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	<title>Siamo Donne - le migliori video ricette di cucina &#187; Design</title>
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	<description>ricette di cucina, video ricette, magazine, blog</description>
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		<title>OLIMPIADI DI LONDRA 2012: NUMERI E CURIOSITÀ</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jul 2012 08:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[infografica]]></category>
		<category><![CDATA[london 2012]]></category>
		<category><![CDATA[londra 2012]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Tra pochi giorni, il 27 luglio 2012, avranno inizio le Olimpiadi a Londra. Attesissima, come ad ogni inizio Olimpiade, è la cerimonia di apertura intitolata quest&#8217;anno &#8220;Isole della meraviglia&#8220;. Si stima che circa quattro miliardi di persone assisteranno allo spettacolo diretto da Danny Boyle (regista di &#8220;Trainspotting&#8221; e &#8220;Slumdog Millionaire&#8221;) all&#8217;ingresso nello Stadio Olimpico della Fiamma olimpica e all&#8217;accensione del Braciere. Ebbene, anche [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/olimpiadi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-21028" style="border-style: initial; border-color: initial; display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="olimpiadi" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/olimpiadi.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra pochi giorni, il <strong>27 luglio 2012</strong>, avranno inizio le <strong>Olimpiadi a Londra</strong>. Attesissima, come ad ogni inizio Olimpiade, è la cerimonia di apertura intitolata quest&#8217;anno &#8220;<strong>Isole della meraviglia</strong>&#8220;. Si stima che circa quattro miliardi di persone assisteranno allo spettacolo diretto da <strong>Danny Boyle</strong> (regista di &#8220;Trainspotting&#8221; e &#8220;Slumdog Millionaire&#8221;) all&#8217;ingresso nello Stadio Olimpico della Fiamma olimpica e all&#8217;accensione del Braciere. Ebbene, anche se negli anni passati non ho seguito le Olimpiadi con costanza, questa volta mi sono ripromessa di essere una di quei 4 miliardi di spettatori e di non arrivare totalmente impreparata.</p>
<p style="text-align: justify;">Premetto che di sport non me ne intendo molto ma di design sì e, visto che continuo ad imbattermi in <strong>infografiche</strong> (tavole che rappresentano in forma grafica informazioni complesse o numerose quantità di dati) che parlano dei giochi olimpici, ho deciso di proporvene una serie esaustiva, così potremmo fare la figura dei &#8220;molto informati&#8221; davanti agli amici!</p>
<p style="text-align: justify;">La prima infografica riguarda l&#8217;<a href="http://visual.ly/olympic-evolution" target="_blank"><strong>evoluzione</strong> delle Olimpiadi</a> dalla loro ripresa nel 1896 fino al 2008 e mette a confronto la<strong> quantità di Paesi coinvolti nei giochi</strong>. Se i primi anni le nazioni partecipanti erano solo qualche decina (il primo anno 14), nel 1996 e nel 2000 i numeri sono molto diversi e si parla di più di 200 Paesi in gara.</p>
<p style="text-align: center;"><em>(Aprire l&#8217;immagine per ingrandire)</em></p>
<div id="attachment_21053" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/Olympic-Evolution01.png"><img class="size-medium wp-image-21053" title="Olympic-Evolution01" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/Olympic-Evolution01-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Olympic Evolution</p></div>
<p style="text-align: justify;"> Nella seconda infografica la concentrazione si sposta sulla<strong> <a href="http://www.complex.com/art-design/2012/07/infographic-a-design-history-of-the-olympic-gold-medal" target="_blank">storia della medaglia d&#8217;oro</a></strong>, che dal 1896 fino ad oggi è variata nella forma, nella grandezza e anche nel significato. La <strong>medaglia d&#8217;oro</strong> non era presente dalla prima olimpiade, tenutasi ad Atene nel 776 a.C. dove invece il vincitore era omaggiato con una corona d&#8217;ulivo, ma solo dal 1912. Composta per il 92,5 % di argento, solo il restante <strong>7,5 %</strong> è effettivamente d&#8217;<strong>oro</strong>, per un valore di 494 dollari!</p>
<p style="text-align: center;"><em>(Aprire l&#8217;immagine per ingrandire)</em></p>
<div id="attachment_21061" class="wp-caption aligncenter" style="width: 339px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/gold_medal_infrographic.jpg"><img class="size-large wp-image-21061 alignleft" title="gold_medal_infrographic" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/gold_medal_infrographic-329x1024.jpg" alt="" width="329" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">A Design History Of The Olympic Gold Medal</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ci parla invece dei prossimi giochi olimpici a Londra l&#8217;infografica pubblicata sul giornale TimeOut di Londra e realizzata da <a href="http://www.mikelemanski.co.uk/?p=818" target="_blank">Mike Lemanski</a>, che mette a confronto le Olimpiadi e le <strong>Paralimpiadi</strong>. Gli atleti olimpici saranno 10.500 mentre quelli paralimpici 4.200 e le discipline in cui gareggiare saranno 26 contro le 20 paralimpiche.  Scopriamo anche che l&#8217;area del <strong>parco olimpico</strong> è grande come 357 campi da calcio, che saranno 14 milioni i pasti serviti durante i giochi e che all&#8217;interno dell&#8217;<strong>International Broadcast Centre</strong> ci possono stare 5 Jumbo uno di fianco all&#8217;altro. Insomma, ci snocciola quel tipo di informazioni che possono sempre servirci in mancanza di argomenti quando si è in compagnia.</p>
<p style="text-align: center;"><em>(Aprire l&#8217;immagine per ingrandire)</em></p>
<div id="attachment_21063" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/TimeoutOlympic-1024x678.jpg"><img class="size-medium wp-image-21063" title="TimeoutOlympic-1024x678" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/TimeoutOlympic-1024x678-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">London 2012 Olympic Infographic</p></div>
<p>Nell&#8217;infografica di <a href="http://visual.ly/truth-behind-track-everything-you-need-know-about-london-2012" target="_blank">Nice&amp;Serious</a> scopriamo molti altri aspetti curiosi di questo evento. Nella prima parte i 5 cerchi delle Olimpiadi ci mostrano informazioni interessanti su 5 aspetti:</p>
<p style="text-align: justify;">1. <strong>Acqua</strong>: sono 4000 le abitazioni che non sono più in pericolo di allagamento grazie ai lavori fatti al parco olimpico, inoltre si prevede che gli atleti berranno, al giorno, 42.000 litri di acqua che sono l&#8217;equivalente di quello che potrebbe bere un elefante molto assetato in 6 mesi!</p>
<p style="text-align: justify;">2. <strong>Ecologia</strong>: la polvere dei lavori è stata riutilizzata per creare il calcestruzzo per lo stadio di pallamano e il nuovo stadio olimpico è il più leggero della storia dei giochi.</p>
<p style="text-align: justify;">3. <strong>Cibo</strong>: 3360 operai che hanno lavorato per costruire lo stadio sono obesi ed è il 20 % del cibo quello che proviene dagli sponsor Mc Donald&#8217;s, Coca Cola e Cadbury.</p>
<p style="text-align: justify;">4. <strong>Società</strong>: sono 170.000 gli appendiabiti che verranno usati durante i giochi e sono 200 gli edifici che sono stati demoliti e ricostruiti.</p>
<p style="text-align: justify;">5. <strong>Natura</strong>: sono stati piantati 25.000 fiori per decorare il parco olimpico ma sono stati distrutti 64 campi coltivati per far spazio ai giochi.</p>
<p style="text-align: center;"><em>(Aprire l&#8217;immagine per ingrandire)</em></p>
<div id="attachment_21065" class="wp-caption aligncenter" style="width: 225px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/TheTruthBehindTheTrackEverythingYouNeedtoKnowAboutLondon2012_500405e4c8c5e.jpg"><img class="size-medium wp-image-21065" title="COMBINED" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/TheTruthBehindTheTrackEverythingYouNeedtoKnowAboutLondon2012_500405e4c8c5e-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">The Truth Behind The Track</p></div>
<p style="text-align: justify;">E infine guardiamo i <a href="http://visual.ly/rising-cost-olympics" target="_blank"><strong>costi </strong>che si prospettano</a> per queste<strong> Olimpiadi</strong> che sembrano essere le più care di sempre:<strong> 14,6 bilioni di dollari</strong>! Il costo di una singola torcia olimpica è di 774 dollari e ogni atleta costa, a Londra, 1.409.523 dollari. Tutti i dati sono messi a confronto con i costi che hanno dovuto sostenere i Paesi che hanno ospitato precedentemente le Olimpiadi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora non posso fare altro che seguire queste Olimpiadi con ancora più curiosità!</p>
<p style="text-align: center;"><em>(Aprire l&#8217;immagine per ingrandire)</em></p>
<div id="attachment_21069" class="wp-caption aligncenter" style="width: 337px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/TheRisingCostoftheOlympics_5005e069ba13c.png"><img class="size-large wp-image-21069" title="TheRisingCostoftheOlympics_5005e069ba13c" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/TheRisingCostoftheOlympics_5005e069ba13c-327x1024.png" alt="" width="327" height="1024" /></a><p class="wp-caption-text">The Rising Cost of the Olympics</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IN MOSTRA A MILANO: DIALOGO NEL BUIO</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 11:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Balestrieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative, mostre ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ciechi]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo nel buio]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordo solo ora che il sole è caldo, e si sente! Se ci bendassimo fino a non vedere da dove viene la luce saremmo in grado di capire dove è il sole? Non è poi una domanda così scontata. Scopro solo ora che i nostri sensi sono addormentati, troppo facilitati dalla tecnologia, dall’informazione e dalle comodità. Tornando ad uno stadio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12408" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/09/rene_magritte_010_gli_amanti_1928.jpg"><img class="size-full wp-image-12408" title="rene_magritte_010_gli_amanti_1928" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/09/rene_magritte_010_gli_amanti_1928.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">René Magritte - Gli amanti - 1928</p></div>
<p>Ricordo solo ora che il sole è caldo, e si sente! Se ci bendassimo fino a non vedere da dove viene la luce saremmo in grado di capire dove è il sole? Non è poi una domanda così scontata.</p>
<p>Scopro solo ora che i nostri sensi sono addormentati, troppo facilitati dalla tecnologia, dall’informazione e dalle comodità. Tornando ad uno stadio primitivo scopriamo un mondo che ci è del tutto estraneo.<strong> </strong></p>
<p><strong>Un passo, ancora un altro.. Attento con quel bastone! Ma siamo tutti appiccicati?</strong></p>
<p>Poche persone arrivate qui per mettersi nei panni di un non vedente e capire come ci si arrangia nella vita di tutti i giorni.</p>
<p>Anzi più che questo direi che è una prova personale, per capire se i nostri 4 sensi rimanenti ci assistono, se saremmo in grado di palpare (perché di questo di tratta) una superficie fino a capire che è una macchina, se saremmo in grado di non cadere in un torrente sentendone il rumore.</p>
<p>Riparto da capo e vi spiego dove siamo.</p>
<p><strong>Oggi percorriamo “Dialogo nel buio”, una mostra all’Istituto dei ciechi di Milano dove si compie un percorso in totale assenza di luci, accompagnati da guide non vedenti.</strong></p>
<p>La guida si prenota perché è necessario essere in pochi e essere guidati attentamente nel percorso.</p>
<p>Noi oggi siamo in quattro e ci troviamo comunque a scontrarci l’uno contro l’altro con goffaggine.</p>
<p>All’entrata ci vengono dati i bastoni per ciechi, non ci si rende conto della loro effettiva necessità finché il buio non ci entra dentro.</p>
<p><strong>Si spengono le luci, rimangono le voci, l’istinto e le sensazioni.</strong></p>
<p>Una parlata dolce e lenta ci rassicura: “Non vi preoccupate se siete disorientati, io in questo momento sono come voi, solo che ho già imparato il percorso! Siete in quattro vero? Ho sentito il suono dei vostri passi vicino alla parete”.</p>
<p>Se ci fosse una telecamera ad infrarossi ci coglierebbe attaccati l’uno all’altro con una mano appoggiata alla parete più vicina, mentre ci concentriamo per vedere sei i nostri occhi captano una lucina, anche solo una variazione di oscurità.. Niente, questo percorso è fatto proprio bene!</p>
<p><strong>Non rimane che fidarsi</strong> del fatto che non ci siano pericoli, conosci che questa non è la reale dimensione dei ciechi ma è un cammino di gommapiuma creato apposta per noi che siamo non vedenti alle prime armi.</p>
<p>Veniamo portati in ambienti diversi, in situazioni diverse, arrivo perfino a salire su una barca e mi stringo forte al parapetto perché non voglio cadere in acqua.</p>
<p>Chiedo alla mia guida se è consapevole di avere gli altri quattro sensi molto più “attenti” dei nostri che in fondo vivono un pò assopiti nel predominio della vista.</p>
<p>Mi viene risposto che la necessità di cavarsela attiva subito le nostre sensazioni e che anche noi visitatori dopo una sola ora di buio ce la caviamo meglio che all’entrata.</p>
<p>Mi rendo conto che riesco anche a riconoscere il mio amico tra gli altri due, anche senza che parli, dai passi, dalle movenze, da piccole cose.</p>
<p>Tornano le luci, usciamo dalla dimensione del sogno, tutti stropicciamo gli occhi, tranne la nostra guida…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>NUOVO LOOK PER I POSTER CINEMATOGRAFICI</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 08:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[CINEMATOGRAFICI]]></category>
		<category><![CDATA[graphic design]]></category>
		<category><![CDATA[POSTER]]></category>

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		<description><![CDATA[Curiosando qua e là sui blog che parlano di graphic design (un ringraziamento speciale va a DesignerBlog.it che è una fonte inesauribile di spunti e notizie fresche) mi sono imbattuta in questi poster cinematografici dal sapore retrò e squisitamente minimali. Mi hanno subito incuriosito e ho voluto saperne un po&#8217; di più a riguardo. L&#8217;artista che li ha pensati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Curiosando qua e là sui blog che parlano di <strong>graphic design</strong> (un ringraziamento speciale va a <a href="http://www.designerblog.it/">DesignerBlog.it</a> che è una fonte inesauribile di spunti e notizie fresche)  mi sono imbattuta in questi poster cinematografici dal sapore retrò e  squisitamente minimali. Mi hanno subito incuriosito e ho voluto saperne  un po&#8217; di più a riguardo. L&#8217;artista che li ha pensati e realizzati si  chiama <strong>Hexagonall</strong> e il suo progetto è circoscritto alla filmografia del  grande maestro cinematografico <strong>Tim Burton</strong>. Hexagonall ha disegnato 18  locandine e queste sono solo un piccolo esempio dei suoi lavori. Per  curiosare tra i suoi lavori potete andare qui: <a href="http://hexagonall.com/blog/">http://hexagonall.com/blog/</a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/00batman.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12049" title="00batman" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/00batman.jpg" alt="" width="421" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/08.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12050" title="08" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/08.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Ho deciso di proseguire la mia ricerca riproponendomi di trovare altri graphic designer che avessero realizzato progetti simili e, ho scoperto, <strong>pare che sia nata una vera e propria moda</strong>. Non è stato poi così difficile trovare altri esempi!</p>
<p>Di genere molto diverso i lavori di <strong>Viktor Hertz</strong>, che ha pensato di utilizzare per i suoi poster le icone grafiche tipiche della segnaletica, che regalano alle locandine uno stile interessante e spesso ironico.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/01.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12059" title="01" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/01.jpg" alt="" width="423" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/02.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12061" title="02" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/02.jpg" alt="" width="423" height="300" /></a></p>
<p>Trovate questo ed altri suoi lavori a questo link: <a href="http://viktorhertz.carbonmade.com/">http://viktorhertz.carbonmade.com/</a></p>
<p>Mantiene vivo lo stile minimalista anche il graphic designer americano <strong>Kyle Tezak</strong>, che decide di stupirci riuscendo a condensare il succo di alcuni film in 4 icone, che rendono benissimo l&#8217;idea dello sviluppo della trama del film in questione. Sia le linee che i colori sono scelti e disegnati con cura, facendo sì che il risultato finale diventi un ottimo esempio di <strong>grafica contemporanea</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/lebowskiv1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12064" title="lebowskiv1" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/lebowskiv1.jpg" alt="" width="523" height="300" /></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/romeojuliet1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12065" title="romeojuliet1" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/romeojuliet1.jpg" alt="" width="523" height="300" /></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/20011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12066" title="20011" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/20011.jpg" alt="" width="523" height="300" /></a>Vissuta come una vera e propria sfida personale, Kyle Tezak decide di chiamare il progetto <a href="http://www.kyletezak.com/design/the-four-icon-challenge/">The four icon challenge</a>, al cui link trovate la serie completa (è anche in vendita).</p>
<p>Altro contributo allo stile minimal è quello dato da <strong>Christian Jackson </strong>che cambia leggermente l&#8217;argomento dei suoi poster. Invece che dal cinema, si lascia ispirare dalle favole, dai classici della letteratura raccontati ai bambini che lui reinterpreta estrapolando un dettaglio della storia e rendendolo l&#8217;unico elemento visivo e descrittivo del poster.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/05.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12081" title="05" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/05.jpg" alt="" width="408" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/04.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12079" title="04" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/04.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Torniamo all&#8217;ispirazione cinematografica con le locandine pensate dall&#8217;illustratore e fotografo californiano <strong>David Lopez</strong>, che si cimenta nella sfida di descrivere graficamente i film premiati agli Oscar 2011, quando questi sono ancora poco conosciuti dal pubblico. Il risultato è un tipo di locandina chiara ed essenziale che, per chi ha visto i film descritti, risulta calzante.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/1MinimalismOscarPosters.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12087" title="1MinimalismOscarPosters" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/1MinimalismOscarPosters.jpg" alt="" width="416" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/1MinimalismOscarPosters.jpg"></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/06.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12090" title="06" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/06.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Infine, come ultimo esempio, propongo i poster di <strong>Mr. Shabba</strong>, illustratore inglese il cui vero nome è <strong>Dean Walton</strong>. Il suo stile, pur rimanendo semplice e ipo-decorativo, varia leggermente da quello utilizzato dai designer precedenti, e ricorda più un dipinto che un vero e proprio poster cinematografico. Le sue locandine sono in vendita a questo sito: <a href="http://shop.mrshabba.com/">http://shop.mrshabba.com/</a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/aaaeternalsunshineofthespotlessmindposter.jpg"></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/aaaeternalsunshineofthespotlessmindposter1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12092" title="aaaeternalsunshineofthespotlessmindposter" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/aaaeternalsunshineofthespotlessmindposter1.jpg" alt="" width="421" height="300" /></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/03.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12093" title="03" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/07/03.jpg" alt="" width="424" height="300" /></a></p>
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		<title>LA POESIA METROPOLITANA DI ROBERT MONTGOMERY</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 15:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Metropolitana]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[robert montgomery]]></category>

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		<description><![CDATA[Robert Montgomery, artista londinese pluriesposto nelle gallerie di tutto il mondo (per citarne solo alcune: Trasmission Gallery a Glasgow, The Margaret Thatcher Project a New York, Nuke Gallery a Parigi, The Contemporary Art Museum a Houston) si autodefinisce erede della tradizione poetica e melanconica del Post-Situazionismo. Del Situazionismo, movimento artistico di origini anarchico-marxiste, riprende effettivamente il concetto base che, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Robert Montgomery</strong>, artista londinese pluriesposto nelle gallerie di tutto il mondo (per citarne solo alcune: Trasmission Gallery a Glasgow, The Margaret Thatcher Project a New York, Nuke Gallery a Parigi, The Contemporary Art Museum a Houston) si autodefinisce erede della tradizione poetica e melanconica del <strong>Post-Situazionismo</strong>. Del Situazionismo, movimento artistico di origini anarchico-marxiste, riprende effettivamente il concetto base che, in parole semplici, è quello di integrare l&#8217;arte all&#8217;architettura urbana in modo da creare &#8220;situazioni&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/Old-St-Billboard-2-Best-One-Adjusted-leveled.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10680" title="*Old St Billboard 2 Best One Adjusted-leveled" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/Old-St-Billboard-2-Best-One-Adjusted-leveled.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Robert Montgomery si riappropria dell&#8217;idea di <strong>integrare l&#8217;opera d&#8217;arte alla città</strong> con la serie <em>Recycled Sunlight Pieces</em> e la serie <em>Words in the city at night</em>. Queste due collane di opere raccolgono al loro interno numerose scritte ed insegne che l&#8217;artista installa, illegalmente, all&#8217;interno degli spazi pubblicitari che punteggiano la città. I testi non sono solo delle poesie ma anche delle frasi che vogliono indurre chi legge a <strong>riflettere sull&#8217;inconscio collettivo e sull&#8217;esistenza</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/The-Trees-are-Arranged-Best-One-low-res-web.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10684" title="The Trees are Arranged Best One low res web" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/The-Trees-are-Arranged-Best-One-low-res-web.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Le insegne luminose, affisse a palazzi o in mezzo alle città, immagazzinano la luce solare durante il giorno per poi trasformarla in elettricità la sera e potersi illuminare autonomamente, grazie ad un sistema di <strong>pannelli solari</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/De-La-Warr-Pavilion-Installation-filtered.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10681" title="De La Warr Pavilion Installation-filtered" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/De-La-Warr-Pavilion-Installation-filtered.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Un altro progetto di Robert Montgomery prevede invece lo smantellamento di insegne già esistenti e il loro <strong>assemblaggio ex novo</strong>. In questo modo l&#8217;artista da origine a scritte insolite che vengono, anche in questo caso, posizionate nello spazio urbano in modo che i passanti si accorgano di esse.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/shapeimage_7.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-10685" title="shapeimage_7" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/shapeimage_7.png" alt="" width="600" height="300" /></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/shapeimage_6.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-10687" title="shapeimage_6" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/shapeimage_6.png" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
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		<title>TAMARA DE LEMPICKA, LA REGINA DEL MODERNO A ROMA</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Arte moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Tamara de Lempicka]]></category>
		<category><![CDATA[Vanity Fair]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 3 luglio 2011 la mostra &#8220;Tamara de Lempicka. La regina del moderno&#8221; è ospite al Vittoriano, a Roma. Ho avuto la possibilità di vedere l&#8217;allestimento e consiglio caldamente a tutti quelli che riescono di farci un salto. La mostra ripercorre la carriera di questa eroina dell&#8217;arte moderna, dai suoi inizi al suo apice, fino alla sua uscita dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino al 3 luglio 2011 la mostra <em>&#8220;Tamara de Lempicka. La regina del moderno&#8221;</em> è ospite al Vittoriano, a Roma. Ho avuto la possibilità di vedere l&#8217;allestimento e consiglio caldamente a tutti quelli che riescono di farci un salto.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/tamara-de-lempicka1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10551" title="tamara-de-lempicka1" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/tamara-de-lempicka1.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p>La mostra ripercorre la carriera di questa eroina dell&#8217;<strong>arte moderna</strong>, dai suoi inizi al suo apice, fino alla sua uscita dai salotti mondani. Nata ufficialmente a Mosca nel 1899, mentre lei diceva invece di essere nata a Varsavia nel 1902, proviene da una famiglia aristocratica russa. La persona a lei più vicina è sicuramente la nonna Clementine, che la accompagna in numerosi viaggi nel Sud dell&#8217;Europa, in <strong>Italia</strong> e in <strong>Francia</strong>. Qui si accosta pur giovanissima all&#8217;arte, che diventa la sua passione principale e successivamente la professione che la porta ad un travolgente successo.</p>
<div id="attachment_10549" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/Tamara-De-Lempicka-Ritratto-di-bambina-col-suo-orsacchiotto-1922005.JPG.display.jpg"><img class="size-medium wp-image-10549" title="Tamara De Lempicka Ritratto di bambina col suo orsacchiotto 1922005.JPG.display" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/Tamara-De-Lempicka-Ritratto-di-bambina-col-suo-orsacchiotto-1922005.JPG.display-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio di &quot;Ritratto di una bambina con il suo orsacchiotto&quot;, 1922 ca</p></div>
<p>La mostra si apre con dei pannelli esplicativi sullo stile artistico innovativo dell&#8217;artista, che rendono chiaro allo spettatore cosa ha reso Tamara de Lempicka la famosa artista che era (e che è tuttora). Il suo tratto, così <strong>geometrico</strong> e rigoroso, richiama vagamente il primo <strong>cubismo</strong> ed il <strong>futurismo</strong>, che la de Lempicka personalizza rendendo i suoi quadri unici e facilmente riconoscibili al grande pubblico. Pennellate piene, colori sfumati ad arte, forme erculee e volumi si susseguono nelle quattro sale del Vittoriano che fanno da sfondo alle opere.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/pg_tdl39.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10550" title="pg_tdl39" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/pg_tdl39.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p><strong>Sua modella preferita era la figlia Kizette</strong>, avuta con il conte e avvocato polacco Tadeus Lempicki nel 1916, quando lei era ancora giovanissima. La bimba, dapprima svogliata di posare continuamente e per lunghe ore per la madre, si abitua poi all&#8217;idea e si presenta in pose sempre più ammiccanti e partecipi.</p>
<p>Tamara de Lempicka comincerà ad essere ossessionata anche da altre modelle: dapprima <strong>Ira Perrot</strong>, con la quale visita l&#8217;Italia di nuovo e con cui inizia una relazione sentimentale, poi <strong>Rafaëla</strong>, la prostituta che Tamara incontra nel 1927 a Parigi e con cui realizza alcuni dei suoi più noti dipinti come <strong>&#8220;La tunica rosa&#8221;</strong> e &#8220;<strong>La bella Rafaëla&#8221;</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/La-bella-Rafaëla-1927-di-Tamara-de-Lempicka-Foto-4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10553" title="La-bella-Rafaëla-1927-di-Tamara-de-Lempicka-Foto-4" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/La-bella-Rafaëla-1927-di-Tamara-de-Lempicka-Foto-4.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p>Negli anni &#8217;20 e &#8217;30 Tamara de Lempicka si gode la vita da star che il successo le ha portato: sperimenta droghe e trasgressioni, posa come una vera diva per riviste  come &#8220;<strong>Vanity Fair</strong>&#8221; ed espone assiduamente alle principali esposizioni francesi. Il suo successo e la sua vita senza freni la rendono ricca ed affermata, una vera e propria icona della modernità.</p>
<p><em>&#8220;Cerco di vivere e di creare in modo tale da imprimere sia alla mia vita sia alle mie opere il marchio dei tempi moderni.&#8221;</em></p>
<p>Pian piano nello sfondo dei suoi celebri ritratti ecco che compaiono allora i simboli di questa modernità: <strong>palazzi, grattacieli, cornette del telefono, automibili, &#8230;</strong></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/Autoritratto-Tamara-De-Lempicka.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10559" title="Autoritratto-Tamara De Lempicka" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/Autoritratto-Tamara-De-Lempicka.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/Tamare-de-Lempicka-04.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10560" title="Tamare-de-Lempicka-04" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/Tamare-de-Lempicka-04.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a></p>
<p>Ma la fortuna ed il successo durarono solo pochi anni: già attorno al 1950 e successivamente negli anni &#8217;60, le opere di Tamara de Lempicka sono considerate poco innovative e non riscuotono un favore positivo dalla critica. Tamara esce quindi dai salotti, si isola e cambia il suo stile. Si dedica a numerose <strong>nature morte</strong>, a quadri <strong>tromp l&#8217;oeil</strong> e parallelamente ripropone di quando in quando dei ritratti, che non hanno però la verve dei quadri precedenti.</p>
<div id="attachment_10564" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/70.jpg"><img class="size-full wp-image-10564" title="70" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/70.jpg" alt="" width="600" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio di &quot;Brocca su una sedia I&quot;, 1941 </p></div>
<p>L&#8217;artista muore a Cuernavaca, in Messico, nel 1980 circondata da amici ed artisti. Le sue ceneri sono state gettate nel cratere del vulcano Popocatèpetl, come lei stessa aveva espressamente chiesto: un&#8217;uscita da vera diva, quale lei era.</p>
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		<title>FUORISALONE: UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI MILANO</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 13:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Design - L'Industria dello Stile]]></category>
		<category><![CDATA[fuorisalone]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Mutant Architecture e Design]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[settimana del design]]></category>
		<category><![CDATA[università degli studi]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni anno Interni (magazine che approfondisce il mondo del design) ha allestito un evento per la settimana del design milanese. Il tema di quest&#8217;anno è intitolato Mutant Architecture&#38;Design e per l&#8217;occasione è stato chiesto a famosi architetti e designer di creare ciascuno un&#8217;opera che ne rispecchiasse l&#8217;argomento, facendo riflettere sul trasformismo e sull&#8217;adattibilità delle città contemporanee. Il risultato è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno Interni (magazine che approfondisce il mondo del design) ha allestito un evento per la settimana del design milanese. Il tema di quest&#8217;anno è intitolato <strong>Mutant Architecture&amp;Design </strong>e per l&#8217;occasione è stato chiesto a famosi architetti e designer di creare ciascuno un&#8217;opera che ne rispecchiasse l&#8217;argomento, facendo riflettere sul <strong>trasformismo</strong> e sull&#8217;<strong>adattibilità</strong> delle città contemporanee.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/interni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9911" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/interni.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Il risultato è stato un corposo allestimento all&#8217;interno dei cortili  dell&#8217;<strong>Università degli Studi di Milano</strong>, che conta una quindicina di nomi  molto importanti e conosciuti nel campo del design.</p>
<p>Tra loro Zaha Hadid, architetto e designer irachena che vive a Londra (è stata la prima donna a vincere il Premio Pritzker per l&#8217;architettura) ha realizzato l&#8217;opera <strong>Twirl</strong>, le cui le onde fluide che convergono al centro interpretano l&#8217;idea di <strong>movimento e mutazione</strong>. L&#8217;installazione diventa &#8220;dinamica&#8221; con lo spostarsi dello sguardo dello spettatore nel seguire le linee (lastre di ceramica) che la formano. Purtroppo l&#8217;opera è  durata molto poco perchè ne è crollata una parte a causa del forte vento che ha inaugurato la settimana del Fuorisalone, lasciandone in piedi solo un lato.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/2N2E7607.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9914" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/2N2E7607.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p><object width="500" height="281"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8cb3PoRzS_w?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8cb3PoRzS_w?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il designer francese Gwenael Nicolas, in collaborazione con Deborah Milano, ha allestito in un cortile interno dell&#8217;Università l&#8217;opera <strong>Suspended Colors</strong>, circondata dalle sagome del rossetto emblema della casa cosmetica. Di notte l&#8217;installazione si illumina di colori cangianti e, per la leggerezza data dagli archi flessibili che formano una spirale ed arrivano fino a terra, si muove con il vento diventando una sorta di essere vivente a cui appartiene il concetto stesso di <strong>mutevolezza e movimento</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/2N2E7641.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9923" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/2N2E7641.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Due progetti interamente italiani sono quelli firmati da Michele De Lucchi e Carlo Colombo.</p>
<p>Il primo ha realizzato &#8220;<strong>Pensando l&#8217;Aquila</strong>&#8220;, che riprende le strutture in legno usate in Abruzzo per sostenere gli edifici colpiti dal sisma di due anni fa. &#8220;Tutto è immobile, le persone vivono private della loro quotidianeità, in una città che è il ricordo della città di prima&#8221;, queste le parole di De Lucchi per descrivere l&#8217;Aquila dopo il terremoto. E ancora: &#8220;La sorpresa di trovare tanta delicatezza in un&#8217;opera creata in una situazione di emergenza meritava si essere raccontata a tutti.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/Michele-De-Lucchi-800x736.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9926" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/Michele-De-Lucchi-800x736.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Il secondo, Carlo Colombo, ha progettato una <strong>Green Tower</strong>, cioè una torre in legno con giardini verticali, composta da parallelepipedi sovrapposti e sfalsati, che regalano un effetto ottico di <strong>dinamismo e movimento</strong>. Nelle pareti interne sono presenti dei giardini verticali, allestiti in collaborazione con aziende che da sempre sono votate all&#8217;ecosostenibilità, come la <strong>Stratex</strong> e la <strong>Compagnia del Verde</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/interni2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9930" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/interni2.jpg" alt="" width="300" height="600" /></a></p>
<p>L&#8217;ultimo progetto che ho trovato interessante è l&#8217;opera di Anders Warming, designer che guida lo sviluppo della macchina Mini, che pone l&#8217;attenzione sulla trasformazione che ha avuto questa macchina dai suoi primi modelli fino ad oggi. L&#8217;installazione <strong>Mini Sintesi</strong> è quindi composta da 5 modelli di Mini inglobati l&#8217;uno nell&#8217;altro: la pima Mini è il cuore dell&#8217;opera, da cui si intrecciano macchine delle generazioni successive.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/andrewarmingmini05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9933" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/andrewarmingmini05.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p><object width="500" height="281"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Cvp-qwWm4J0?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Cvp-qwWm4J0?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="281" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>SALONE DEL MOBILE E FUORISALONE 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 10:08:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
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		<description><![CDATA[Milano è pronta a vivere anche quest&#8217;anno la serie di eventi e relativa confusione legata al mondo del design e dell&#8217;arredamento. Il Salone del Mobile e Fuorisalone sono iniziati ieri per concludersi domenica: dal 12 al 17 aprile. Reduce dal Fuorisalone dello scorso anno con piedi doloranti e stanchezza da ottuagenario in corpo, ho capito che non c&#8217;è miglior sordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano è pronta a vivere anche quest&#8217;anno la serie di eventi e relativa confusione legata al mondo del design e dell&#8217;arredamento. Il <strong>Salone del Mobile</strong> e <strong>Fuorisalone</strong> sono iniziati ieri per concludersi domenica: dal 12 al 17 aprile.</p>
<p>Reduce dal Fuorisalone dello scorso anno con piedi doloranti e stanchezza da ottuagenario in corpo, ho capito che non c&#8217;è miglior sordo di quello che non vuole sentire. Anche quest&#8217;anno infatti mi sono presentata all&#8217;appello provvista solo di ballerine (per giunta bucate) magliettina leggera in risposta al sole estivo e borsa di grande capienza per essere riempita, pronta a scattare foto e piena di entusiasmo. Peccato che il sole abbia abbandonato velocemente il campo per lasciare spazio ad un interminabile acquazzone (<em>Salone bagnato, Salone fortunato?</em>), che il buco nelle ballerine le abbia rese velocemente due piscine itineranti e che la borsa fosse troppo piccola per contenere tutte le cartoline, pagine e pile di fogli che avrei voluto portare via con me.</p>
<p>Il giro è iniziato da zona Lambrate, via Ventura, via Massimiano e via Sbodio, e cioè la parte di Fuorisalone che l&#8217;anno scorso non ero riuscita a visitare.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1030.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9767" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1030-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_10361.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9769" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_10361-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1034.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9770" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1034-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1045.jpg"></a></p>
<p>Quest&#8217;anno, ricordandomi dei <strong>commenti positivi </strong>di persone che invece  l&#8217;avevano vista, ho voluto cominciare proprio da qui. Consiglio  caldamente di farci un giro a chi ha voglia di allontanarsi per un po&#8217;  dalla confusione di zona Tortona e rifugiarsi in un angolo tranquillo  che offre buoni <strong>esempi di design</strong> provenienti da tutto il mondo.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1045-e1302687100342.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9771" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1045-e1302687100342-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1047.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9772" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1047-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Tra i vari designer che espongono segnalo Castor design (sul cui terrazzo si può fare una pausa e giocare, all&#8217;interno di una piccola casa-serra, a <strong>hockey da tavolo</strong>), Laikingland (le cui sculture-oggetto interattive sono molto divertenti e da cui si potrà avere l&#8217;onore di farsi porgere un anello di fidanzamento con diamante vero annesso da un braccio robotico), <strong>Central Saint Martins College of Art and design e The Swedish school of textiles, smart textiles</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1048.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9773" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1048-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1039.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9775" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1039-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Verso sera, a Lotto, c&#8217;è stata la presentazione da parte del gruppo del Sole 24 Ore del libro che uscirà prossimamente in onore di <strong>Gio Ponti</strong>. Per l&#8217;occasione sono stati invitati vari designer ed architetti ad una tavola rotonda, per discutere del significato del design al giorno d&#8217;oggi. Presenti fin da subito Andrea Branzi, Fulvio Irace, Fabio Novembre e Stefano Giovannoni che hanno iniziato un botta e risposta sul significato dell&#8217;<strong>artigianato</strong>, sulla figura dell&#8217;<strong>archistar</strong> e del <strong>designer</strong> che diventa icona dei suoi prodotti. Discorso continuato con disinvoltura dai ritardatari Alessandro Mendini e Mario Bellini, mentre un timido (?) Enzo Mari ha voluto rimanere in platea non unendosi alla discussione con gli altri colleghi. Un simpatico ed interessante Irace ha risvegliato l&#8217;interesse del pubblico, anche grazie all&#8217;aiuto di Mendini e Bellini e al capro espiatorio Novembre, sbeffeggiato e deriso con simpatia dai senior designer presenti sul palco.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1052.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9776" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/IMG_1052-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>SCULTURE DI SUONI E COLORI PER CANON PIXMA</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 09:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[bringing colour to life]]></category>
		<category><![CDATA[canon pixma]]></category>
		<category><![CDATA[colore]]></category>
		<category><![CDATA[dentsu]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[MACRO]]></category>
		<category><![CDATA[sound art]]></category>
		<category><![CDATA[suono]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo studio creativo giapponese Dentsu (con sede anche a Londra) ha ideato una campagna pubblicitaria per la nuova stampante Canon Pixma il cui impatto visivo non lascia indifferenti. &#8220;Bringing colour to life&#8220;, così è chiamata la campagna, punta tutto il suo messaggio nell&#8217;ottima qualità di stampa dei colori di questa nuova stampante. Dentsu si è affiancata al fotografo Linden Gledhill, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio creativo giapponese <strong>Dentsu</strong> (con sede anche a Londra) ha ideato una campagna pubblicitaria per la nuova stampante <strong>Canon Pixma</strong> il cui impatto visivo non lascia indifferenti. &#8220;<strong>Bringing colour to life</strong>&#8220;, così è chiamata la campagna, punta tutto il suo messaggio nell&#8217;ottima qualità di stampa dei colori di questa nuova stampante.</p>
<p>Dentsu si è affiancata al fotografo <strong>Linden Gledhill</strong>, specializzato in fotografia macro, per creare una serie di sculture di colore che nascono dalle <strong>vibrazioni sonore</strong>. Le fotografie sono state realizzate coprendo una piccola cassa acustica con una membrana, su cui vengono posate delle <strong>gocce di colore puro</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d31.jpg"><img class="size-full wp-image-8087 aligncenter" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d31.jpg" alt="" width="500" height="323" /></a></p>
<p>Una volta azionato l&#8217;audio, le vibrazioni del suono fanno <strong>saltare</strong> il colore, creando <strong>micro esplosioni</strong> in cui i colori puri si fondono.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d5.jpg"><img class="size-full wp-image-8088 aligncenter" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d5.jpg" alt="" width="500" height="374" /></a></p>
<p>Una telecamera <strong>high-speed</strong> ed una macchina fotografica fissa, montate su un carrello circolare, catturano le immagini al millesimo di secondo girando molto velocemente attorno alle sculture di colore in modo da averne una visione totale, da tutte le angolazioni possibili.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d7.jpg"><img class="size-full wp-image-8090 aligncenter" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d7.jpg" alt="" width="500" height="317" /></a></p>
<p>Facendo esperimenti con diversi suoni e livelli di volume, si creano <strong>sculture</strong> sempre diverse.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d1.jpg"><img class="size-full wp-image-8089 aligncenter" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d1.jpg" alt="" width="500" height="380" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d2.jpg"><img class="size-full wp-image-8091 aligncenter" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/d2.jpg" alt="" width="500" height="392" /></a></p>
<p>Seguendo questo link è visibile il video che spiega la realizzazione del lavoro ed il dietro le quinte:</p>
<p><a href="http://vimeo.com/14955603" target="_blank">http://vimeo.com/14955603</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LE VISIONI DI KEVIN COOLEY</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[aereoporto]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Islanda]]></category>
		<category><![CDATA[kevin cooley]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[photo]]></category>
		<category><![CDATA[uomo]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[Fotografo e solo più recentemente videoartista, Kevin Cooley è portatore sano di una qualità di cui non tutti gli artisti sono dotati: la capacità di comunicare una visione significativa della realtà. Dalle sue fotografie e dai suoi video si nota una costante ricerca del rapporto uomo-natura, spesso spinto ai suoi estremi: uomini aliena(n)ti che guardano un infinito realmente sconfinato, avvolti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fotografo e solo più recentemente videoartista, <strong>Kevin Cooley</strong> è portatore sano di una qualità di cui non tutti gli artisti sono dotati: la capacità di comunicare una visione significativa della realtà. Dalle sue fotografie e dai suoi video si nota una costante ricerca del <strong>rapporto uomo-natura</strong>, spesso spinto ai suoi estremi: uomini aliena(n)ti che guardano un infinito realmente sconfinato, avvolti in un&#8217;atmosfera paranormale. Che la fotografia sia ambientata a Parigi, in un qualche paesino sperduto del Messico, in un aereoporto o nell&#8217;innevata e deserta Islanda, la sensazione che ci assale è sempre di una pacata malinconia, di un silenzio inquietante, magnetico, che ti àncora al suo interno alla ricerca di una forma, una traccia, un accenno umano.</p>
<p>Sotto, alcune foto tratte dalla serie Iceland:</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/iceland01.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7043" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/iceland01-300x236.jpg" alt="iceland01" width="300" height="236" /></a>-<a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/iceland02.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7046" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/iceland02-300x236.jpg" alt="iceland02" width="300" height="236" /></a></p>
<p>Kevin Cooley ha vissuto nei suoi ultimi 12 anni a <strong>New York City</strong>, anche se in realtà la sua passione ed il suo lavoro lo portano ad essere sempre in giro per il mondo, macchina fotografica alla mano. Egli è conosciuto maggiormente per i suoi <strong>paesaggi notturni urbani</strong>, in cui utilizza diverse sorgenti di luce, per ricreare una sensazione dis-umana.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/bateaux_mouches03.jpg"><img class="size-medium wp-image-7058 aligncenter" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/bateaux_mouches03-300x236.jpg" alt="bateaux_mouches03" width="300" height="236" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/bateaux_mouches10.jpg"><img class="size-medium wp-image-7059 aligncenter" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/bateaux_mouches10-300x236.jpg" alt="bateaux_mouches10" width="300" height="236" /></a></p>
<p>Uomo e natura sono i suoi principali soggeti di analisi: in una <strong>visione tipicamente romantica </strong>l&#8217;uomo è posto in rapporto impari con la natura, che lo sovrasta, rendendolo una piccola, infinitesima parte di un universo ben più grande e complesso.</p>
<div id="attachment_7048" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/lights_edge3.jpg"><img class="size-medium wp-image-7048" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/lights_edge3-300x236.jpg" alt="Lights Edge" width="300" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">Lights Edge</p></div>
<div id="attachment_7049" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/lights_edge7.jpg"><img class="size-medium wp-image-7049" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/lights_edge7-300x236.jpg" alt="Lights Edge" width="300" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">Lights Edge</p></div>
<p>In un&#8217;intervista per <strong>Redux Pictures</strong>, Kevin Cooley spiega come il suo lavoro sia nato prima con lavori personali, per poi ricevere proposte da clienti anche molto importanti quali Conde Nast Portfolio, Details, GQ, New York Magazine, Sonyed il New York Times Magazine che gli chiedevano di ricreare le stesse atmosfere che avevano visto nelle sue fotografie.</p>
<div id="attachment_7056" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/nachtflug01.jpg"><img class="size-medium wp-image-7056" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/nachtflug01-300x236.jpg" alt="Nachtflug" width="300" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">Nachtflug</p></div>
<div id="attachment_7057" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/untitled01.jpg"><img class="size-medium wp-image-7057" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/untitled01-300x200.jpg" alt="Untitled" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Untitled</p></div>
<p>Le sue fotografie sono attraversate da luci e da atmosfere luminose, ricreate con <strong>esposizioni molto lunghe</strong> che però sembrano voler mostrare l&#8217;immobilità più che il movimento. Per questo forse Cooley si è intressato al video, non più solo una ricerca artistica nello spazio, ma anche nel tempo.</p>
<p>I video sono visibili sul suo sito personale: <a href="http://www.kevincooley.net/videos/video_01.html" target="_blank">www.kevincooley.com</a></p>
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		<title>OLIMPIADI LONDRA 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 14:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camilla Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[logo]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Mandeville]]></category>
		<category><![CDATA[mascotte]]></category>
		<category><![CDATA[olimpiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Wenlock]]></category>

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		<description><![CDATA[Mancano ancora 2 anni alle Olimpiadi che si svolgeranno a Londra, nel 2012 appunto, ma si è già sentito molto parlare di questo evento. Tra la creazione del logo, la costruzione di uno stadio avvenieristico, la nascita delle mascotte (Wenlock e Mandeville), la pubblicazione on-line del sito ed ora l&#8217;uscita dei francobolli dedicati ai Giochi Olimpici, sono state sollevate molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano ancora 2 anni alle <strong>Olimpiadi</strong> che si svolgeranno <strong>a Londra, nel 2012</strong> appunto, ma si è già sentito molto parlare di questo evento.</p>
<p>Tra la creazione del logo, la costruzione di uno stadio avvenieristico, la nascita delle mascotte <em>(Wenlock e Mandeville)</em>, la pubblicazione on-line del sito ed ora l&#8217;uscita dei francobolli dedicati ai <strong>Giochi Olimpici</strong>, sono state sollevate molte questioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/square2.jpg"></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/square2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6996" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/square2.jpg" alt="square2" width="550" height="320" /></a></p>
<p>Ma andiamo con calma.</p>
<p>Già a partire dalla presentazione del <strong>logo</strong>, che in genere crea grandi aspettative di per sè ed in questo caso ancora di più, dal momento che Londra è una delle capitali della creatività più florida oggigiorno, pare proprio che quest&#8217;anno i lavori non siano stati accolti con entusiasmo.</p>
<p>Inoltre è stata anche aperta una <strong>petizione</strong> on-line (su www.gopetition.co.uk) per far sì che l&#8217;agenzia grafica che se ne è occupata (<span style="font-size: 100%;">Wolff Olins</span>) cambiasse il logo, raggiungendo quasi <strong>50.000 firme di consenso</strong>.</p>
<p><span style="font-size: 100%;">Il comunicato del presidente del comitato organizzatore,<em> Sebastian Coe</em>, recita:</span><span style="font-size: 100%;"> &#8220;<em>Il nuovo emblema olimpico è basato sul numero  2012 &#8211; l&#8217;anno dei Giochi &#8211; e include i cerchi olimpici, uno dei simboli  più conosciuti al mondo, e la parola &#8216;London&#8217;, la città più varia del  mondo. [...] </em></span><span style="font-size: 100%;"><em>Il nuovo emblema è  dinamico, moderno e flessibile, e riflette un mondo ingegnoso in cui le</em></span><span style="font-size: 100%;"><em> persone, soprattutto i  giovani, non si indentificano più in loghi statici, ma in immagini  dinamiche che funzionano con le nuove tecnologie e attraverso le reti di  media tradizionali e nuovi.</em>&#8220;</span></p>
<p><span style="font-size: 100%;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/olympics_logo.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-6999" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/olympics_logo.gif" alt="olympics_logo" width="450" height="250" /></a>Difatti la declinazione dei <strong>colori</strong> dovrebbe proprio assecondare l&#8217;idea di un logo dinamico, che muta e si trasforma senza annoiare mai chi lo guarda, aggiungendo la possibilità di &#8220;personalizzarsi&#8221; maggiormente rispetto ad un logo unico. </span></p>
<p><span style="font-size: 100%;">Che piaccia o che non piaccia, a mio parere, rimane una questione puramente estetica. La parte interessante da vedere è se questo logo funziona, se effettivamente esprime ciò che ci si era promessi, se <strong>rispecchia l&#8217;identità</strong> di Londra e se risponde alle specifiche tecniche a cui un logo è soggetto (come la riproducibilità in bianco e nero o in piccole dimensioni). Ed è come se in questo caso il logo fosse stato realizzato in modo da essere carino, piacevole nei colori, con <strong>forme coraggiose e contemporanee</strong>, ma la giustificazione del perché sia stato pensato proprio così, sia in realtà arrivata postuma.</span></p>
<p><span style="font-size: 100%;">Da poco (allo scoccare degli 800 giorni all&#8217;inizio delle Olimpiadi) sono arrivate le <strong>mascotte</strong>: </span><em>Wenlock e Mandeville</em>. Nate poeticamente da due gocce del metallo fuso che è servito per costruire lo Stadio Olimpico, le due mascotte prendono vita e ci salutano in groppa ad un doppio arcobaleno. Qui il video che presenta ufficialmente la loro nascita:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=KatN365jaBg">http://www.youtube.com/watch?v=KatN365jaBg</a></p>
<p>Il nome di Wenlock è ispirato dal villaggio di<em> Much Wenlock</em>, nello  Shropshire, dove si tenevano i &#8220;<strong>Giochi di Wenlock</strong>&#8220;, mentre il nome di Mandeville è ispirato da<em> Stoke  Mandeville</em>, nel Buckinghamshire dove esisteva un ospedale in cui <strong>il dottore incoraggiò i suoi pazienti a svolgere attività sportive</strong>, dando vita ai &#8220;<strong>Giochi di Stoke Mandeville</strong>&#8220;. Sebbene lo stile sia molto diverso dal logo, il video è ben fatto ma vuole colpire per lo più la fantasia dei bambini, proponendo due personaggi molto vicini ai cartoni animati moderni. Anche per le mascotte l&#8217;opinione pubblica non è stata particolarmente favorevole, infatti si parla di una possibile sostituzione.</p>
<p>Ora la palla passa allo <strong>Studio David Hillman</strong>, incaricato di creare dei <strong>francobolli</strong> dedicati alle Olimpiadi ed alle sue discipline. Gli stili proposti sono molto diversi tra di loro (forse per cercare di accontentare un pò tutti?) si passa dal cartoon, al vettoriale, &#8230;<a href="../wp-content/uploads/francobollilondra20122.jpg"><br />
</a>Ai giochi mancano ancora più di 750 giorni: in attesa che inizino, assisteremo sicuramente a novità e sorprese, siete pronti?</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/francobollilondra20121.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7006" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/francobollilondra20121.jpg" alt="francobollilondra20121" width="432" height="423" /></a><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/francobollilondra20122.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7007" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/uploads/francobollilondra20122.jpg" alt="francobollilondra20122" width="432" height="430" /></a></p>
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