I GIARDINI DEL PRINCIPE GENJI

g-japanese_garden1Mi è capitato di recente di leggere un libro assai affascinante, scritto da una dama di corte giapponese, Murasaki Shikibu, a cavallo dell’anno mille. Si tratta di una sorta di biografia romanzata, il racconto della storia di Genji: principe imperiale di bell’aspetto e impenitente libertino, le cui vicende, pubbliche e personali, si svolgono sempre in relazione a quelle delle sue numerose amanti, mogli e concubine. E’ davvero notevole l’interesse di un libro come questo che permette di scoprire a quale livello di raffinatezza intellettuale fosse pervenuta la civiltà giapponese in un periodo storico che per noi Europei invece era caratterizzato da un generale ripiegamento artistico e culturale. g-murasakiNon si può non considerare che l’autrice faceva parte di un ambito sociale ristrettissimo e di elite, ma certo è davvero notevole che una donna, in prossimità dell’anno mille, potesse ricevere un livello di istruzione tale da permetterle di scrivere un libro. A quanto pare si trattava pur sempre di un’educazione di qualità inferiore rispetto a quella che era riservata agli uomini, ma Murasaki non rappresenta affatto un’eccezione, e molte altre dame della stessa epoca della nostra autrice (epoca Heian, quando la capitale venne spostata a Heian-kio cioè Kioto) hanno lasciato scritti, poesie e diari, tutti vergati in caratteri giapponesi (kana), mentre gli uomini riservavano a sé la conoscenza e l’utilizzo dei caratteri cinesi. Il microcosmo descritto da Murasaki si dispiega dunque in un ambito assolutamente privilegiato, dove la maggior parte dei suoi personaggi è in grado di suonare uno o più strumenti musicali, di danzare, di comporre e improvvisare poesie, e soprattutto di scrivere lettere, brevi o lunghe che fossero, ricche di riferimenti religiosi, di citazioni da antichi poeti, di metafore e riferimenti legati al mondo naturale. Questi messaggi erano tutti vergati a mano, i supporti cartacei venivano scelti per l’occasione, così come il colore dell’inchiostro o la decorazione di frutti, foglie o fiori che il più delle volte accompagnavano queste missive, e ne costituivano parte integrante. Le decorazioni floreali venivano scelte in rapporto alle stagioni, e la materia prima per comporle era fornita dagli splendidi giardini che facevano, e fanno ancora oggi, parte integrante dell’architettura giapponese. Il principe Genji, a un certo punto della sua vita, fa costruire una residenza per sé e per quattro delle dame che avevano, nel corso del tempo, stabilito con lui legami di affetto, di amore passionale, o anche di semplice affinità elettiva. Seguendo il tipico schema architettonico dell’epoca il palazzo di Genji si articola in padiglioni uniti fra loro da passaggi coperti, orientati secondo i punti cardinali e avvolti da giardini che dal periodo Heian in poi sono unificati da un tema. I giardini di Genji vengono legati ai quattro padiglioni in cui vivono le quattro dame, e ognuno dei giardini è dedicato a una stagione dell’anno. Ciascuna delle dame quindi presiede a quel giardino la cui stagione di riferimento è maggiormente affine alla sua personalità.  g-japanese-garden2 I quattro Giardini, di Primavera, d’Estate, d’Autunno e d’Inverno vengono allestiti con le piante che fioriscono nel modo migliore, o che danno miglior prova di sé, durante la stagione che ognuno di essi è chiamato a rappresentare. (Fra parentesi, la progettazione del giardino in base a un tema, è ancora oggi uno strumento di eccezionale utilità a disposizione di dilettanti e professionisti, che permette di raggiungere risultati spesso sorprendentemente belli). Ogni pagina di questo libro è permeata di immagini e metafore ispirate dai giardini in cui si svolge la maggior parte delle vicende raccontate da Murasaki, e l’alternarsi delle ore, dei giorni e delle stagioni ritma costantemente la narrazione contribuendo a connotarne l’atmosfera, e intrecciandosi alle emozioni dei protagonisti.

Per finire di annoiarvi riporto una breve citazione dal testo: premettendo che forse non a caso le preferenze dell’autrice vanno al Giardino di Primavera, in cui vive la concubina più amata da Genji, di nome Murasaki…

“…Si può quindi immaginare che incanto quei primi giorni di primavera, dovunque così deliziosi, gettassero sui giardini del palazzo di Genji, coi loro sentieri di polvere di giada, i loro laghi e boschetti. Qui sarebbe impossibile descrivere, in un modo che non fosse tedioso quanto inadeguato, le bellezze dei quattro dominii che Genji aveva concessi alle sue favorite. Ma posso dir questo: che il Giardino di Primavera, coi suoi grandi frutteti, in quel momento superava di gran lunga tutti gli altri, e anche da dietro i suoi paraventi di gala Murasaki respirava un’aria fortemente impregnata del profumo dei fiori di susino. Il posto era proprio un Paradiso in terra; ma un Paradiso che l’aggiunta di numerosi agi e conforti adattava alle esigenze umane…g-libro

La citazione è tratta dal volume edito da Einaudi “Storia di Genji il Principe splendente” di Murasaki Shikibu; tradotto in italiano (dalla versione inglese di Arthur Waley) da Adriana Motti.

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Architetto del paesaggio e dei giardini: ho due cani e quattro gatti, mi piace leggere romanzi molto lunghi, mi piace perdere tempo, guardare vecchi film. Non mi piace: dover fare tutto in fretta, parlare al telefono (lo odio!), viaggiare seguendo itinerari e programmi prestabiliti.

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1 Commenti

  1. Anilina79 scrive:

    Affascinante! Mi ha fatto venire voglia di leggere il libro… grazie!

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