LE LETTURE DELLA SETTIMANA

IL BACIO PERDUTO –  di Lara Adrian

edito da Leggereditore.

Pochi metri davanti a lui nel vicolo, la femmina giaceva a terra, sforzandosi di sfuggire al suo assalitore. Tegan fu sorpreso di vedere che anche lei aveva un’arma, ma il Ribelle la notò nello stesso istante e gliela fece volare di mano con un calcio. Poi le piantò la pesante suola dello stivale sulla schiena, bloccandola a terra con il tacco conficcato nella sua spina dorsale. Tegan fu su di lui in un lampo. Allontanò il Ribelle dalla donna, mandando a sbattere il vampiro ringhiante contro il muro dell’edificio di mattoni e bloccandolo con l’avambraccio incuneato sotto il suo mento. «Vattene di qui!» gridò all’umana mentre lei iniziava con fatica a rialzarsi. «Scappa!» Lei gli scoccò un’occhiata spaventata sopra la spalla… il primo sguardo che Tegan ottenne del suo volto. Gli occhi del guerriero si serrarono su quelli grandi e color lavanda della femmina. Merda. Tegan la conosceva. E non era una femmina umana qualunque: era una Compagna della Stirpe. Elise.

Cosa diavolo stava facendo qui?

Lara Adrian vanta una genealogia che risale alla Mayflower e alla corte di Enrico VIII. Attualmente vive con il marito sulla costa del New England. Dopo Il bacio di mezzanotte e Il bacio cremisi, arriva in libreria Il bacio perduto, terzo titolo della serie accolta con grande calore dal pubblico italiano e ormai diventata un successo mondiale. La serie, pubblicata in oltre 14 Paesi, è giunta negli USA all’ottavo titolo.

- – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – -

VEDOVE NERE –  di Enrico Groppali

edito da Bevivino Editore.

In queste due piéce si parla di donne. Da un lato l’affascinante Alma Mahler Schindler, che languida racconta, appesa al suo narghilè, la strage dei geni che hanno ahimè accondisceso ai suoi voleri: dai due Gustav, Klimt e Mahler, fino a Gropius, Kokoschka e Werfel. Dall’altro le tenebre in cui è relegata Antonietta Portulano, che evoca le sofferenze e le angosce affrontate nel corso del suo matrimonio con un altro genio, Luigi Pirandello. I due monologhi scritti da Enrico Groppali esplorano l’intima psiche femminile disegnando il labile confine tra amore e follia.

ENRICO GROPPALI, autore e critico. Esordisce con due saggi dedicati alla scena: il primo Il Teatro di Trionfo, Missiroli e Cobelli, il secondo L’illusione e il fantasma sulle opere drammatiche di Pasolini e Moravia. Dopo un’intensa attività di traduttore, si dedica interamente alla scrittura. A quella teatrale con: A mosca cieca, Moosbrugger e Il viaggio a Venezia. E a quella narrativa con La chiamavano Lamon e Leonardo Mago per i tipi della Mondadori.

Tags:

 

Autore:

redazione di siamodonne.it

Altri articoli di

 

0 Commenti

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento