DELLE MISERIE DELLA RAZZA, PARTE II

L’Uomo Vorrei Ma Non Voglio / Non riesco.
L’ appartenente alla categoria vive la sua vita in un convoglio di  pulsioni opposte ed antitetici desideri che riesce a comporre in una perfetta connivenza.
Da un lato la sicurezza del sentimento unidirezionale e dall’altra le gioie del sesso condivise.
Il tutto da esplicarsi con soggetti chiaramente diversificati.
Ha una fidanzata, sempre. Di norma bionda, slavata, di corporatura esile e voce acuta. Morigerata nel bere e nel mangiare, priva di interessi mondani e del tutto dedita alla vita di casa. Quella stessa casa che gli fa trovare linda e apparecchiata ogni sera quando gli apre la porta  con sorriso estatico e pantofole alla Nonna Belarda.
Lei è innamorata e priva di discernimento. Parafrasando: Lei è scema.
Gli pende molle dal braccio quando il sabato pomeriggio guardano le vetrine dei negozi in città mangiando gelato fragola-limone. Gli pende molle dal braccio quando lo trascina la domenica nel centro commerciale a mo’ di gita fuori porta. Gli pende molle dal braccio al bar, a casa di amici. Quando lo accompagna davanti al cesso per assicurarsi che lui non si stanchi troppo a tirarselo fuori dai pantaloni.
Lui, per converso, vive il tutto passivamente e dando pure prova di sentimento condiviso.
Dice di amarla alla follia e in effetti n’è convinto
Ma nell’angolo c’è Lei. L’Amante. Non sempre la stessa ma mai assente. In ogni fase dell’iter “relazione di comodo”.
L’Amante è Eros e Thanatos armonicamente fuse in un  corpo sette/otto volte quello della fidanzata casalinga. Di solito è mora, avvenente, indipendente. Prodiga di relazioni sociali e allergica alla vita tra quattro mura.
Fanno sesso come animali, lei gli fa scordare il missionario, la mutanda di cotone e il pigiama di pile con gli orsetti.
Lui la guarda sempre con uno sguardo allibito, non capacitandosi di tanta differenza all’interno dello stesso genere.
Dice di amarla alla follia e in effetti n’è convito.
Nessun senso di colpa, prostrazione di coscienza, dubbio d’integrità.
E’ convinto di essere fedele, irreprensibile e integerrimo.
E, dramma di categoria, non potrà mai vivere senza il binomio femmineo. La sua, in sintesi, è solo sopravvivenza. E, statistiche alla mano, questo correre parallelo di sesso e accomodamento casalingo non verrà mai scoperto.Cose inspiegabili.
L’amante mora non avrà, a quanto pare. mai perso un capello durante le evoluzioni acrobatiche nel letto coniugale.

L’Uomo Deus Ex Machina.
La versione maschile dell’insopportabile crocerossina.
Lui ti salverà. E’ la prima cosa che ti dice dopo tre minuti di conoscenza spiccia. Da te stessa, dal tuo vuoto, dalle tue nevrosi. Ti salverà dalle paure e dalle ipocondrie. Lui ti renderà felice.
Lui ha la perfetta conoscenza di quello di cui hai bisogno e mai ti chiederà un’ opinione in merito.
Progetta ogni cosa. Dalle vacanze che farete ad agosto in quelle tre settimane concesse dall’ufficio del catasto ai nomi delle vie che visiterete nella prossima uscita domenicale fuori città. Dal colore del tuo vestito al pranzo di Natale 2012 alla somma che metterà sotto il materasso a fine mese.
Dice cosa fare, quando farlo, cosa dire, con che tono, cosa omettere e in quale situazione.
Ti guarda con sorriso consapevole e ti propone il sogno di una vita: tu e lui, una villetta a schiera con giardino e steccato bianco, quattordici figli e due cani. Il tutto integrato in 30 comodi mq.
Tu somatizzi e ti trasformi nella versione ammalata di quella che eri prima dell’avvento del salvifico uomo.

L’Uomo Dove Mi Metti Sto.
Il soggetto non ha reazioni, di nessun tipo e al verificarsi di un qualsivoglia evento naturalistico.
Sta con te esclusivamente perché passavi di lì in quel momento. Galeotta  l’impudenza di trovare affascinante il suo essere un misterioso reietto sociale.
Lavora quando capita, nessun impiego fisso e alcuna prospettiva futura.
Di norma a 40 vive con la mamma che ogni giorno gli cucina la pasta al sugo senza ormai nemmeno ricordarsi il suo nome e la sua provenienza.
Partecipa al torneo di calcetto con gli amici quando non se ne dimentica, si rincoglionisce di Play Station e documentari su animali mai visti. Fuma una media di dieci/quindici spinelli al giorno e ti coinvolge nella sua trance con qualche schiaffo maldestro sul culo. Uno ogni venti minuti.
Fa sesso una volta alla settimana e doppietta nei momenti di massima forma fisica. Le performance si assestano sui dieci minuti, non di più . Poi inizia a sudare e chiude l’evoluzione per paura di risentirne fisicamente
Tu le hai provate tutte. Dalla mise da prostituta di basso livello alla conversione in fanatica del videogioco. Hai visto tutto i programmi idioti alla televisione e hai pure smesso di commentare entusiasta l’ennesimo congiuntivo biscardiano.
L’unica alternativa è rollare l’ennesimo spinello e fumartelo da sola, senza farlo passare.
Questo forse potrebbe provocare una reazione.

L’Uomo Della Palestra.
Fisico scolpito, capello incancrenito dal gel e faccia color centro abbronzante.
L’Uomo lungimirante passa dalle sei alle otto ore in sala macchine tra panche piane e bilanceri.
Nella migliore delle ipotesi fa l’istruttore di fitness. Nelle restanti è disoccupato.
Parla di dieta a zona, di beveroni salutisti, di steroidi usando metafore di dubbia sottiliezza e ti rompe i coglioni per tutto quello che ingerisci o pensi d’ingerire.
Beve solo Coca Cola Light e t’impedisce anche solo di desiderare due pinte di birra rossa.
La sera che gli fai bere a forza un limonino sei costretta ad accompagnarlo a casa in macchina rovinato dai fiumi dell’alcol.
Con lui non puoi fumare, sia chiaro. Il fumo passivo potrebbe depotenziare la sua muscolatura ipertrofica.
Ogni tanto ti sferra un pugno a livello addominale per poi ricordarti, sorridendo sornione,che l’esercizio fisico richiede costanza e pazienza.
Ma il palestrato il meglio di sé lo offre nell’atto sessuale.
Dopo aver provato a incastrati nel quadro svedese (strana forma di feticismo) cercherà di compiere l’amplesso su qualsiasi macchinario possibile o impossibile. Dal tapis-roulant alla cyclette.
E non ti guarderà mai negl’occhi in balia del delirio d’amore. Fisserà solo la tensione del deltoide alternativamente a quella dell’addominale laterale e del quadricipite femorale.
E ringraziate la divina provvidenza se quel giorno dovesse essersi dimenticato di sfoggiare orgoglioso il suo perizoma sexy shop style. Con pacco rinforzante, c’è da giurarci.

L’Uomo Della Mia Vita.
Il soggetto è latitante.
Un Uomo in possesso di intelligenza media e privo di attitudini bizzaro-patologiche.
Che mi ami anche se santa o puttana, sterile o prolifica, silenziosa o logorroica, allegra o malinconica.
Un uomo senza fedi al dito o in una tasca, privo di perizoma e refrattarietà sociale, estraneo all’edizione del Kamasutra per casalinghe e all’indole da super eroe.
Un uomo che non venga in tre minuti. Un uomo che non se ne vada dopo due.

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Autore:

Giornalista, laureata in Scienze Giuridiche Europee e Transnazionali, redattrice e conduttrice dell'emittente regionale privata Telenuovo.

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7 Commenti

  1. Matteo scrive:

    La mia donna è latitante…
    Una donna in possesso di intelligenza media, che mi sappia capire e comprendere…
    Una donna che perdoni le mie lune e la mia fottuta testardagine da perfetto ariete…
    Che sappia amare i miei pregi ed i miei difetti… Che mi sappia comprendere con uno sguardo, che capisca i miei umori e stati d’animo…
    Che sappia cucinare e che sappia assaporare un bicchiere di vino in compagnia, anche solo stando al terzo tempo di una partita di rugby…
    Che sappia essere sexy quanto comoda quanto siamo in intimita… Insomma forse cerco l’impossibile…
    Che non sia una delle tante amiche che già mi circondano…
    Difficile dire perchè scrivo ciò che cerco in un forum di donne… Forse perchè cerco solo un confronto con una donna che scrive colta e dalla battuta facile come poche sono e come poche restano…

  2. Gazza83vr scrive:

    La mia donna è latitante…
    Una donna in possesso di intelligenza media, che mi sappia capire e comprendere…
    Una donna che perdoni le mie lune e la mia fottuta testardagine da perfetto ariete…
    Che sappia amare i miei pregi ed i miei difetti… Che mi sappia comprendere con uno sguardo, che capisca i miei umori e stati d’animo…
    Che sappia cucinare e che sappia assaporare un bicchiere di vino in compagnia, anche solo stando al terzo tempo di una partita di rugby…
    Che sappia essere sexy quanto comoda quanto siamo in intimita… Insomma forse cerco l’impossibile…
    Che non sia una delle tante amiche che già mi circondano…
    Difficile dire perchè scrivo ciò che cerco in un forum di donne… Forse perchè cerco solo un confronto con una donna che scrive colta e dalla battuta facile come poche sono e come poche restano…

  3. Giovanni scrive:

    Sono stato “L’uomo vorrei ma non voglio/non riesco”.
    Lo sono stato quando ti ho letta per la prima volta (http://blog.libero.it/mia3v/view.php?id=mia3v&pag=2&gg=0&mm=0), cercando di trovare altrove un voce che definisse le mie quattro mura.
    Forse lo sono ancora.
    Perché, Alice, ancora oggi, a distanza di quasi cinque anni?
    E se, per una volta, fosse tutto più semplice di come lo vogliamo far sembrare?
    C’è stato un periodo in cui anche a me piaceva “Alice in Catene” (e, forse, mi piace anche oggi).
    “Would?” è stata un manifesto (e, forse, lo è tuttora). http://www.youtube.com/watch?v=p3Pxh8FZr58
    Quando spezzerai le redini, “wild horse(s)”? (http://www.youtube.com/watch?v=lGWv_WkdawU)

  4. Alice Cristiano scrive:

    Tutti hanno un uomo/donna della vita. Che non può corrispondere, almeno non del tutto, a quello/a che si ha di fianco davvero. E non è eccesso di cinismo. Stare insieme è un compromesso. L’uomo della vita è un compromesso tra quello che non si vuole e quel qualcosa (sempre) in più che si vorrebbe.

    Giovanni, non capisco cosa mi stai chiedendo. Cosa “ancora oggi a distanza di cinque anni”? Io non racconto la mia vita privata su questo sito, racconto e basta.
    E, davvero, perdonami, ma non riesco ad afferare quello che dici. A parte l’aver capito che leggevi il mio -ormai fu- blog.

  5. Viaggi Single scrive:

    […] DELLE MISERIE DELLA RAZZA, PARTE II | Siamo Donne […]

  6. Giovanni scrive:

    Cercherò di essere meno ermetico.
    “Ancora oggi a distanza di cinque anni”? Ho voluto semplicemente sapere per quale motivo hai deciso di ripostare, a distanza di tutto questo tempo, i pensieri che fluivano dalla mente (e dal cuore) di quella che fu “Mia3v”.
    C’è stato un periodo in cui sono stato “L’uomo vorrei ma non voglio/non posso”, periodo nel quale, casualmente, mi imbattei in questa definizione che mi calza(va) a pennello (e che, per questo, mi è sempre rimasta impressa). Letto l’odierno intervento, è stato per me naturale tornare alla “fonte” e rendermi conto che l’attuale Alice Cristiano altri non è se non la fu “Mia3v”.
    “Alice in catene”? Non è altro che Alice in Chains… che tu dovresti conoscere molto bene, così come la loro canzone (“Would?”, appunto).
    Ora, però, sono io a non capire. Non mi convinci affatto quando dici “Io non racconto la mia vita privata su questo sito, racconto e basta”. Nè adesso, nè allora.
    Io (ti) racconto (anche) la mia vita privata su questo sito. E tu? Sei così convinta dell’asetticismo che indossi? Vuoi farmi/farci credere di essere una semplice correttrice di bozze?

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