ADAMO ED EVA IN ETERNO CONFLITTO?

Dalla parte di Adamo — di Antonio Scanziani Champ il 14 marzo 2010 alle 09:16

PRIMA PUNTATA:

Si parla di Platone (Ermafrodito), della Gnosi  (”Ilici”,  “Psichici”, “Pneumatici”), di Dante (”Candida Rosa”), di Oscar Wilde (”Aforismi”).

Mi sono chiesto spesso se il rapporto conflittuale tra i sessi sia sempre esistito e se sia destinato a perdurare in eterno? Dalla parte maschile oppressione e da quella femminile rivendicazione. Mi sono messo alla ricerca di una risposta e questa è la prima puntata della mia esplorazione.

Premessa platonica

Giancarlo Zoja - Ermafrodita

Secondo Platone, l’uomo primordiale era Ermafrodito, cioè conteneva le due sessualità in un solo essere. Per un conflitto con gli Dei, fu separato e nacquero così l’uomo e la donna, divisi. Platone sostiene che il destino cosmico di “Adamo” e di “Eva” sia quello di riunirsi e l’attrazione che vi è tra i due sessi, non sia altro che l’anelito verso quest’unione.

In attesa di questa ipotetica riunione succede che l’uomo tenti di sottomettere la donna e che questa reagisca come può. Mi domando di nuovo, questo rapporto non rapporto è una norma tra i sessi? A questo proposito debbo fare una premessa che riguarda la Gnosi Cristiana.

La Gnosi e l’Anima

L’umanità è, secondo gli gnostici, divisa in tre categorie: gli “ilici” che sono dominati dalla materia e che non hanno anima, rappresentano la grande maggioranza; gli “psichici” che racchiudono un’anima vagamente ricettiva per una eventuale attrazione dall’alto, sono una netta minoranza e infine gli “pneumatici” in pieno possesso dell’Anima, che tuttavia sono sporadici. Gli “ilici” sono destinati ad una reincarnazione sino alla fine dei tempi, gli “psichici” hanno una vaga possibilità di illuminazione pur rimanendo nel giro della metempsicosi finché questo barlume non li trasformi in “pneumatici”, ma è un fatto rarissimo. La gnosi è un atteggiamento esistenziale che coinvolge totalmente la vita dell’individuo. Questi, attraverso un processo intuitivo, giunge alla conoscenza di sé, dell’origine dell’uomo e del mondo: questa conoscenza gli consente la salvezza personale dal mondo della materia, che è il male da cui redimersi. Non è detto quindi che durante la vita terrena anche coloro che hanno un’anima riescano a raggiungere la conoscenza (gnosi), a vi è la reincarnazione dell’anima che cercherà di nuovo la salvezza.

Questa breve digressione sulla gnosi  serve soltanto per confermare un mio pensiero. E’ una pseudo teoria, la mia, tirata per i capelli, ma tant’è, in questo caso mi sento gnostico. Credo sinceramente che coloro che disprezzano e opprimono la Donna, siano esseri senz’animo. In sostanza “Ilici”. Chi possiede un Anima non può che rimanere ammirato dall’essenza femminile. Tenterò di suffragare questa mia tesi con esempi significativi.

Dante Alighieri: Eva nell’Empireo

Gli uomini “ilici” riescono ad abbinare ad Eva  epiteti volgari in certe loro esclamazioni che evito di citare, ma che sono l’esempio della loro chiusura. Dante Alighieri, cui nessuno vorrà negare il possesso di una grande Anima, ha creato la figura di Beatrice, l’anima femminile che sostituisce Virgilio e lo guida lungo il suo tragitto nel Paradiso, sino alla soglia dell’Empireo. Tuttavia non è mia intenzione ricordare Dante attraverso Beatrice, ma attraverso Eva, che riesce a sublimare riconoscendola nella “Candida rosa”.  Gli occhi di Dante, ormai capaci di sostenere la visione del Paradiso, individuano, infine, la Candida Rosa: i petali sono costituiti dai seggi dei beati, mentre il “giallo de la rosa sempiterna” e dal lago di luce in cui volano gli angeli, simili ad api, e che spande d’intorno “odor di lode al sol che sempre verna

Pd. XXXI,1-8
In forma dunque di candida rosa
mi si mostrava la milizia santa
(i beati)
che nel suo sangue Cristo fece sposa;

Il primo seggio della Candida Rosa è occupato da Maria, mentre le antiche donne ebree, Eva (la prima ai piedi della Madonna), Rachele, Sara, Rebecca, Giuditta, Ruth, sono sedute disposte una sotto l’altra “dirimendo del fior tutte le chiome”, formando, cioè, una linea divisoria verticale nei seggi della rosa.

Pd. XXXII, 4-6
La piaga che Maria richiuse ed unse (il peccato originale)
quella ch’è tanto bella (Eva) da’ (ai) suoi piedi
è colei che l’aperse e che la punse.

Dante dunque non solo non condanna Eva, ma la eleva al più alto dei Paradisi, seduta immediatamente sotto Maria. L’immagine della “Candida Rosa” di Gustave Doré, pur in bianco e nero, interpreta splendidamente questa visione dantesca.

In Dante Alighieri non vedo alcun tentativo di sottomissione e nessun  conflitto nei confronti di Eva come simbolo femminile. Vi è l’esaltazione della donna. E, ripetendomi, nessuno potrà negare che il Vate sia in possesso di un’Anima. E’ un punto a favore della tesi che sto sostenendo.

Oscar Wilde: “fornite alle donne un’occasione adeguata e le donne potranno fare tutto”

Mi si obietterà, bella forza citare come esempio Dante, è nota la sua adorazione per Beatrice. Porterò un’altra testimonianza.

Credo che nessuno possa affermare che Oscar Wilde abbia una particolare inclinazione verso le donne e il loro mondo. Wilde è un feroce fustigatore delle debolezze  umane nei suoi “Aforismi”. E’ altrettanto difficile affermare che il nostro Oscar sia privo di Anima. Per dimostrare l’ammirazione per Eva di questo dissacratore mi rifarò proprio agli “Aforismi”. Da notare che talvolta l’autore parla in prima a nome delle Eva.

  • Fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare tutto.
  • La crescente influenza delle donne e’ l’unica cosa rassicurante nella nostra vita politica
  • Ah! La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne… solo adorate.
  • Il fatto e’ che gli uomini non dovrebbero mai tentare di dettar legge alle donne. Non sanno mai come farlo e, quando lo fanno, dicono sempre cose particolarmente stupide.
  • Nessun uomo ha veramente successo a questo mondo, a meno che non abbia una donna alle sue spalle, poiché sono le donne a governare la società. Se non si hanno donne al proprio fianco, si e’ fuori dal mondo.
  • L’uomo, povera, goffa, ingenua creatura, appartiene a un sesso che e’ stato razionale per milioni e milioni di anni. Non può evitare di esserlo. E’ la sua natura. La storia della donna e’ assai diversa. Noi donne siamo sempre state pittoresche proteste contro la semplice esistenza del buon senso. Ne abbiamo visto i pericoli fin dall’inizio.
  • Le donne non sono mai disarmate dai complimenti, gli uomini lo sono sempre: questa e’ la differenza tra i due sessi.
  • Tutte le donne devono lottare con la morte per tenere i loro figli. La morte, essendo senza figli, vuole i nostri.
  • Le donne non sono fatte per giudicarci, ma semplicemente per perdonarci quando abbiamo bisogno di perdono. Il perdono, non la punizione, e’ la loro missione.
  • Le donne sono un sesso affascinante e testardo. Ogni donna e’ una ribelle e, di solito, entra in rivolta contro se stessa.
  • Gli uomini bramano sempre essere il primo amore di una donna, e questo e’ un effetto della loro stupida vanità. Noi donne abbiamo un istinto più sottile. Ciò che ci piace essere… e’ l’ultima storia d’amore di un uomo.
  • Nulla rovina un’avventura romantica quanto il senso dell’umorismo nella donna.
  • Nulla e’ esasperante quanto la tranquillità. Vi è qualcosa di sicuramente brutale nel buonumore della maggior parte degli uomini moderni. Mi fa meraviglia che noi donne lo si tolleri con tanta buona grazia.

Abbiamo potuto conoscere il pensiero di due Anime che possono impersonare Adamo e non mi sembra che in loro si riconoscano degli oppressori o denigratori. Penso d’aver portato due prove per il mio assioma. Vedremo in seguito altri testimoni.

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© di Antonio Scanziani Champ

Giornalista, scrittore, editore, esperto di marketing


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