IN VIAGGIO IN EGITTO

ALESSANDRIA, FARO DI CIVILTA’.

LA SPLENDIDA CAPITALE DEI SOVRANI TOLOMEI.

egitto

Tutto cominciò qui, da quella mitica ricchissima biblioteca voluta dai sovrani Tolomei nella loro splendida capitale, che dominò sul Mediterraneo per quasi tre secoli. Centro di cultura scientifica e letteraria e faro di civiltà, Alessandria portava nel suo nome il suo destino di dominio. Fondata dal giovane sovrano macedone mentre ancora la lotta contro il nemico persiano divampava, superò qualsiasi altra città e solo Roma poté piegarla e assoggettarla. Teatro degli amori e degli odi di Cleopatra, la settima regina a portare questo nome nella dinastia tolemaica, irradiava luce dal suo porto: sull’isoletta di Pharos, posta lì davanti, prese nome il fascio di luce che da sempre guida i marinai. Nulla più resta dello spettacolare faro, una delle sette meraviglie del mondo antico: un tremendo terremoto lo fece crollare e inabissare. L’isoletta stessa ora è collegata alla città da un terrapieno e lo splendido lungomare, la Corniche, si prolunga per chilometri. E’ bello percorrerlo in carrozzella e gustarne i colori intensi del tramonto, quando “il sole rapisce la città”, così dice Giuseppe Ungaretti, che vi era nato nel 1888; è dorata la luce di Alessandria, limpido e terso il cielo, spazzato dal vento che spira dal mare. E proprio in fondo al mare giacciono ancora preziosi reperti archeologici: frammenti di statue, volti di sovrani e divinità, colonne e capitelli di palazzi e templi, l’intero “porto sepolto”, come ricorda lo stesso Ungaretti. L’archeologia subacquea sta restituendo alla città ciò che il saccheggio di secoli non è riuscito a sottrarle: le sabbie dei fondali marini hanno custodito tesori che riemergono mano a mano che l’esplorazione e il recupero procedono. Non bisogna dunque cercare ad Alessandria grandiosi monumenti, bisogna invece assaporarne l’atmosfera, rievocare con gli occhi della mente antichi scenari per avvertirne le suggestioni. Alessandria va scoperta girando a piedi fra le viuzze su cui si aprono i tipici caffè, dove la sera gli uomini si riuniscono a fumare il narghilè e giocare a dama. Per gli occidentali non mancano deliziose pasticcerie, ristoranti dai gustosi menu a base di pesce e locali storici che rievocano i fasti degli anni venti. Sulla centrale piazza Zaghloul si affacciano l’elegante ristorante Trianon e il “mitico” hotel Cecil, un bell’edificio liberty che da ottant’anni ospita illustri personaggi. Quanti politici, scrittori, attori sono saliti su quei due ascensori gemelli in ferro battuto fino all’elegante suite al secondo piano! Nel salone del bar al primo piano, oggi chiamato Monty bar, il generale Montgomery sorseggiava un drink mentre elaborava i piani di guerra contro Rommel, la “volpe” che avanzava minacciosamente nel deserto alla volta di Alessandria.

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