APPELLO DEL PAPA BENEDETTO XVI ALLA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE

Varrebbe la pena che ognuno di noi riflettesse sulle parole pronunciate dal Papa Benedetto XVI nel suo discorso al Bundestag di Berlino il 23 settembre 2011.

Se si considera la natura – con le parole di Hans Kelsen – “un aggregato di dati oggettivi, congiunti gli uni agli altri quali cause ed effetti”, allora da essa realmente non può derivare alcuna indicazione che sia in qualche modo di carattere etico. Una concezione positivista di natura, che comprende la natura in modo puramente funzionale, così come le scienze naturali la riconoscono, non può creare alcun ponte verso l’ethos e il diritto, ma suscitare nuovamente solo risposte funzionali…

Come può la ragione ritrovare la sua grandezza senza scivolare nell’irrazionale? Come può la natura apparire nuovamente nella sua vera profondità, nelle sue esigenze e con le sue indicazioni? Richiamo alla memoria un processo della recente storia politica, nella speranza di non essere troppo frainteso né di suscitare troppe polemiche unilaterali. Direi che la comparsa del movimento ecologico nella politica tedesca a partire dagli anni Settanta, pur non avendo forse spalancato finestre, tuttavia è stata e rimane un grido che anela all’aria fresca, un grido che non si può ignorare né accantonare, perché vi si intravede troppa irrazionalità.Persone giovani si erano rese conto che nei nostri rapporti con la natura c’è qualcosa che non va; che la materia non è soltanto un materiale per il nostro fare, ma che la terra stessa porta in sé la propria dignità e noi dobbiamo seguire le sue indicazioni.

È chiaro che qui non faccio propaganda per un determinato partito politico – nulla mi è più estraneo di questo. Quando nel nostro rapporto con la realtà c’è qualcosa che non va, allora dobbiamo tutti riflettere seriamente sull’insieme e tutti siamo rinviati alla questione circa i fondamenti della nostra stessa cultura.

Mi sia concesso di soffermarmi ancora un momento su questo punto. L’importanza dell’ecologia è ormai indiscussa. Dobbiamo ascoltare il linguaggio della natura e rispondervi coerentemente. Vorrei però affrontare con forza un punto che – mi pare – venga trascurato oggi come ieri: esiste anche un’ecologia dell’uomo. Anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere. L’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura, e la sua volontà è giusta quando egli rispetta la natura, la ascolta e quando accetta se stesso per quello che è, e che non si è creato da sé. Proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana.

Si tratta di un richiamo a non considerare la Terra dove viviamo come un qualcosa da “consumare”. Non è, questo del Papa, il primo o l’unico ammonimento circa il rispetto dovuto alla Natura e all’ambiente. Va ricordata la “Lettera enciclica Caritas in Veritate” in cui il Papa ammonisce:

“Non possiamo usare e abusare del mondo e della materia come di semplice materiale del nostro fare e volere; dobbiamo considerare la creazione come un dono affidatoci non per la distruzione, ma perché diventi il giardino di Dio e così un giardino dell’uomo.”

“La creazione buona di Dio, nel corso della storia degli uomini, è stata ricoperta con uno strato massiccio di sporco che rende, se non impossibile, comunque difficile riconoscere in essa il riflesso del Creatore.”

“È auspicabile che la comunità internazionale e i singoli governi sappiano contrastare in maniera efficace le modalità d’utilizzo dell’ambiente che risultino ad esso dannose.”

Questa responsabilità è globale, perché non concerne solo l’energia, ma tutto il creato, che non dobbiamo lasciare alle nuove generazioni depauperato delle sue risorse.

La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di se stesso.

Le associazioni che si occupano di tutela e difesa dell’ambiente (FAI, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, WWF, etc.) sono soprattutto considerate da politici ed amministratori pubblici, come degli utopisti antisviluppo.

Certamente con meno autorità del Papa anche John Steinbeck si domandava quarant’anni fa:

“Mi chiedo perché il progresso somiglia tanto alla distruzione?”

La cementificazione in Italia è aumentata in un decennio trentasette volte più della popolazione. É interessante ricordare un dato riportato da un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere:

Sebbene l’Italia negli anni dal 1991 al 2001 abbia aumentato la propria popolazione di solo lo 0.4% le aree cementificate sono cresciute del 15%. Si tratta di un incremento di trentasette volte tanto. Perché? speculazione edilizia pura? Se la popolazione non aumenta a cosa possono servire così tante nuove case? E perché certe amministrazioni comunali sono indotte a modificare le regole stabilite e permettere cementificazioni selvagge? Lo Stato permette, sostanzialmente, al comune di incassare tasse con la definizione di “oneri di urbanizzazione”.

Fabrizio Renzi di Symbola Fondazione per le qualità italiane a proposito degli oneri di urbanizzazione scrive:

Oggi l’unico significativo introito per i piccoli e medi comuni è dato dagli oneri di urbanizzazione relativi a interventi di infrastrutture e di espansione edilizia. Questi proventi, insieme alla realizzazione di strutture pubbliche come compensazione di interventi di rilevante trasformazione territoriale, mettono i piccoli comuni in una condizione di forte contraddittorietà e di oggettiva difficoltà.

Da un lato questi comuni sono quelli più interessati da forme di tutela paesistica, naturalistica e storico culturale e dall’altro sono quelli più deboli di fronte alle pressioni speculative e insediative. Da un lato possono intravedere un futuro valorizzando il proprio patrimonio di risorse storico e naturali fondamentali e dall’altro per acquisire le risorse disponibili per gli investimenti necessari, a partire dal mantenimento e dal potenziamento dei servizi territoriali di base, si vedono costretti ad intaccare parte di quel patrimonio.

Per questo è fondamentale costruire un diverso meccanismo di finanza locale che associ al contributo che lo Stato e le Regioni debbono comunque assicurare a queste istituzioni e comunità locali anche forme di detassazione, di incentivazione e di tassazione locale.

Non va dimenticato aggiunge Fabrizio Renzi che:

Dopo tutto conosciamo molto bene i fattori attrattivi di molti territori della piccola grande Italia: sicurezza, controllo e coesione sociale, salubrità, qualità e fruibilità dell’ambiente, autenticità delle relazioni umane, cibo buono e genuino … Così come gli amministratori locali dovrebbero avere la consapevolezza del ruolo che i piccoli e medi comuni possono svolgere nel qualificare e rilanciare una parte consistente dell’offerta turistica.

La cementificazione del territorio potrà dare, forse, momentanei e futili vantaggi economici attraverso gli oneri di urbanizzazione, in cambio del degrado del territorio che sarà pagato non soltanto in termini di qualità della vita e di salute, ma soprattutto dalle generazioni future.

*Il Bundestag è l’organo legislativo federale la Germania ha un sistema bicamerale, di cui il Bundestag funge da camera bassa e il Bundesrat, lacamera alta. Il Bundestag è istituiro nel 1949, come successore del precedente Reichstag.

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Giornalista, scrittore, editore, esperto di marketing

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