BERLUSCONI, IL QUADRILATERO E GLI ORGANI GENITALI DEGLI ELETTORI

Palazzo Chigi come Salsomaggiore. C’è la giuria, Camera e Senato, e ci sono le miss. La sfida è arrivare ad occupare una poltrona e a fregiarsi del titolo di Ministro. Partendo dal consiglio regionale nella migliore delle ipotesi. Ma va bene pure un centro di estetica (beni culturali), un locale per scambisti (trasporti), uno studio medico (salute).

Mentre Pompei cade a pezzi c’è chi sfoglia una lista di escort per decidere come trastullarsi tra una mozione di sfiducia e un’altra. E non certo i neuroni, quelli sono fuori moda, come i pantaloni a vita alta con le pence.

Si danno i voti a Didì – Dudù e Dadà e a tutte le loro amiche (Nanni Moretti docet), e in mezzo ci si piazza qualche accenno di federalismo. Tanto la gente è scema, mica la capisce la differenza.

Si passano in rassegna bonifici bancari in favore di spogliarelliste, delle loro madri, zie, life coach, e magari anche dei di loro quadrepedi. E nel frattempo in Italia crollano l’economia, il Pil, il reddito delle famiglie e anche i coglioni dell’elettorato medio.

Io, francamente, del quadrilatero Berlusconi Baldracche Bonifici Barzellette ne ho a sufficienza. La stessa cosa che mi succede con la Nutella dopo averne mangiato mezzo chilo.

Come ha saggiamente scritto un mio collega, il premier potrebbe tranquillamente andare a letto con una boule dell’acqua calda.

Nell’intimità della sua cameretta libero di gestirsi la prostata a piacimento (come le femministe l’utero quando ancora si parlava di diritti civili),  ma che la sua prostata arrivi all’esame in aula mi pare un chiaro esempio di incompatibilità territoriale.

Così, abbandonata al surreal governo (mai come in questo momento “delle banane”, se mi passate la finezza), non conosco categorie esistenti per dare un giudizio in merito.

Eccheccazzo, l’unica cosa che mi sento di aggiungere.

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Autore:

Giornalista, laureata in Scienze Giuridiche Europee e Transnazionali, redattrice e conduttrice dell'emittente regionale privata Telenuovo.

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4 Commenti

  1. Patrizia scrive:

    La cosa ancora più triste di questa vomitevole vicenda è che, sia dalla destra, sia dalla sinistra come dal centro, il segnale chiaro che arriva è che del popolo “sovrano” non gliene frega una minchia a nessuno. Mi si passi il francesismo.

  2. Alice Cristiano scrive:

    Te lo passo il francesismo. Mai fatto niente con più piacere…

  3. Patrizia scrive:

    Grazie Alice, quando ci vuole, ci vuole. Da parte mia non sono brava a fare satira e non ne ho la vocazione, altrimenti una vignetta a tema la farei. Ma il mio animo di cartoonist non me lo permette, sparare sulla crocerossa non è carino. Tuttavia ammiro chi trova il coraggio di dire come la pensa e do il mio appoggio volentieri.

  4. udb scrive:

    La condizione della donna è la diaspora che nell’attualità appare enunciata dal confronto con le culture migranti, sebbene da almeno due millenni le nuove religioni vi apposero dei marchi etici che al confronto con la moderna percezione del diritto e del giusto mostrano notevole obsolescenza. Dal Gennaio 2011 un nuovo testo disquisisce la tematica esponendo le basali induzioni che producono un approccio etico sminuente o subordinante nei confronti della femmina e adeguato anche alla stregua di manuale per prevenire i pericoli nascosti nei moti interpersonali, qualora le religioni vi aggreghino un influsso di rilievo. L’argomento primario è implementato con una scansione della vita di Gesù nella Galilea, osservata con uno scrupolo investigativo moderno e adeguato nell’evidenziare degli aspetti denotanti gli errori interpretativi, che i padri fondatori della Chiesa Cattolica potrebbero aver commesso, e gravato sulla figura femminile. L’occidente è sede della cultura emersa dominante nella storia e la questione “condizione della donna” come la conosciamo è anzitutto la deriva più eclatante delle impostazioni della Chiesa Cattolica ai suoi primordi. Aiuta inoltre a comprendere gli eventi del nostro tempo, quando le religioni appongono dominanti ruoli identificanti.
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