DIVORZIO BREVE? L’82% DEGLI ITALIANI DICE SÌ

Nonostante la politica non se ne accorga (o finga di non accorgersene), il concetto di famiglia in Italia sta cambiando rapidamente e l’ultimo sondaggio dell’Osservatorio Permanente sulle Famiglie dell’Eurispes lo conferma: ben l’82% degli italiani è favorevole al divorzio breve, ovvero la possibilità di mettere fine al matrimonio in un solo anno (invece dei tre previsti dall’attuale legislazione) in caso di separazione consensuale e di assenza di figli, evitando lungaggini burocratiche e soprattutto psicologiche.

Ciò sottolinea come, piano piano, si stia facendo strada un’idea di famiglia che non si rispecchia nella classica triade marito-moglie-figli ma semplicemente nell’amore e nella libera scelta degli individui di voler stare insieme. Mancando l’amore, scompaiono anche i presupposti per mantenere in vita il matrimonio; da qui l’utilità del divorzio breve, che permetterebbe ad ognuno dei due ex-coniugi di riprendere in mano la propria vita (almeno dal punto di vista legale) nel più breve tempo possibile.

Solo poco più del 15% si dichiara contrario a questa ipotesi, temendo che l’apparente facilità di divorziare possa sminuire il valore del legame matrimoniale. A ben vedere, però, il concetto di matrimonio già da tempo è stato messo in crisi e non solo dalle nuove forme di famiglia (come la convivenza, le seconde nozze, le famiglie allargate, ecc) ma soprattutto dal cambiamento di valori in campo sociale: quelli legati alla famiglia tradizionale, al matrimonio e alla religione, ad esempio, sono stati sostituiti con la libertà di scelta dell’individuo, la costruzione di una carriera lavorativa soddisfacente e il benessere. Il cambio di prospettiva, da sociale a individuale, è importante e il legislatore dovrebbe tenerne conto affinché il diritto di famiglia, come dice l’avvocato Andrea Catizone (direttrice dell’Osservatorio Permanente delle Famiglie), venga modificato in maniera più razionale.

Il divorzio breve si inserirebbe in questa volontà di sintetizzare e rendere più fluida la burocrazia che riguarda la separazione ed evidenziare l’importanza della scelta dell’individuo. Nessun tentativo omicida di minare l’istituzione del matrimonio o di sparare a zero sul concetto di famiglia, quindi: sta ad ognuno di noi decidere che convenzioni seguire e che significato dare loro nella nostra vita. Una legislatura che rispecchi i diritti di tutti e che sia a fianco di tutti i tipi di famiglia, infatti, lungi dal creare problemi, non potrà che rendere l’intera vita civile più serena.

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