SALONE DEL MOBILE E FUORISALONE 2011

Milano è pronta a vivere anche quest’anno la serie di eventi e relativa confusione legata al mondo del design e dell’arredamento. Il Salone del Mobile e Fuorisalone sono iniziati ieri per concludersi domenica: dal 12 al 17 aprile.

Reduce dal Fuorisalone dello scorso anno con piedi doloranti e stanchezza da ottuagenario in corpo, ho capito che non c’è miglior sordo di quello che non vuole sentire. Anche quest’anno infatti mi sono presentata all’appello provvista solo di ballerine (per giunta bucate) magliettina leggera in risposta al sole estivo e borsa di grande capienza per essere riempita, pronta a scattare foto e piena di entusiasmo. Peccato che il sole abbia abbandonato velocemente il campo per lasciare spazio ad un interminabile acquazzone (Salone bagnato, Salone fortunato?), che il buco nelle ballerine le abbia rese velocemente due piscine itineranti e che la borsa fosse troppo piccola per contenere tutte le cartoline, pagine e pile di fogli che avrei voluto portare via con me.

Il giro è iniziato da zona Lambrate, via Ventura, via Massimiano e via Sbodio, e cioè la parte di Fuorisalone che l’anno scorso non ero riuscita a visitare.

Quest’anno, ricordandomi dei commenti positivi di persone che invece l’avevano vista, ho voluto cominciare proprio da qui. Consiglio caldamente di farci un giro a chi ha voglia di allontanarsi per un po’ dalla confusione di zona Tortona e rifugiarsi in un angolo tranquillo che offre buoni esempi di design provenienti da tutto il mondo.

Tra i vari designer che espongono segnalo Castor design (sul cui terrazzo si può fare una pausa e giocare, all’interno di una piccola casa-serra, a hockey da tavolo), Laikingland (le cui sculture-oggetto interattive sono molto divertenti e da cui si potrà avere l’onore di farsi porgere un anello di fidanzamento con diamante vero annesso da un braccio robotico), Central Saint Martins College of Art and design e The Swedish school of textiles, smart textiles.

Verso sera, a Lotto, c’è stata la presentazione da parte del gruppo del Sole 24 Ore del libro che uscirà prossimamente in onore di Gio Ponti. Per l’occasione sono stati invitati vari designer ed architetti ad una tavola rotonda, per discutere del significato del design al giorno d’oggi. Presenti fin da subito Andrea Branzi, Fulvio Irace, Fabio Novembre e Stefano Giovannoni che hanno iniziato un botta e risposta sul significato dell’artigianato, sulla figura dell’archistar e del designer che diventa icona dei suoi prodotti. Discorso continuato con disinvoltura dai ritardatari Alessandro Mendini e Mario Bellini, mentre un timido (?) Enzo Mari ha voluto rimanere in platea non unendosi alla discussione con gli altri colleghi. Un simpatico ed interessante Irace ha risvegliato l’interesse del pubblico, anche grazie all’aiuto di Mendini e Bellini e al capro espiatorio Novembre, sbeffeggiato e deriso con simpatia dai senior designer presenti sul palco.

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Designer laureata al Politecnico di Milano, con una passione per la grafica, la fotografia, la video art e l'illustrazione.

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