ESTATE IN ARTE: 5 MOSTRE DA NON PERDERE

Ecco cinque alternative al caldo per chi passerà le vacanze nella propria città o in luoghi d’arte! Ce n’è per tutti i gusti, dall’eccentrico fotografo delle celebrità David LaChapelle ai reportage di guerra di Robert Capa passando per i neon fluorescenti di Flavin e Cattelan.


Robert Capa

Centro Internazionale Scavi Scaligeri (Verona)

fino al 16 settembre

La fama di Robert Capa come fotoreporter di guerra è ben meritata: è stato sempre in prima linea, pronto a mettersi in gioco nelle situazioni più disparate e pericolose fino a morire ucciso da una mina antinuomo in Indocina nel 1954. Questa mostra della Magnum Photos (che Capa stesso aveva fondato con Henri Cartier-Bresson) lo celebra con 98 fotografie che vanno dalla conferenza di Trotskij nel 1932 fino, appunto, alla guerra in Indocina, passando per la nascita di Israele e l’Unione Sovietica. La mostra si chiude, infine, con lo sguardo più intimista delle foto degli amici di Capa, amici che portano i nomi di Picasso, Hemingway e Faulkner.

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Andy Warhol e i media

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma)

 fino al 9 settembre

Per la prima volta sono riunite in una stessa mostra le opere di Warhol meno conosciute, ispirate al mondo dei media e al loro bisogno di immediatezza: non più icone o fotografie ma segni linguistici, titoli di giornali che vengono tramutate in arte grafica, tracciando un legame con esperienze artistiche parallele come la poesia concettuale. Un Warhol inedito, dunque, sempre legato alla sua dimensione artistica più famosa ma più concentrato sulle modalità di comunicazione in un mondo sempre più tecnologico e visuale – quasi una previsione del mondo attuale.

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David LaChapelle

Center of Contemporary Art (Lucca)

 fino al 4 novembre

Quest’estate Lucca si veste glamour ospitando una mostra antologica di 53 foto tutta dedicata al fotografo dei vip più controverso degli ultimi anni, David LaChapelle. Non c’è celebrità che non sia passata davanti al suo obiettivo: Angelina Jolie, Lady Gaga, Elton John, tutti vogliono apparire in una delle sue opere terribilmente eccentriche – perché le foto di LaChapelle sono vera arte, studiate accuratamente apposta per creare scandalo e far riflettere sul mondo in cui viviamo.

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Neon. La materia luminosa dell’arte

Museo d’Arte Contemporanea di Roma

 fino al 4 novembre

Sono passati esattamente cento anni da quando la prima insegna a neon si è illuminata in una via di Parigi e da allora questa nuova forma di luce non ha smesso di affascinare gli artisti di tutte le correnti grazie alla sua versatilità e ai suoi colori. In questa mostra organizzata dal MACRO in collaborazione con Enel lo si celebra attraverso le opere di oltre cinquanta artisti dagli anni Quaranta al giorno d’oggi, primo fra tutti Dan Flavin seguito da Mario Mertz e, tra gli altri, anche Maurizio Cattelan.

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Close to me di Susan Philipsz

Palazzo Reale (Milano)

fino al 23 settembre

Susan Philipsz è una scultrice ma il materiale che plasma è invisibile e sfuggente: la sua materia prima, infatti, sono i suoni e null’altro se non le architetture che li contengono e che danno loro struttura e significato. Il percorso musicale ideato dall’artista scozzese, ideato in primis per la visita a Milano del Papa, non ha un tono tanto religioso quanto spirituale e universale, un ritorno ad una specie di lingua madre che tutti possono comprendere e sentire nell’animo – close to me, vicino a me, appunto.

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Autore:

redazione di siamodonne.it

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