ERASMUS A PORTO: 362 GIORNI DI BACCALÁ E 3 DI FRANCESINHAS

Il mio Erasmus è iniziato con il piede sbagliato: la notte prima della partenza stabilita, mi sono accorta di aver sbagliato la prenotazione del volo di andata. I giorni precedenti mi ero stupita della totale assenza di zelo da parte di Ryanair nel ricordarmi che era ora di fare il check-in online, ma credevo che finalmente avessero deciso di darsi una calmata, visto che non potevo aver sbagliato data, non c’era dubbio, prima di comprare i biglietti aerei controllo sempre almeno tre volte che tutto sia corretto. Purtroppo, però, non era così: sabato 19 si ripeteva sia per febbraio, mese in cui dovevo partire, che per marzo, mese del biglietto che avevo comprato. Questa svista mi è costata un po’ di euro in più e un ritardo di 24 ore sulla tabella di marcia: la prima brezza d’aria portoghese ha accarezzato la mia pelle domenica 20 febbraio 2011. Nonostante questo inizio turbolento tutto ciò che ho vissuto successivamente ha confermato quello che da anni sento ripetere: l’Erasmus è un’esperienza splendida e indimenticabile.

Tramonto a Foz, Porto

Il mio si è svolto a Porto, città portoghese dai mille volti che ha lasciato un segno indelebile nei miei ricordi. Lo scopo principale della mia esperienza era, insindacabilmente, imparare la lingua portoghese, arduo obbiettivo al contrario delle mie aspettative: il portoghese, in particolare a Porto, è duro, chiuso e per niente facile da apprendere. Solo alla fine dei sei mesi di permanenza sono riuscita a padroneggiarlo al livello che mi ero prefissata. Il primo periodo trascorso a Porto è stato strettamente legato all’università: tra studenti Erasmus ci siamo pian piano conosciuti e nel nostro breve esilio volontario abbiamo stretto profonde amicizie fortemente alimentate da un bisogno di supportarsi a vicenda, lontani da casa, lontani ciascuno dalle proprie sicurezze.

Dopo lezione mi perdevo a girare nelle vie della città: la mia nuova dimora era fatta di un susseguirsi di sali e scendi, Porto ti mette alla prova se vuoi veramente conoscerla, ma ti ricompensa catapultandoti in vedute mozzafiato, tramonti magici e parchi color smeraldo, come le iridescenze dei pavoni che li abitano. Porto è fatta di contrasti: vicino a quartieri moderni con trofei architettonici come la Casa da Mùsica di Rem Koolhaas, si incontrano rioni poveri e decadenti dove però i bambini ancora giocano chiassosi per strada e il vicinato si raduna la domenica davanti a casa, intorno a tavole imbandite di vino, sardinhas e semplicità. Sto parlando dei quartieri di Ribeira e Miragaia, fortunati ad affacciare direttamente sul fiume che ha dato vita a Porto, il Rio Douro, del quale è possibile risalire le rive con il traghetto, l’auto o il treno per giungere nel cuore della regione in cui si produce il vinho do Porto.

Ribeira

Le vie e i palazzi di Porto sono ricoperti da azulejos, maioliche decorate con pattern geometrici o disegni che raccontano storie della città, come nel caso della stazione ferroviaria di São Bento sulle cui pareti se ne contano circa ventimila. Porto è disseminata di questi piccoli gioielli e, tra i tanti, non vanno dimenticati il ponte di Eiffel, il mercato del Bolhao, e la , sbiadite icone di uno splendente passato che mal si accosta con la realtà odierna di un Paese in crisi, resa evidente dai molti clochard che vagano per le vie e le piazze.

La Cattedrale Sé (da www.natuga.net)

Nonostante le difficoltà economiche il bello di Porto sta nel fatto che è sempre in festa. La più bella, secondo me, è stata quella del santo patrono della città, São Joao (nome proprio di persona più comune in assoluto): in questa ricorrenza annuale Porto viene letteralmente invasa da migliaia di persone intente a colpirsi tre volte in testa con interi agapanthus o martelli di plastica in segno di buon auspicio.

Altro fiore all’occhiello di Porto è la cucina tradizionale poiché tutti i piatti sono molto saporiti e abbondanti anche se talvolta risultano “particolari”: con questo mi riferisco alla francesinha, enorme toast ipercalorico, che nel 1953 vide la luce in questa città. Anche il baccalà è tipico a Porto e esistono ben 365 ricette per cucinarlo. La migliore: bacalhau com natas. Non inizio ad elencare i dolci che, dal pastel de nata al bolo de bolacha, sono tutti squisiti.

Ogni giorno penso a quanto la vita avesse un altro peso specifico in Portogallo, laggiù, all’estremità della Penisola Iberica: tutto viene preso con tranquillità e i ritmi sono umani. Adoravo, dopo lezione, andare a fare surf o prendere il sole sulle spiagge di Matosinhos, oppure semplicemente annegare i pensieri a Foz, dove il Douro mescola le sue dolci acque con le onde salate dell’Oceano Atlantico.

Matosinhos

Luglio è arrivato senza preavviso e ho dovuto salutare quella seconda vita terribilmente effimera, proprio quando avevo imparato a conoscere e apprezzare Porto e la sua gente, entrambe inizialmente invalicabili quanto poetiche e cariche di fascino una volta rotto il ghiaccio della diffidenza.

Le ultime divertenti serate al Piolho o al Galerios de Paris tra amici che venivano da tutto il mondo si sono caricate di una densa saudade, parola indescrivibile che solo assaporandola ho potuto comprenderne il profondo significato.

Até logo, querida Oporto.

Testo e fotografie di Francesca Gattello

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Autore:

redazione di siamodonne.it

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3 Commenti

  1. Alessio scrive:

    Ciao Francesca,
    sono uno studente di Roma di scienze motorie e a settembre partirò per Porto in erasmus. Ho trovato molto interessante il tuo articolo e sarei curioso di approfondire alcuni aspetti del tuo viaggio e della tua esperienza erasmus per avere qualche consiglio. Se ti va di farmi questo favore il mio indirizzo e-mail è ale_number4@hotmail.it altrimenti puoi trovarmi su facebook. Grazie :)
    Alessio Polo

  2. Virginia scrive:

    Ciao Francesca,io devo partire per Porto questo mercoledi 22 agosto 2012,ho intenzione di fare un’esperienza là ma sono completamente sola e non so una parola. Sapresti darmi qualche contatto di ragazze italiane che abitano là e magari sono disposte ad affittarmi una stanza?
    il mio indirizzo e mail è virgimanci@live.it
    grazie mille

  3. Maria scrive:

    Bellissimo articolo! Io parto per Porto tra qualche giorno,non vedo l’ora!

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