SE TI INNAMORI: QUANDO UNA SINGLE ALLA FINE SI ARRENDE

Se la Fiat esce da Confindustria è anche possibile che una single incancrenita, un giorno, si innamori.
E allora sono guai.
Perchè se la Marcegaglia divorzia da Marchionne, lapalisse, non è come se si separasse da Gigi Bulloni.

Un giorno questa malattia l’ho contratta pure io. Ho pensato di starnutire a più riprese per eliminare i batteri. Ho avuto quest’ossessione per un paio di mesi, le ho provate tutte. Poi mi sono arresa. E ho scritto una dichiarazione d’amore:

ALLA SIGNORA NORMALE E AL SIGNOR STRAORDINARIO, CON AFFETTO.

Sto preparando una torta a sei piani, tutta glassa e creme colorate.
La sto preparando io, con la mie mani fresche di franch costosissima, con le mie unghie tempestate di swarovsky e le mie dita inannelate.

La sto preparando io che non so nemmeno cucinare, io che butto l’acqua insieme alla pasta, io che brucio le cruditeé.
Io che credo che le uova si vendano sode al reparto surgelati.

La sto preparando io per festeggiare il compleanno di due miei nuovi amici: il Signor Straordinario e la Signora Normalità.

Due coniugi atipici, antitetici, perfettamente complementari.
Compiono gli anni lo stesso giorno e non si separano mai, nemmeno per pisiciare.

Li ho conosciuti in un giorno strano, quando ho deciso che le cose dovevano cambiare, i propositi del nuovo anno rispettati, le auto flagellazioni eliminate.

Li ho conosciuti il giorno in cui ho morsicato l’ego ipertrofico del mio  amante (e, chiaramente, non solo in senso figurato), il giorno in cui ho limonato con me stessa in segno di autostima, il giorno in cui ho detto “no” ed era esattamente quello che pensavo.

Non so quanti anni abbiano, da dove vengano.
So solo che camminano piano per la strada, tenendosi per mano.
Bevono l’aperitivo seduti in qualche piccolo bar del centro.
Ogni tanto ridono forte, altre volte parlano appena.
Sono eccentrici e conformati, sguaiati e pieni di aplombe.

So solo che hanno un figlio. E me lo hanno regalato.
Per quel morso, per il No, per l’auto-limone.

Mi hanno concesso un pezzo di loro figlio per ogni proposito rispettato, e all’integrale non manca ormai molto.

Lui è Normale-Straordinario, un uomo come tanti, come tutti.

Me ne sono presa un arto alla volta, non sapendo bene l’effetto che mi avrebbe fatto il puzzle completato.
Ne ho studiato un pezzo alla volta, con la tentazione di attaccarli rovesci, nei posti sbagliati.
Con la tentazione di smarrirne qualcuno per non scoprire che completo mi sarebbe piaciuto.

Ma ho resistito all’impulso.
E adesso quello che ho mi piace.

Normale-Straordinario sta con me, che sono Squilibrata-Complessa, e non capisco come faccia.

Non ha una moglie a casa, nè una fidanzata nel taschino.
Non mi picchia mentre facciamo sesso e nemmeno mentre non lo facciamo.
Non ha un pene despota nè un cervello sottomesso.
Non mi chiama puttana e nemmeno bambolina.

E’ soppravvissuto alle mie nevrosi da risveglio, alle mie nevrosi da lavoro, alle mie nevrosi da studio.
Agli ex amanti, ai vestiti scollati, a mia sorella L’Aggressiva e a mio fratello L’Alcolico.

Mi ha regalato un antidepressivo, un tranquillante, un vibratore e una scorta di gas esilarante.

Mi ha vista scappare più di una volta.
Ma è un ottimo atleta.

Normale-Straordinario sta con Squilibrata-Complessa, e gli riesce benissimo.

E se la torta dovesse soccombere alla prova infornata inviterò i genitori a cena.

Perchè della Signora Normalità ho proprio bisogno.
E perchè ho scoperto, in fondo in fondo, che la compagnia del Signor Straordinario un po’ me la merito anch’io.

Ogni volta che la leggo, mi commuovo.
Sono passati anni, l’amore è finto. Esattamente come una malattia da cui si può guarire. Il declino è inziato dopo tre notti in cui sognai di fare sesso con Ben Afflek. In quel momento pensai di essere semplicemente un po’ stressata. Poi l’amplesso onirico cominciò a coinvolgere Alcide De Gasperi. Li capii che era tutto da abbandonare.
Ho salutato la Signora Normale, il Signor Straordinario.
E sono tornata ad essere Squilibrata –  Complessa.
In attesa della prossima malattia di stagione.


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Autore:

Giornalista, laureata in Scienze Giuridiche Europee e Transnazionali, redattrice e conduttrice dell'emittente regionale privata Telenuovo.

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2 Commenti

  1. Amira scrive:

    Ma quando mai sei stata normale?
    Il virus della normalità non ti appartiene, neanche se ti sposi domani con Gigi Bulloni.
    E’ una bella poesia, e non importa se dopo sono subentrati Ben Affleck e De Gasperi, si capisce che l’amore c’è stato e questo è ciò che conta.

  2. Alice Cristiano scrive:

    Sì, c’hai ragione pure tu. Normale no, forse solo meno squilibrata. E comunque non tornerò ad esserlo mai più: non hai idea delle conseguenze che può avere sulla psiche un amplesso con Alcide De Gasperi.

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