KATHARINE HEPBURN, UNA PROTAGONISTA INDIMENTICABILE

Il 29 giugno 2003, all’età di novantasei anni, nella casa di famiglia a Old Saybrook, moriva Katharine Hepburn.
Era nata a Hartford, la capitale del Connecticut il 12 maggio 1907. Il padre era uno dei più famosi urologi americani, mentre la madre, una delle cosiddette “suffragette” che lottavano per l’affermazione dei diritti femminili, fondò con Margaret Sanger l’associazione Planned Parenthood che promuoveva l’aborto e la maternità pianificata. La stessa Katharine raccontava di aver più volte, da bambina, aiutato la madre nella sua causa, distribuendo in giro palloncini con scritto “Il voto alle donne”. L’ambiente nel quale crebbe era, dunque, quello tipico progressista e radical-chic che tanto influsso ebbe sulla società americana, soprattutto nei primi decenni del XX secolo.
Avviata allo sport dal padre, Katharine s’impegnò nel nuoto (lo sport preferito), nell’equitazione, nel golf e nel tennis. Ma la sua infanzia fu funestata dal suicidio del fratello Tom, trovato impiccato a una corda pendente da una trave. Questa morte peserà sempre come un macigno nell’animo di Katharine che cadde a lungo in depressione.

In tenera età cominciò a recitare negli spettacoli “femministi” organizzati dalla madre. Il 1928 è l’anno del suo matrimonio con l’uomo d’affari Ludlonw Ogden Smith (dal quale divorziò nel 1934), ed anche l’esordio a Broadway nella commedia teatrale Night Hostess. Le prime prove di recitazione non convinsero, e solo con l’interpretazione nel dramma The Warrior’s Husband ebbe recensioni favorevoli. Nel 1932 le fu affidata la parte di protagonista nel film Febbre di vivere, diretto da George Cukor, che diverrà il suo regista di sempre. Un anno dopo arrivò il primo Oscar come protagonista in La gloria del mattino. Benché notevoli dal punto di vista artistico e della recitazione, i suoi film non ebbero successo al botteghino tanto che la casa cinematografica RKO azzardò la previsione che la Hepburn non sarebbe mai diventata una stella e, stanca degli insuccessi commerciali, la licenziò. Il film che l’avrebbe definitivamente imposta al grande pubblico fu Scandalo a Filadelfia del 1940, prodotto dalla MGM con Cary Grant e James Stewart, un decennio dopo il suo esordio.

In effetti, il modello femminile che Katherine incarnava non rispondeva al cliché classico della donna di quei tempi e non era nemmeno un modello di bellezza classica.Forte, audace e ironica, iniziò ad avere successo proprio nel periodo in cui, con gli uomini partiti per la guerra, le donne iniziarono ad avere un ruolo più incisivo nella società americana. La Hepburn si divertiva anche a spiazzare ammiratori e giornalisti con risposte apparentemente senza senso per frenarne la curiosità. Una volta, alla domanda se lei fosse sposata, rispose: “Non ricordo”, e se avesse figli: “ Due bianchi e tre neri”. Il film La donna del giorno, 1942, segnò una svolta nella sua vita sentimentale e diede inizio a una lunga relazione con l’attore Spencer Tracy con il quale duettò, e spesso duellò, sulla scena e nella vita fino al 1967, anno della morte di lui. Nonostante ventisette anni trascorsi insieme alla Hepburn, Spencer, padre di un bambino sordomuto, non lasciò mai la moglie che lo sopportò nella conduzione di una doppia vita tra famiglia e amante.Il loro ultimo film, Indovina chi viene a cena (per tale film Katharine ricevette il suo secondo Premio Oscar), non fu mai visto dall’attrice perché non desiderava vedere “Spence” vecchio e malato. Nell’autobiografiaMe”, scritta nel 1991, la Hepburn ricorda con grande dolore la morte di Tracy tornando a criticare con parole aspre e, forse, troppo severe, la moglie dell’attore. Del resto era questa una delle sue caratteristiche: diretta ed egocentrica al punto di riconoscere di aver mandato in malora il proprio matrimonio solo in nome della carriera.
Memorabile fu l’interpretazione con Humphrey Bogart in La Regina d’Africa. Altre interpretazioni da ricordare: Tempo d’estate con Rossano Brazzi, Il mago della pioggia con Burt Lancaster, Improvvisamente l’estate scorsa con Liz Taylor e Montgomery Clift e Il lungo viaggio verso la notte, quattro film che le valsero altrettante nomination all’Oscar. Invece con Il leone d’inverno interpretato con Peter O’Toole, vinse il suo terzo Oscar. Il quarto, arrivò nel 1982 con il film Sul lago dorato insieme al primo e unico Oscar di Henry Fonda, premiato come miglior attore per lo stesso film. L’ultima pellicola girata da Katharine Hepburn fu Love Affair – Un grande amore (1994) in cui l’attrice interpreta la parte della zia di Warren Beatty.

Nonostante suo nonno paterno fosse un ministro della Chiesa Episcopale, lei si dichiarò sempre atea e nel rispetto delle sue volontà non ricevette funerali religiosi.Una donna determinata che ha attraversato mezzo secolo di storia del cinema con intensità e passione, ossessionata dal suicidio, dopo aver avuto ben cinque suicidi nella sua famiglia. Lei stessa tentò, almeno in un paio di occasioni di togliersi la vita. Poco incline alla mondanità e preoccupata di difendere la privacy sua e dei suoi cari, non ha mai dato troppo peso ai riconoscimenti: “I premi non contano niente: il mio premio è il mio lavoro”. E per tutta la sua lunga vita ha continuato a lavorare guardando al lavoro e alla sua persona con filosofia: “Nella vita non esistono allori su cui riposare, ma solo nuove sfide da affrontare”. Anche riguardo al matrimonio aveva un’opinione non convenzionale: “Se preferite sacrificare l’ammirazione di molti uomini alle critiche di uno solo, allora sposatevi!”. Di lei, il celebre drammaturgo Tenesse Williams, disse: “Kate è l’attrice sognata da ogni drammaturgo. Riempie ogni azione, ogni frammento del testo con l’intuito di un’artista che sia nata soltanto per quello scopo”.

Nel 2004, come indicato nel testamento, i suoi effetti personali furono messi all’asta, fra i quali fotografie e un busto di Spencer Tracy da lei personalmente scolpito. Il ricavato della vendita, molti milioni di dollari, fu devoluto a parenti e amici. Nella sua carriera durata più di settant’anni interpretò undici lavori teatrali e quarantacinque film; ricevette dodici nomination all’Oscar come miglior attrice protagonista e ne vinse quattro. È stata sicuramente una delle più grandi attrici di tutti i tempi.

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Scrittore e musicista

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