SESSUALITA’ E PORNOGRAFIA

Oggi è sempre più massiccia la presenza di immagini con chiari ed espliciti riferimenti sessuali nella pubblicità e nei media, ed è sempre più frequente l’abitudine di affidarsi o esplorare, certe volte al punto da non poterne fare a meno, alla pornografia. Ci si avvicina per curiosità, ma poi questo materiale contiene un aspetto talmente eccitante, da diventare per un certo gruppo di persone, un comportamento compulsivo, cioè da non poterne fare a meno. Nei tempi passati la rivista pornografica si trovava solo in edicola ed era spesso il primo impatto che un ragazzo aveva con la sessualità. Adesso con l’era di internet, tutto è accessibile: film, immagini, foto, siti. Quello che la pornografia propone non è niente di nuovo rispetto al passato: al femminile viene assegnato un ruolo passivo seduttivo e di esibizione del corpo, mentre al maschile un ruolo attivo, sicuro e virile, defraudando la donna di una caratteristica che invece nel passato veniva esaltata, quale la femminilità; oggi purtroppo la femminilità è connessa con la sessualità.

In sessuologia può venire usata per scopi terapeutici (in alcuni casi e con immagini specifiche) per aiutare la coppia a ritrovare il desiderio perduto o a sbloccare qualche paura o tabù; la vista di alcune immagini da parte dei partner in difficoltà creano eccitazione e danno una mano al terapeuta, naturalmente integrando il tutto con una terapia di coppia o sessuologica.

Può anche diventare un gioco di coppia da creare ogni tanto, ma è importante che sia accettato da entrambi e non vissuto come imposizione. E’ inutile a dannoso costringere a fare cose che non piacciono solo perchè lo chiede lui, al quale non si è capaci dire di no.

Il problema nasce invece quando un uomo o una donna in coppia stabile (è più frequente l’uomo), ricorre ai film pornografici in tutta solitudine, utilizzando la masturbazione e rinunciando al rapporto sessuale; l’autoerotismo oltre che danneggiare la coppia, può essere un atteggiamento aggressivo o di vendetta nei confronti del partner o di evasione da un quotidiano impegnativo stressante o deludente. Il rifugio in immagini che creano piacere unita  all’autoerotismo,  aiutano a scaricare la tensione emotiva accumulata. La masturbazione e il rifugio in certe immagini può essere usata anche per autorassicurazione, in uomini fragili che vivono con ansia sia la sessualità che la relazione di coppia.

Purtroppo la dipendenza da tutto ciò è dietro l’angolo: tanto più si prova piacere e potere tramite l’identificazione, tanto più è difficile staccarsene, ma è sempre un sinonimo di disturbo della persona, di un problema intapsichico e/o nella coppia e solo una psicoterapia può essere la strada per comprendere non solo cosa accade in quel momento della vita, ma sopratutto la propria storia personale, per dare significato alla dipendenza stessa.

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Autore:

Psicologa e consulente sessuologico

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