VACANZE AVVENTURA: IL CIELO ALTO DI SANTO DOMINGO

Notti calde, notti di rhum Brugal, notti di tempesta fuori con la rassicurante sensazione che l’indomani non pioverà. Questa primavera ho guardato l’immensità del cielo tropicale, è immenso come l’aria fresca che ci riempie il torace quando mangiamo una chewingum alla menta forte. La passata primavera ho scoperto entusiasticamente che il mondo dei low cost ha avvicinato le mete tropicali anche i viaggiatori all’arrembaggio come me.

Parlo di Santo Domingo, la parte meno dannata della Isla Hispaniola, ahimè divisa tra la poverissima Haiti e la più fortunata Repubblica Dominicana. Isola dove esiste la migrazione da sponda a sponda in cerca di una vita più vita e dove il mare ha deciso pochi anni fa di gettare nell’inferno una popolazione che già gemeva.

Santo Domingo è sicuramente la parte più felice di quest’isola, aiutata nelle finanze dal turismo statunitense (considerate che Miami è a un passo da qui) ma anche da quello russo ed europeo.

I russi più precisamente sono gli stranieri più disprezzati a causa della loro totale incuranza della natura (che qui è osannata) e della loro sprezzante ricchezza. Secondi i francesi per le loro classiche frasi come “il mare tropicale è bello ma anche quello della Manica è fantastico” oppure “il rhum qui è buono ma i vigneti che abbiamo noi voi non li avete“. Insomma, a detta dei dominicani, il turista italiano sembra essere sorprendentemente uno dei più apprezzati!

Ma veniamo a noi: all’apparenza una vacanza in questi posti potrebbe sembrare unicamente rilassante – sole+mare+villaggi animatoreschi.

Non lasciatevi ingannare dalle cartoline, posso garantirvi che non ho posato il culo sulla sdraio per più di mezzora in 7 giorni!

La natura di questi posti è florida e dilagante, fortunatamente si ha ancora la sensazione che domini sull’uomo (ed è una sensazione in qualche modo rassicurante). Dalle più classiche palme che si allungano sull’azzurro dell’acqua alle foreste fitte di liane che accolgono casette dai colori vivissimi. E poi ancora piantagioni di cacao e caffè nell’entroterra attraversate da vacche bianche cornute che trainano carretti con ragazzi svogliati dal caldo.

Pensate che Apocalypse Now fu girato proprio qui fingendo che fosse il selvaggio Vietnam dove la risalita del fiume alla ricerca del diabolico Kurtz fu fatta guadando le acque di un fiume interno dai colori fangosi e dalle sponde incerte.

Se siete amanti delle immersioni, Santo Domingo si presta anche per le escursioni subacquee, oltre a qualche squalo o pescione altantico potrete trovare ancor più interessante i resti di battelli, galeoni dei secoli passati e tracce di pirati. Devo ammettere che le storie dei contrabbandieri e dei briganti del mare mi affascinano terribilmente.. sarà complice Johnny Depp!

La cosa senza dubbio più straordinaria che vi capiterà di vedere in questi posti è il cielo. Immenso, pauroso, azzurro, alto. Può il cielo essere più alto qui che altrove? Non sono certa che sia possibile ma la visione è proprio quella. Sdraiati sulla sabbia con il rassicurante sgranellio tra le dita dei piedi e un rhum domenicano nella mano può capitarvi di perdervi…

(tutte le foto sono di Giulia Balestrieri)

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Scrittrice, fotografa ed esploratrice. Alla continua ricerca di nuovi stimoli

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1 Commenti

  1. francesco scrive:

    Dopo aver letto il tuo articolo mi verrebbe voglia di partire ora!! bellissimo davvero, compliments!

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