segnali.

Recuperiamo questo meraviglioso ed efficace antidoto contro lo stress, l’ansia e la tensione che è il contatto…o con@tatto! Eh si, perché il bisogno di toccarsi è bisogno di comunicare, di relazionarsi.

Non lasciamo i nostri bambini nelle culle ma giochiamo con il loro corpo.

Un corpo che si abitua a godere delle stimolazioni tattili è un corpo amato che saprà amare, un corpo che non si limiterà ad ammirare o a farsi ammirare.

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Autore:

Dott. Elisabetta Calvi Pedagogista Clinico

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