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	<title>Siamo Donne - le migliori video ricette di cucina &#187; Vino e sommelier</title>
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		<title>VINITALY: TRA CRISI E NUOVE STRATEGIE</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 13:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno è arrivato il momento dell&#8217;evento più amato dagli appassionati di enologia, l&#8217;unico del settore che ospita oltre 4.000 espositori da tutto il mondo e che riesce ad attirare ogni anno più di 150 mila visitatori: stiamo parlando del Vinitaly, la fiera internazionale del vino più famosa d&#8217;Italia che si svolgerà a Verona dal 25 al 28 marzo. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/vinitaly3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-17110" title="vinitaly3" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/vinitaly3.jpg" alt="" width="600" height="402" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest&#8217;anno è arrivato il momento dell&#8217;evento più amato dagli appassionati di <strong>enologia</strong>, l&#8217;unico del settore che ospita oltre 4.000 espositori da tutto il mondo e che riesce ad attirare ogni anno più di 150 mila visitatori: stiamo parlando del <strong><a href="http://www.vinitaly.com/" target="_blank">Vinitaly</a></strong>, la fiera internazionale del vino più famosa d&#8217;Italia che si svolgerà a <strong>Verona</strong> dal 25 al 28 marzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/vinitaly2.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-17111 alignright" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="vinitaly2" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/vinitaly2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La novità assoluta dell&#8217;edizione 2012 è il <strong>ViViT </strong>(Vigne, Vignaioli e Terroir), una rassegna totalmente dedicata ai vini naturali provenienti da <strong>agricoltura biologica</strong> e <strong>biodinamica</strong> – tema al quale sia l&#8217;Unione Europea che i consumatori tengono molto nella loro costante ricerca di una maggior qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la crisi economica, infatti, le esigenze del pubblico sono cambiate in maniera sensibile, privilegiando, appunto, la <strong>qualità</strong> alla quantità. Al ristorante il nuovo trend è scegliere solo uno o due bicchieri di vino ma attentamente selezionato, che venga incontro alle esigenze del consumatore medio senza rinunciare al gusto: in poche parole, la tendenza è quella di spendere meglio e con oculatezza il proprio denaro, dando la priorità a vini in cui la il rapporto qualità-prezzo sia ottimale.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, non potevano mancare luoghi dedicati appositamente alle <strong>degustazioni</strong>, tra le quali spicca il <strong><em>Vinitaly For You</em></strong>, che si svolge di sera nella splendida cornice della <strong>Gran Guardia di Verona</strong>, in pieno centro storico. Qui gli appassionati potranno dedicarsi alla cultura del vino assaggiando i vini selezionati dalle migliori guide del settore, come <strong>Slow Food</strong> o il <strong>Gambero Rosso</strong>, in un&#8217;atmosfera raffinata e accompagnati da musica dal vivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/vinitaly5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17112" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="vinitaly5" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/vinitaly5-300x199.jpg" alt="" width="270" height="179" /></a>Ma di non solo vino vive l&#8217;uomo: ecco quindi comparire, accanto alle cantine e alle nuove <strong><a href="http://www.enolitech.it/index.asp" target="_blank">tecnologie vitivinicole</a></strong>, il <strong><a href="http://www.sol-verona.com/index.asp" target="_blank">Salone Internazionale dell&#8217;Olio</a></strong> e l&#8217;<strong><a href="http://www.agrifoodclub.it/home.asp" target="_blank">Agrifood Club</a></strong>, la rassegna dell&#8217;agroalimentare di qualità &#8211; due eventi che da anni ormai condividono un padiglione durante il Vinitaly. Lo scopo di questo affiancamento è sottolineare l&#8217;importanza della <strong>cultura enogastronomica</strong> nella sua interezza e lo si fa tramite concorsi, degustazioni e incontri con gli esperti del settore (sia negli stand che nei <strong>ristoranti d&#8217;autore </strong>appositamente preparati per l&#8217;occasione). Da non perdere anche la sezione dedicata al <strong>caffè</strong>, dove si potranno scoprire (e assaggiare) miscele inusuali sia per espresso che per moka.</p>
<p style="text-align: justify;">Con queste premesse, il Vinitaly si preannuncia un evento imperdibile anche quest&#8217;anno, dove il vino si fa cultura e le tradizioni del nostro Paese si intrecciano con le nuove <strong>produzioni straniere</strong>, creando un luogo ricco di occasioni, sorprese e scoperte sia per chi espone che per i visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/Vinitaly4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-17113" title="Vinitaly4" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/Vinitaly4.jpg" alt="" width="600" height="402" /></a></p>
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		<title>IN ONORE DI BACCO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Giovanna Farina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino e sommelier]]></category>
		<category><![CDATA[bacco]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vino, la bevanda conviviale che tutti conosciamo, ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Dagli antichi popoli dell&#8217;Anatolia, passando per la Grecia di Socrate il vino ha accompagnato la vita dei popoli mediterranei fino ai giorni nostri diventando, in alcuni casi, causa di malattie come l&#8217;alcolismo. Ma la colpa non è certo sua: esso non possiede la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il vino, la bevanda conviviale che tutti conosciamo, ha origini che si perdono nella notte dei tempi. Dagli antichi popoli dell&#8217;Anatolia, passando per la Grecia di Socrate il vino ha accompagnato la vita dei popoli mediterranei fino ai giorni nostri diventando, in alcuni casi, causa di malattie come l&#8217;alcolismo. Ma la colpa non è certo sua: esso non possiede la capacità di essere nocivo, la responsabilità è di chi non ne fa un uso sano. <strong>Anche il vino necessita di un’educazione</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/red-wine-wine-health.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10610" title="red wine, wine health" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/red-wine-wine-health.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>La Bibbia stessa ci dà un&#8217;informazione in tal senso e quando racconta dell&#8217;ubriachezza di Noè, il progenitore dell&#8217;umanità, ci mette in guardia sul non <em>alzar troppo il gomito.</em> Restando in ambito religioso, il vino diventa un <strong>oggetto di culto</strong> nella transubstanziazione della religione cattolica, quando cioè si trasforma in sangue di Cristo facendosi simbolo della rinascita.</p>
<p><strong>Che il vino sia il re del banchetto</strong> ce lo racconta anche Platone quando nel dialogo <em>Simposio</em> ci narra di un incontro filosofico dove il vino appunto, mentre si elogia Eros, scorre a fiumi: disinibendo il discorso aiuta anche a perdere di vista il retto ragionamento in chi non riesce a reggerlo, ma Socrate non ha di questi problemi… <em>In vino veritas,</em> un <strong>detto degli antichi Latini</strong>, depone a favore della bevanda che come un naturale siero della verità ci sa liberare dal nostro congenito istinto al mentire, donandoci la possibilità di dire ciò che da sobri non sempre riusciamo a confessare.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/White-Wine_100.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10611" title="Weinarten, Wei§wein" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/06/White-Wine_100.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Come non ricordare detti come <em>Bacco, tabacco e Venere riducono l&#8217;uomo in cenere</em>? <strong>Il vino si insinua un po&#8217; dappertutto </strong>prendendo, in certi casi, sulle proprie spalle anche le colpe che non gli appartengono. <strong>Una moderata quantità di vino è addirittura salutare</strong> per il nostro sistema cardiocircolatorio e, se non si perde di vista il suo valore di mezzo di interazione sociale, un bicchiere di vino può essere un <strong>pretesto per quattro piacevoli chiacchiere in compagnia</strong> senza divenire un surrogato per trovare l&#8217;allegria che ci manca. Se non si comprende questa sua caratteristica peculiare, allora il vino può diventare un pericoloso compagno di vita: un venefico amico che aiuta a morire un po’ ogni giorno di più. Ma un elogio del vino non si può chiudere con un tal pessimistico discorso, no, non può! <strong>Amare il vino vuol dire</strong> centellinarlo, assaporarlo, odorarlo, collezionarlo…offrirlo agli amici più cari, ai compagni della vita e a se stessi per abituare il palato a riconoscerne le sue caratteristiche migliori in modo da non confonderlo con bottiglie di pessima qualità. Del vino si può dire bene e male, tutto e il suo contrario, come di ogni comportamento umano, sono le esperienze a consentirci i contrari, ma siamo noi a dover trovare in ogni comportamento la giusta “dose”: <strong>il troppo è dannoso sempre</strong>.</p>
<p><strong>Educare ed educarsi al vino significa infine godere appieno di uno dei piaceri più sani del banchetto</strong>: due dita di un buon vino e tanta voglia di stare insieme e magari… discorrere di filosofia!</p>
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		<title>GLI ITALIANI AMANO ANCORA IL VINO?</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 15:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Mendini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vino e sommelier]]></category>
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		<description><![CDATA[Crisi dei consumi interni, impennata dell’export e nuove opportunità sul mercato asiatico. Sono questi i temi sotto la lente di ingrandimento di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati, che aprirà i battenti giovedì 7 aprile alla Fiera di Verona (7-11 aprile; www.vinitaly.com). Mentre l’export italiano cresce, prosegue il calo dei consumi interni: dai 100 litri pro capite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Crisi dei consumi interni, impennata dell’export e nuove opportunità sul mercato asiatico.</strong> Sono questi i temi sotto la lente di ingrandimento di <strong>Vinitaly</strong>, il Salone internazionale del vino e dei distillati, che aprirà i battenti giovedì 7 aprile alla Fiera di Verona (7-11 aprile; www.vinitaly.com).</p>
<p>Mentre l’export italiano cresce,  prosegue il calo dei consumi interni: dai 100 litri pro capite degli anni Settanta ai 45 litri del 2007 fino ai circa 40 litri a testa di oggi; un trend destinato, secondo le previsioni, a diminuire ulteriormente entro il 2015.</p>
<p>Per questo Vinitaly ha lanciato, nell’ultimo mese, un <strong>sondaggio</strong> volto a capire le ragioni che hanno portato il Paese leader per produzione a fare i conti con un’apparente disaffezione degli italiani verso il vino.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/vino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9676" title="vino" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/vino-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a></p>
<p>“Ma gli italiani amano ancora il vino? Le ragioni del consumo interno. Così, nei bilanci di tre anni, le cantine hanno superato la grande crisi” sarà il tema del primo focus di Vinitaly con la ricerca Axiter/Confcommercio in collaborazione con il Laboratorio delle Imprese del Banco Popolare (giovedì 7 aprile, ore 15.30 Sala Stampa, 2° piano Palaexpo).  Sotto analisi le ragioni della contrazione dei consumi interni, le strategie da adottare per riconquistare il pubblico e gli strumenti economico-finanziari indispensabili per consolidare la posizione in un mercato sempre più <strong>globalizzato</strong> e in preda alle tensioni della finanza internazionale.</p>
<p>Se da una parte i consumi interni segnalano una certa sofferenza, dall’altra è il mercato internazionale a riservare al vino italiano performance da vero e proprio boom e ulteriori opportunità di posizionamento e crescita per il <strong>made in italy enologico</strong>.</p>
<p>Le tendenze  del vino italiano nel mondo, l’analisi dei mercati maturi e di quelli emergenti e le nuove possibilità di business del mercato asiatico saranno gli altri temi di Vinitaly con “<strong>Il vino italiano nel mondo</strong>” (venerdì 8 aprile, ore 11.00  Sala Stampa, 2° piano Palaexpo) e “<strong>Hong Kong: il centro per la distribuzione ed il commercio del vino in Asia</strong>” (venerdì 8 aprile, ore 15.00 Sala Stampa, 2° piano Palaexpo).</p>
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		<title>COME SARÁ IL 2011 SECONDO LE PIÙ IMPORTANTI AZIENDE DEL VINO ITALIANO</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 09:22:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Mendini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vinitaly]]></category>

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		<description><![CDATA[Un lettura esclusiva dell’attuale scenario economico da parte di 50 aziende tra le più rappresentative del made in Italy in bottiglia, protagoniste di Vinitaly (7-11 aprile) Come sarà il 2011 per il vino italiano? La risposta arriva da un’inchiesta Vinitaly-Winenews condotta fra le 50 aziende più rappresentative del made in Italy in bottiglia e presenti a Verona per il prossimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un lettura esclusiva dell’attuale scenario economico da parte di 50 aziende tra le più rappresentative del made in Italy in bottiglia, protagoniste di Vinitaly (7-11 aprile)</strong></p>
<p>Come sarà il 2011 per il vino italiano? La risposta arriva da un’inchiesta Vinitaly-Winenews condotta fra le 50 aziende più rappresentative del made in Italy in bottiglia e presenti a Verona per il prossimo Vinitaly (7-11 aprile; www.vinitaly.com), l’evento di riferimento del panorama enologico internazionale. Le 50 cantine interpellate, tra le più importanti del Belpaese, chiudono un buon 2010, con fatturati cresciuti dell’8% ed export che corre a due cifre (+14%), e confermano un sentiment positivo per il 2011. Le imprese del vino, dunque, ritrovano fiducia e cominciano a non vedere così lontani scenari analoghi a quelli pre-crisi. La chiusura del 2010 ha confermato una ritrovata vitalità commerciale delle aziende tricolore del comparto, che hanno registrato (75% del campione) una crescita del proprio fatturato da un minimo del 2% ad un massimo del 25%. A tirare la volata sono decisamente le <strong>esportazioni</strong>, in crescita per il 90% delle aziende interpellate, con percentuali che vanno dal 3% fino al 50%. Il 15% delle aziende ha dichiarato una stabilità del proprio fatturato nel 2010, e sono relativamente poche (10%) quelle che hanno, invece, visto decrescere i propri introiti. Sul fronte dell’export 2010, soltanto il 10% del campione ha rilevato il proprio andamento delle esportazioni stabile. Le aziende vitivinicole italiane ritrovano fiducia dopo due anni (2008-2009) di contrazione, sia nei fatturati che nella forza penetrativa sui mercati esteri, che tornano oggi a confermare il loro ruolo di principale sbocco commerciale per le etichette tricolori.</p>
<p>Il 75% delle aziende dichiara un sentimento abbastanza <strong>positivo</strong> sull’anno appena cominciato, ulteriormente “rinforzato” da un 15% che lo prevede positivo, contro un 10% che, invece, lo percepisce ancora negativo. Il 2011 si presenta, dunque, come un anno che potrebbe sancire il definitivo recupero del trend di crescita innescato nel 2007.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/bigstockphoto_making_statistics_1831264.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13775" title="bigstockphoto_making_statistics_1831264" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2011/04/bigstockphoto_making_statistics_1831264.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Ma se guardiamo al comparto del vino, l’empasse economica mondiale ha posto di fronte agli <strong>imprenditori vitivinicoli criticità decisamente meno gravi</strong> di quanto si siano presentate in altri comparti e, agendo quasi esclusivamente sulla leva dei prezzi, un punto di assestamento è stato trovato abbastanza velocemente. Non senza, peraltro, il lavoro fondamentale e puntuale delle aziende sul loro core business ormai sempre più conclamato e cioè quello dei <strong>mercati esteri</strong>, dove accanto ad una ripresa di quelli storici e più maturi (Usa e Germania su tutti) sono cominciate operazioni interessanti anche sui cosiddetti mercati “emergenti” (Cina, ma anche Russia ed Estremo Oriente in genere). Si tratta di <strong>strategie</strong> che necessariamente hanno interessato soprattutto le aziende dal forte “peso economico specifico” e dalle capacità imprenditoriali più sviluppate. Realtà produttive che ancora restano tendenzialmente limitate rispetto al panorama complessivo del mondo vitivinicolo del Belpaese, caratterizzato da un patrimonio di imprese polverizzato e da fatturati ancora piuttosto deboli. Ma è improprio parlare di una situazione ormai risolta, tanto che gli imprenditori del vino italiano non hanno nascosto alcuni “tallone di Achille” che continuano a rappresentare <strong>potenziali minacce</strong>: al primo posto ci sono le incognite economiche (per il 46%), al secondo la debolezza dei consumi (forse l’unica criticità che rimanda al mercato interno, notoriamente quello più avaro di soddisfazioni, anche grazie ad un clima “neoproibizionista” che di certo non aiuta), ex-aequo con la perdita di competitività internazionale, al terzo (15%) la concorrenza degli altri Paesi produttori. Indicazioni che, evidentemente, rimandano tutte ai possibili problemi che possono generarsi soprattutto nei mercati esteri, come a ribadire ancora una volta che la strada del successo del vino italiano è sempre più misurata da ciò che accade fuori dai confini.</p>
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		<title>GIULIO FERRARI – IL PIONIERE DELLO “CHAMPAGNE ITALIANO”</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 08:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Pasini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Istituto Agrario di San Michele all’Adige]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando il metodo classico era ancora una fantasia… In Francia già da tempo (oltre 200 anni) si produceva un vino spumante naturale (ovvero un vino caratterizzato da una presenza di anidride carbonica formatasi per procedimento naturale, attraverso la rifermentazione in bottiglia) anche se fino a metà ottocento aveva un sapore dolce, tipo Sauternes; già qualche esperimento era stato portato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Quando il metodo classico era ancora una fantasia…</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>In Francia già da tempo (oltre 200 anni) si produceva un vino spumante <strong>naturale</strong> (ovvero un vino caratterizzato da una presenza di anidride carbonica formatasi per procedimento naturale, attraverso la rifermentazione in bottiglia) anche se fino a metà ottocento aveva un sapore dolce, tipo <em>Sauternes</em>; già qualche esperimento era stato portato a termine in Italia (Carpenè, nel 1868 e Gancia nel 1860) quando, nel 1902 Giulio Ferrari, grazie alla sua formazione enologica e agronomica francese e tedesca, riuscì, con la sua lungimiranza ad avviare in Italia, a Trento, la prima “fabbrica di <em>Champagne</em>” (come egli stesso soleva definirla). Fu proprio questa sua attività, per altro non la principale, a fargli guadagnare l’appellativo di ‘<strong>padre</strong> della spumantistica italiana’.</p>
<p style="text-align: center;"><em>CHI ERA GIULIO FERRARI?</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/5.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8153" title="5" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></span>Giulio Ferrari nacque a Calceranica, sulle sponde del lago di Caldonazzo, in provincia di Trento, il 9 aprile 1879 da una famiglia legata da generazioni all’<strong>agricoltura</strong> ed all’<strong>arte serica</strong>. Frequentò l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige – oggi fondazione <em>Edmund Mach</em> ed allora Landwirtschaftliche Landeslehranstalt und Versuchstation &#8211; proprio nel periodo di dirigenza di Edmund Mach, e grazie al suo insegnamento, prendendolo a modello, Giulio Ferrari, non ancora ventenne, iniziò a condurre autonomamente le proprie <strong>prime sperimentazioni</strong> in campo vivaistico, contribuendo in prima persona al miglioramento della nuova tecnica post-fillosserica su piede americano. Come sottolineò nel 1986 l’emerito <em>prof. Attilio Scienza</em>, allora direttore dell’Istituto Agrario, “l’idea della selezione della vite, applicata dapprima solo a livello massale e poi sempre più rigorosa, fino a diventare clonale, è sicuramente una delle maggiori evidenze elaborate da Ferrari”. L’attività vivaistica fu, e rimase per tutta la vita, la sua principale attività, il punto focale dal quale più avanti, si dipanò la sua passione per l’attività spumantistica. <strong>Egli credeva infatti che un grande <em>champagne</em></strong><strong> fosse innanzi tutto legato, non tanto, o solamente al metodo, ma soprattutto alla qualità delle uve, quindi alle condizioni pedo-climatiche, ed alla selezione clonale.</strong> Intuì già durante le sue prime esperienze europee, in Francia, alla prestigiosa <em>Grande École</em> di Montpellier e a Geisenheim in Germania, nella valle del Reno, al celebre istituto superiore di agricoltura, <strong>che la strada giusta per debellare definitivamente l’ormai diffusa epidemia della fillossera sarebbe stata quella dell’innesto &#8211; barbatelle di vite europea innestate su piede (porta innesto) americano.</strong> La fillossera, grave malattia fungina che, a fine ottocento, attaccò i vigneti di tutta Europa, provocando la morte irreversibile della pianta della vite, attaccandone la radice, veniva da molti considerata come una malattia temporanea e passeggera causata da un insetto e facilmente debellabile con adeguati trattamenti e disinfezioni del terreno, ma in realtà così non fu, e la malattia si diffuse a livello endemico – ciò che Ferrari aveva previsto.</p>
<p>Il suo peregrinare europeo non si esaurì qui e grazie ai suoi periodi di studio e praticantato nella regione dello Champagne (prima a Reims e poi a Epernay) acquisì una nuova passione, che l’avrebbe portato presto ad importanti riconoscimenti: la passione per le ‘bollicine’ francesi. Qui vi apprese tecniche, metodi e conoscenze che si sarebbero successivamente rivelate vincenti applicate ad alcune intuizioni.</p>
<p>Ritornato a Trento, sul finire del secolo, pur continuando la sua attività vivaistica in Friuli, iniziò a maturare l’idea di produrre ‘champagne’ italiano: il Trentino, secondo Ferrari, era del tutto assimilabile alla Champagne, e per condizioni climatiche e per terreno. Nel <strong>1902</strong> <strong>avviò quindi la sua azienda spumantistica</strong>, prima a Calceranica, sulle sponde del lago di Caldonazzo, poi a Trento, nel cuore del centro storico, <strong>producendo per primo in Italia, uno ‘champagne’ tutto italiano, prodotto con le uve classiche del metodo <em>champenoise</em></strong><strong> francese (chardonnay e pinot nero) coltivate sulla collina di Tenna e sottoposto ad un processo di rifermentazione in bottiglia.</strong> Questa data sancì l’inizio della tradizione del metodo classico in Italia e Giulio Ferrari fu l’antesignano dell’attuale valorizzazione territoriale incorporata nella denominazione Trento DOC. Fu solo qualche anno dopo, però, che gli venne ufficialmente riconosciuto il merito ed il talento per la sua produzione: nel 1906, all’Esposizione Internazionale di Milano, il ‘Grand Crémant Impérial Maximum Sec G. Ferrari &amp; C.ie’ venne insignito della medaglia d’oro. È con il 1908 che inizia a tutti gli effetti, da una parte la <em>sua</em> attività vivaistica, trasferendosi definitivamente dal Friuli a Trento, e dall’altra la produzione significativa di spumante – dalle 300 bottiglie iniziali passa ad una produzione di 2000 bottiglie. Sarà solo nel settembre 1953 che Giulio Ferrari, ormai quasi ottantenne, deciderà di cedere la sua amatissima casa spumantistica ad una famiglia rigorosamente trentina, la famiglia Lunelli. Al nipote invece sarà affidata l’attività vivaistica.</p>
<p style="text-align: center;"><em>E SULLO CHAMPAGNE…</em></p>
<p><strong>Dom Pierre Perignon</strong> si ritiene sia l’inventore dello <em>Champagne</em>, anche se molte fonti sostengono il contrario. Certo è che a Dom Perignon, monaco benedettino dell’abbazia di Saint Pierre d’Hautvillers, a nord di Epernay, va senz’altro il merito di aver dato il via alle moderne tecniche di spumantizzazione. Fu lui infatti ad affinare le tecniche del <strong><em>coupage</em></strong> (assemblaggio, ossia l’unione di mosti e/o vini provenienti da diverse zone), della <strong><em>rifermentazione in bottiglia</em></strong> – la particolarità che contraddistingue il metodo <em>champenoise</em> da altri metodi di spumantizzazioni quali lo <em>charmat</em> – tramite l’aggiunta di sciroppo zuccherino e fiori di pesco ad un vino dell’annata precedente, e l’introduzione del <strong><em>tappo in sughero con ancoraggio</em></strong>, indispensabile per evitare l’apertura della bottiglia causata dalla pressione sviluppatasi all’interno della bottiglia. Ancor oggi, l’immenso valore da lui apportato al <strong>metodo <em>champenoise</em></strong>, gli viene riconosciuto attraverso uno dei migliori e più riconosciuti <em>champagne</em> che di lui porta il nome.</p>
<p style="text-align: center;"><em>LA DOC ‘TRENTO’ </em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/16701_Fototeca_Trentino_S.p.A._-_FOTO_di_Carlo_Baroni.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-8154" title="16701_Fototeca_Trentino_S.p.A._-_FOTO_di_Carlo_Baroni" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2010/10/16701_Fototeca_Trentino_S.p.A._-_FOTO_di_Carlo_Baroni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></span>Lo <em>champagne</em>, secco, come siamo abituati a conoscerlo oggi, da aperitivo ed ottimo in accompagnamento a qualsiasi tipo di pietanza, si diffonde in Europa solo nel corso dell’ottocento grazie alle richieste del mercato inglese. In Italia, i primi produttori di vino spumante, prodotto da uve <strong>chardonnay</strong> e <strong>pinot nero</strong> – come da tradizione francese &#8211; sono Antonio Carpenè, nel 1868 e Giulio Ferrari, nel 1902. In Trentino, la produzione di spumante metodo classico si svilupperà e diffonderà massicciamente solo negli anni ’60. Questa attività culminerà nella fondazione dell’Istituto Trento DOC Metodo Classico nel 1984 e <strong>nel 1993 con</strong> <strong>il riconoscimento della DOC Trento, che dopo quella dello <em>Champagne</em></strong><strong>, è la prima a livello mondiale riservata esclusivamente ad un metodo classico ottenuto con uve Chardonnay o Pinot Nero. </strong></p>
<p>Oggi, fanno parte del marchio TRENTODOC ventisette produttori:</p>
<p><strong> </strong></p>
<ol>
<li><em>ABATE NERO</em></li>
<li><em>ACCADEMIA DEL VINO CADELAGHET Az. Vin.</em></li>
<li><em>AGRARIA RIVA DEL GARDA</em></li>
<li><em>BALTER Az. Agr.</em></li>
<li><em>CANTINA ALDENO SOCIETA&#8217; COOPERATIVA</em></li>
<li><em>CANTINA D’ISERA</em></li>
<li><em>CANTINA TOBLINO</em></li>
<li><em>CANTINA MORI COLLI ZUGNA</em></li>
<li><em>CAVIT Srl</em></li>
<li><em>CANTINE MONFORT Srl</em></li>
<li><em>CESARINI SFORZA SPUMANTI</em></li>
<li><em>CONTI WALLENBURG Srl</em></li>
<li><em>ENDRIZZI Az. Vin.</em></li>
<li><em>FERRARI F.LLI LUNELLI</em></li>
<li><em>ISTITUTO AGRARIO DI S. MICHELE a/A.</em></li>
<li><em>LETRARI Az. Agr.</em></li>
<li><em>MADONNA DELLE VITTORIE Az. Agr.</em></li>
<li><em>MASO MARTIS Az. Agr.</em></li>
<li><em>METIUS</em></li>
<li><em>ROTARI</em></li>
<li><em>PEDROTTI SPUMANTI</em></li>
<li><em>PISONI Az. Agr.</em></li>
<li><em>REVI&#8217; Az. Vin.</em></li>
<li><em>SIMONCELLI ARMANDO Az. Agr.</em></li>
<li><em>VITICOLTORI IN AVIO – ATHESIA VINI</em></li>
<li><em>VIVALLIS</em></li>
<li><em>ZENI ROBERTO Az. Agr.</em></li>
</ol>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>LO SAPEVATE CHE…</em></p>
<p>Un aneddoto fra Giulio Ferrari ed un giovane diplomato dell’Istituto Agrario di S.Michele all’Adige, rivela ancora una volta la sua forte personalità e la consapevolezza di esercitare un’arte raffinata ed aristocratica: il giovane gli propose la vendita di circa 2000 bottiglie del suo spumante ai celebri armatori genovesi, i Fratelli Costa, che tanto ammiravano l’impresa Ferrari ed il proprio prodotto, come fornitura per tutte le navi della loro flotta e, la risposta di Giulio Ferrari non potè essere che la seguente:</p>
<p>“2000 bottiglie! Mio caro signore, dica pure ai suoi cari amici che la mia non è una fabbrica di gazzose! 48 bottiglie gliene posso dare, ma solo perché c’è Lei in mezzo a questa faccenda!”</p>
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