LA MALATTIA DI ATLANTE COLPISCE SOPRATTUTTO LE DONNE

Dolore alla colonna vertebrale, alle spalle, alla nuca, alle braccia, ai polsi, alle cosce. Difficoltà ad addormentarsi, frequenti risvegli durante un sonno leggero, che non ristora. Affaticamento cronico, disturbi dell’umore. È in sintesi il quadro dei sintomi della fibromialgia, una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico associato a rigidità, nota con diversi nomi fin dal 1800. Per le forme che provocano tremendi dolori alla nuca è stata anche coniata la definizione di «Malattia di Atlante», dal nome del gigante ribelle a Giove che fu condannato a reggere  il mondo sulle spalle.

Antidepressivi – È una malattia tutt’altro che rara, si calcola che in Italia ne siano colpiti  tra 1 milione e mezzo – 2 milioni di persone, tutte in età lavorativa.  Con una netta prevalenza nel sesso femminile. Fino a qualche decennio fa, i suoi malati hanno avuto un destino strano: di vedersi affibbiare la spiegazione  psicosomatica, e di essere curati per depressione. Anche al giorno d’oggi gli antidepressivi fanno parte della cura insieme con i miorilassanti che calmano i dolori muscolari, ma il punto da cui si parte per prescrivere gli antidepressivi è completamente diverso. Spiega il professor Pierluigi Meroni, primario della divisione di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini e direttore della cattedra di reumatologia dell’Università degli Studi di Milano: « La fibromialgia è una malattia di confine tra  reumatologia e neurologia. Ad essere in ballo non è  la psiche, ma il funzionamento del cervello, in cui si rilevano alterazioni nel meccanismo d’azione dei neurotrasmettitori. Si prescrivono quindi, in unione con i miorilassanti, antidepressivi che agiscono, potenziandolo, sul neurotrasmettitore serotonina».

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