ERASMUS A GRANADA: EL SUEÑO ANDALUZ

Si dice che non ci sia modo migliore di vivere la vita se non viaggiando.

Questo pensiero lo condivido e l’ho sempre fatto mio: credo che conoscere cose nuove sia l’esperienza più formativa di tutte per la crescita di una persona.

Le possibilità universitarie per entrare in contatto con un mondo diverso dal tuo sono molteplici e tutte molto interessanti, anche se spesso non prese troppo in considerazione da studenti preoccupati dal non terminare in tempo la propria carriera universitaria.

Descrivere cos’è l’Erasmus non è semplice perché, per chi l’ha vissuto, è come descrivere una parte di sé, perché per gli ex-erasmus quell’esperienza è l’Esperienza, con la “e” maiuscola.

Nell’agosto del 2007 sono partita alla volta di Granada, splendida città del sud della Spagna, fino a quel giorno a me sconosciuta.

Quando giungete a Granada, dimenticate tutti i vostri problemi e fatevi avvolgere dall’atmosfera magica che aleggia per le vie. È conosciuta per lo splendido complesso palaziale dell’Alhambra, considerata quanto una delle sette meraviglie del mondo, e davvero non si può fare a meno di visitare questi bellissimi giardini e palazzi che racchiudono secoli di storia e che sono stati un importante crocevia di culture.

Granada, ancor più delle altre città andaluse, porta in sé il fortissimo segno della presenza araba nella sua storia, la quale aleggia tuttora per la città.

Scendete dalla collina dove si erge l’Alhambra e vi ritroverete in Plaza Nueva, un luogo dove spesso artisti di strada intavolano spettacoli molto divertenti, intrattenendo turisti e passanti. Imboccate poi calle Elvira, densa di bar tipici dove potrete bere il tinto de verano (un’alternativa alla più classica sangria, a base di vino rosso e aranciata) o un tubo (perché la birra la si chiede a seconda della forma del bicchiere che vuoi) accompagnati da sfiziose tapas (da notare che Granada è una delle poche città spagnole dove le tapas sono comprese nel costo della bibita che berrete).

Proseguite per la salita conosciuta da tutti come la “via delle theterie” e Immergetevi nel clima arabo, tra negozietti tipici e bar – non fatevi sfuggire l’esperienza unica di bere il tè tipico e di fumare il narghilè: è un mondo in un altro mondo e non potrà che affascinarvi.


Giungerete, poi, al Mirador San Nicolas dove potrete godere della favolosa vista dall’alto di Granada, della visione magica dell’Alhambra davanti a voi con dietro una Sierra Nevada spesso e volentieri innevata. Concedetevi una birra e lasciatevi trasportare dalle canzoni strimpellate dai gitani presenti, godendovi gli spettacoli di artisti di strada spesso presenti al Mirador.

Descrivere Granada è complesso perché contiene in sé molteplici aspetti: è una città universitaria densa di studenti, divertimento, bar e discoteche; è anche una città di storia e cultura, con la sua splendida cattedrale e la tomba di Isabella la Cattolica; infine è una città dalla forte presenza araba, gitana e crecevia di molteplici culture.

Granada è da vivere, non si può descrivere; quindi, se siete giunti fino a qua con un po’ di curiosità per questa perla così rara, ritagliatevi qualche giorno e partite alla sua scoperta, ne tornerete sicuramente entusiasti.

C’è una frase in cui mi imbattei un giorno per le vie di Granada che mi è rimasta nel cuore e che racchiude tutto quello che le mie parole fino ad ora non hanno potuto descrivere:

“Dale limosna, mujer; que no hay en la vida nada, como la pena de ser ciego en Granada”

(“Fagli la carità, donna; che non c’è nella vita niente di peggio che la pena di esser cieco a Granada”).

Giulia Melchiori


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Autore:

redazione di siamodonne.it

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