Un rumore di fondo ci accompagna sempre, è parte delle nostre vite. Quando poi finalmente il silenzio riprende il possesso dei luoghi, apprezziamo un tempo sospeso dove i tutti i sensi si affinano e percepiamo il mondo intorno a noi in modo più pieno.
I primi giorni di settembre mi trovo a passeggiare in compagnia del rumore del vento che agita le foglie delle piante nei giardini maestosi e curati, ma ormai abbandonati dai loro proprietari che li hanno animati nell’estate appena trascorsa. I giardinieri, impegnati nelle potature e nel ripristinare ciò che i cinghiali hanno devastato nella notte, mi invitano a raccogliere i frutti che nessuno raccoglie.
Con le prime piogge tutto è più chiaro e brillante …
I frutti delle piante di fico all’improvviso maturano tutte insieme, idratati dalle piogge, e io torno a casa con cesti colmi di frutti profumati e resinosi.
Una breve sciaquata, si taglia via il picciolo e si riducono in quattro parti i frutti. Si pesano e si aggiungono 600 gr di zucchero per ogni kg. di frutta.
Si lascia riposare per qualche ora il tutto, coperto, si pone al fuoco schiumando spesso per togliere le impurità. Non occorre pectina perchè non ho sbucciato la frutta. È pronta quando si fà scorrere un po’ di marmellata su un piattino freddo e si rapprende .
Si conserva in barattoli di vetro sterilizzati invasando la marmellata bollente fino al bordo, incorperchiare e rovesciare il barattolo in modo che il tappo venga in contatto con la marmellata bollente.
Quando è fredda controllare che i coperchi siano convessi, se non lo fossero sterilizzare ulteriormente in un tegame coperti d’acqua e far bollire per dieci minuti.




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