<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Siamo Donne - le migliori video ricette di cucina &#187; Ginecologia</title>
	<atom:link href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/category/salute/ginecologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne</link>
	<description>ricette di cucina, video ricette, magazine, blog</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 May 2013 08:55:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.2</generator>
		<item>
		<title>MATERNITÀ: LE PAURE INTORNO AL PARTO</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2013/01/maternita-le-paure-intorno-al-parto/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2013/01/maternita-le-paure-intorno-al-parto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 09:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Sciarretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[neonato]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=25222</guid>
		<description><![CDATA[La paura dell&#8217;ignoto Pare sia quella che rimane la più forte malgrado le molte informazioni corredate da esami clinici che le donne ricevono nel corso della gravidanza. Per la paura dell’ignoto risulta rassicurante un percorso di accompagnamento alla nascita condiviso con altre donne, nel quale alle indicazioni sanitarie si mescolano le sapienze e i saperi femminili. La paura dell’ospedale Esperienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2013/01/pregnant-women.jpg"><img class="size-full wp-image-25371" title="pregnant-women" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2013/01/pregnant-women.jpg" alt="" width="559" height="371" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La paura dell&#8217;ignoto</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pare sia quella che rimane la più forte malgrado le molte informazioni corredate da esami clinici che le donne ricevono nel corso della gravidanza. Per la paura dell’ignoto risulta rassicurante un percorso di <strong>accompagnamento</strong> alla nascita condiviso con altre donne, nel quale alle indicazioni sanitarie si mescolano le sapienze e i saperi femminili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La paura dell’ospedale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Esperienze precedenti negative o la mancata esperienza in assoluto di una degenza causano la paura del <strong>ricovero</strong>, che si supera conoscendo in anticipo la struttura, con una visita e un colloquio con gli operatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2013/01/pregnancy-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-25368" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="pregnancy 1" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2013/01/pregnancy-1-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>La paura di perdere il controllo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il parto è un’occasione in cui la perdita di controllo è prescritta dalla natura: tanto più ci si lascia andare quanto più semplice è la <strong>nascita</strong> del bambino. Forse nel modo più forte che in tutta la vita, la <strong>dimensione corporea</strong> è preponderante e si sperimenta una specialissima sensazione di forza creativa!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La paura dei danni fisici ed estetici</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>La fase espulsiva suscita timori: si ha l’impressione che tutto si romperà. Il <strong>corpo della donna</strong> è invece perfettamente in grado e pronto per far passare il bambino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La paura di non essere all’altezza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il parto a volte viene vissuto come l’<strong>esame</strong> finale di un corso cui si arriva con il bagaglio di studio delle tecniche e delle informazioni apprese dai libri e dai corsi. Non esiste la brava partoriente: ogni parto è un’esperienza unica che non va giudicata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La paura del dolore</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore del parto è sicuramente <strong>intenso</strong> – per alcune donne il più intenso fino ad allora registrato. La paura di non saperlo gestire e di doverlo subire è comune. Ma la consapevolezza che il dolore del proprio corpo è fisiologico, normale e <strong>funzionale alla nascita</strong> del bambino può renderlo accettabile, così come la sua accettazione quale esperienza umana profonda. Se questo non basta si può considerare di ricorrere a tutte strategie che si sentono proprie: dalla <strong>respirazione cantata</strong> al <strong>rilassamento</strong>, dai <strong>massaggi</strong> all’<strong>epidurale</strong>.</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2013/01/pregnancy-massage.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-25370" title="pregnancy massage" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2013/01/pregnancy-massage.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.attesa.it/" target="_blank"><strong>www.attesa.it</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/Attesa-maternity.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-24838" title="Attesa maternity" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/Attesa-maternity-300x62.png" alt="" width="300" height="62" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2013/01/maternita-le-paure-intorno-al-parto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MATERNITÀ: UN LUOGO PER IL PARTO</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/12/maternita-un-luogo-per-il-parto/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/12/maternita-un-luogo-per-il-parto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 09:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Sciarretta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=24826</guid>
		<description><![CDATA[Il parto: spesso solo una questione sanitaria, circoscritta in un tempo di ore, vissuta in un ambiente asettico, in cui la competenza, la sapienza sono quelle dei ginecologi e delle ostetriche. Eppure quell’evento nascita è il momento più intenso di una storia personalissima, dai tratti squisitamente individuali. Il parto è un’esperienza cruciale per il corpo e la mente, per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/gravidanza_donne.png"><img class="size-medium wp-image-24830 alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="gravidanza_donne" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/gravidanza_donne-300x235.png" alt="" width="300" height="235" /></a>Il <strong>parto</strong>: spesso solo una questione sanitaria, circoscritta in un tempo di ore, vissuta in un ambiente asettico, in cui la competenza, la sapienza sono quelle dei <strong>ginecologi</strong> e delle <strong>ostetriche</strong>. Eppure quell’evento <strong>nascita</strong> è il momento più intenso di una storia personalissima, dai tratti squisitamente individuali. Il parto è un’esperienza cruciale per il corpo e la mente, per la <strong>donna</strong> e per la <strong>coppia</strong>, una magnifica occasione di cambiamento (dettata dalla natura), che non dovrebbe essere disturbata da interferenze negative. È importante dunque che la decisione del <strong>luogo della nascita</strong> sia ben meditata.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso si fa tesoro di ogni racconto di amiche e conoscenti ma è solo valutando soggettivamente luoghi e situazioni che è possibile mettersi nelle condizioni di operare una <strong>scelta coerente</strong> con le aspettative.</p>
<p style="text-align: justify;">Non esiste infatti un luogo ideale e astratto che possa andare bene per tutte le donne: qualcuna può aver bisogno della struttura più anonima e medicalizzata per sentirsi maggiormente garantita e sicura; qualcun’altra, al contrario, può preferire l’ospedale di provincia, spesso più piccolo e familiare per sentirsi a proprio agio; altre ancora possono decidere che valga la pena di fare alcune decine di chilometri per raggiungere un ospedale diverso, capace di offrire un parto naturale nel pieno rispetto di madre e bambino. È assai importante che una scelta fondamentale, come quella del luogo dove andare a mettere al mondo il proprio <strong>bambino</strong>, sia fatta con piena <strong>coscienza e consapevolezza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/Newborn-Baby.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-24831" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Newborn-Baby" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/Newborn-Baby-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Visitando ospedali differenti tra loro, ci si sentirà fatalmente attratti da quello che più risponde alle nostre esigenze più intime. Ogni ambiente condiziona anche l’ umore, lo stato d’animo e certi luoghi aiutano a lasciarsi andare, altri invece bloccano e inibiscono. È fondamentale, quindi, visitare gli ospedali osservando anche i dettagli, <strong>ascoltando le proprie sensazioni</strong>, annusando gli umori, perché un luogo è fatto anche di luci, colori, odori più o meno piacevoli&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Un luogo è fatto anche e soprattutto di persone. Anche sotto questo aspetto è importante dar peso alle proprie sensazioni. La simpatia, il <strong>calore umano</strong>, la disponibilità sono qualità difficilmente misurabili e quantificabili, e variano a seconda dell’empatia soggettiva che c’è fra individuo e individuo. A maggior ragione sono indicatori importanti quanto più la nascita non è una condizione patologica, ma un <strong>evento fisiologico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono moltissimi i <strong>dati importanti</strong> da considerare prima di scegliere dove andare a partorire:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>quanto dura la degenza media;</li>
<li>se e quando la donna a termine viene ricoverata;</li>
<li>se è possibile trascorrere il travaglio muovendosi liberamente e in una stanza singola;</li>
<li>se tricotomia, clistere ed episiotomia vengono attuati di routine;</li>
<li>quando e come viene utilizzato il monitor;</li>
<li>in quale percentuale viene usata la ventosa;</li>
<li>la percentuale dei tagli cesari;</li>
<li>la percentuale dei tagli indotti attraverso l&#8217;infusione di ossitocina;</li>
<li>se è possibile per il partner assistere alla nascita anche in caso di cesareo.</li>
</ul>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/parto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24832" title="parto" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/parto.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></div>
<p style="text-align: justify;">Le risposte ai quesiti daranno elementi utili per valutare il grado di medicalizzazione di un determinato ospedale e il grado di osservazione delle Raccomandazioni dell&#8217;<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> sul parto. E se il quadro che ne risulta non risponde ai propri bisogni, suggeriamo di non esitare a rivolgerci altrove oppure ipotizzare un accompagnamento durante il travaglio e il ricovero in fase più avanzata possibile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.attesa.it/" target="_blank"><strong>www.attesa.it</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.attesa.it/"><img class="aligncenter  wp-image-24838" title="Attesa maternity" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/12/Attesa-maternity.png" alt="" width="305" height="64" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/12/maternita-un-luogo-per-il-parto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PUÒ L&#8217;ENDOMETRIOSI PORTARE AD UN TUMORE?</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/11/puo-lendometriosi-portare-ad-un-tumore/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/11/puo-lendometriosi-portare-ad-un-tumore/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 13:20:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione Umberto Veronesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[cisti]]></category>
		<category><![CDATA[endometriosi]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=24046</guid>
		<description><![CDATA[Soffro da anni di endometriosi e ora mi hanno diagnosticato una cisti ovarica, che dovrò tenere sotto controllo. Sono però molto preoccupata perché mi hanno parlato di un legame tra la mia malattia e il tumore all’ovaio. Cosa c’è di vero?  Si può prevenire l’evoluzione verso il cancro? Ci sono nuove cure?  Giula68, Pordenone  L’endometriosi è una delle più comuni patologie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/11/pain.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24055" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="pain" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/11/pain-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Soffro da anni di endometriosi e ora mi hanno diagnosticato una cisti ovarica, che dovrò tenere sotto controllo. Sono però molto preoccupata perché mi hanno parlato di un legame tra la mia malattia e il tumore all’ovaio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em><em>Cosa c’è di vero? <strong> </strong>Si può prevenire l’evoluzione verso il cancro? Ci sono nuove cure? </em></p>
<p style="text-align: right;">Giula68, Pordenone<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’endometriosi è una delle più comuni patologie ginecologiche e colpisce una percentuale variabile fra il 10 e il 17 per cento delle donne in età fertile. L’incidenza sale però al 40-60 per cento fra le donne che presentano dismenorrea (ciclo mestruale particolarmente doloroso) e al 20-30 per cento fra quelle con infertilità. Dati americani ci dicono che <strong>c’è un ritardo diagnostico </strong>di circa sette anni e che mediamente la donna vede cinque ginecologi prima di avere una diagnosi. È perciò importante che la donna avverta il ginecologo dell’insorgenza di <strong>sintomi</strong> addomino-pelvici (come ad esempio <strong>dolori, mestruazioni abbondanti e molto dolorose</strong> o <strong>rapporti sessuali dolorosi</strong>) per poter diagnosticare in tempi rapidi questa malattia cronica.<br />
La terapia dell’endometriosi è basata sia sul trattamento medico (estro-progestinici, progestinici ed analoghi del GnRH), che serve ad inibire l’attività ovarica e quindi ad inibire la crescita dell’endometriosi, sia sul trattamento chirurgico, in particolare l’approccio laparoscopico che  elimina tutti i focolai di endometriosi pelvica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le modalità e la sequenzialità di questi trattamenti dipendono dalla gravità dell’endometriosi e dalla sintomatologia, da un eventuale desiderio di gravidanza e deve essere concordata tra il ginecologo e la paziente stessa.<br />
Sebbene l’endometriosi sia riconosciuta come una <strong>patologia benigna</strong>, la sua associazione con il tumore dell’ovaio è stata descritta nella letteratura medica sin dal 1925, legata in particolare ad alcuni sottotipi istologici di cancro (quello a cellule chiare e quello endometrioide) .<br />
In particolare recente studio pubblicato sulla rivista <em>The Lancet Oncology</em>, basato sui dati di 13 ricerche che hanno coinvolto 23.000 donne, ha stimato che le donne che soffrono di endometriosi hanno un <strong>rischio più alto di sviluppare alcuni tipi carcinoma</strong> ovarico (endometrioide, cellule chiare e sieroso di basso grado).</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia <strong>l’aumento del rischio</strong>, dimostrato anche da studi precedenti, <strong>è modesto</strong>&#8230; <em>(<a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/le-vostre-domande/endometriosi-e-cancro-c-un-nesso-/5537" target="_blank">continua a leggere</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/11/ginecologia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-24053" title="ginecologia" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/11/ginecologia.jpg" alt="" width="420" height="315" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/11/puo-lendometriosi-portare-ad-un-tumore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA MENOPAUSA SI COMBATTE CON UN LASER</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/11/la-menopausa-si-combatte-con-un-laser/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/11/la-menopausa-si-combatte-con-un-laser/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 14:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione Umberto Veronesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[atrofia]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[laser]]></category>
		<category><![CDATA[menopausa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=23567</guid>
		<description><![CDATA[Al record della longevità femminile delle donne italiane si aggiunge un altro record, un po’ più negativo: sono al decimo posto per lo stato di salute in Europa. Tra le cause di questa situazione, la menopausa, un evento che colpisce tutte le donne dopo i 50 anni (10 milioni in Italia) e che influisce sulla sfera sessuale, sulla qualità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/11/middleagedcouple.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23573" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Portrait of middle aged couple outdoors" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/11/middleagedcouple-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" /></a>Al record della <strong>longevità femminile</strong> delle donne italiane si aggiunge un altro record, un po’ più negativo: sono al decimo posto per lo stato di salute in Europa. Tra le cause di questa situazione, la <a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/2011/11/menopausa-cure-naturali-o-tradizionali/" target="_blank"><strong>menopausa</strong></a>, un evento che colpisce tutte le donne dopo i 50 anni (10 milioni in Italia) e che influisce sulla <strong>sfera sessuale</strong>, sulla qualità di vita e sul <strong>benessere</strong> personale e della coppia. Imputata è la <strong>vagina</strong>, che in questa condizione fisiologica diventa <strong>atrofica</strong>, ossia modifica la consistenza del suo tessuto e degli organi vicini, soprattutto a seguito della carenza di <strong>ormoni femminili estrogeni</strong> che le <strong>ovaie</strong> smettono di produrre dopo la menopausa. E per chi fra le donne non utilizza l’assunzione di <strong>ormoni artificiali</strong>, i disturbi sono tali da provocare uno stato di <strong>malessere che può durare anche decenni</strong>. Tutto questo sotto forma di irritazioni, bruciori, infiammazioni, secchezza, perdite ematiche, infezioni, dolori e cattivo odore per una aumentata acidità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La luce laser -</strong> Il fronte delle cure è il più vario e molte sono le donne che utilizzano il <strong>fai da te</strong>, per sentito dire o per consiglio di amiche o del medico. Ma all’orizzonte si profila uno spiraglio per la cura di questo disturbo e ancora una volta è la tecnologia che viene incontro alla medicina: <strong>il laser “Monnalisa Touch”</strong>. Dallo studio sperimentale su 50 donne all’ospedale San Raffaele di Milano, è stato rilevato una sensibile riduzione dei disturbi. Controllata da un computer, la luce laser agisce sui tessuti stimolando la produzione di <strong>collagene</strong>, che ristabilisce il corretto equilibrio trofico della <strong>mucosa vaginale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica si tratta di un trattamento che ringiovanisce la vagina, proprio come si fa con il ringiovanimento della pelle. Il trattamento, per ora, usufruibile a pagamento. è proposto dall’ospedale San Raffaele e dal dottor Nicola Zerbinati, dermatologo, docente all’Università degli Studi dell’Insubria (per info vedi <a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/altre-news/un-laser-per-combattere-la-menopausa/5477" target="_blank">qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’imbarazzo -</strong> Il problema più rilevante riguardo questa patologia è che la donna non ne parla&#8230; <em>(<a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/altre-news/un-laser-per-combattere-la-menopausa/5477" target="_blank">continua a leggere</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/11/woman1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-23574" title="woman1" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/11/woman1.jpeg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/11/la-menopausa-si-combatte-con-un-laser/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PREDICTOR FERTILITY: DIVENTARE MAMME E PAPÀ È FACILE</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/10/predictor-fertility-diventare-mamme-e-papa-e-facile/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/10/predictor-fertility-diventare-mamme-e-papa-e-facile/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 13:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[concepimento]]></category>
		<category><![CDATA[fertilità]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[predictor fertility]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=23111</guid>
		<description><![CDATA[Decidere di avere un bambino è una scelta importante: la famiglia si amplia, le responsabilità anche e con loro la gioia unica di essere mamme e papà. Si capisce bene allora come l&#8217;attesa cominci a diventare pesante se il piccolo tarda ad arrivare. Spesso questo ritardo è dovuto ad una questione puramente psicologica: l&#8217;ansia di provare finalmente la felicità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display: none;"><img style="width: 0px; height: 0px;" src="http://stat.ebuzzing.com/stats/56980_9844_792792_9459_7840_1.jpg" alt="" border="0" /></div>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Decidere di avere un bambino è una scelta importante: la famiglia si amplia, le responsabilità anche e con loro la gioia unica di essere mamme e papà.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Si capisce bene allora come l&#8217;attesa cominci a diventare pesante se il piccolo tarda ad arrivare. Spesso questo ritardo è dovuto ad una questione puramente psicologica: l&#8217;ansia di provare finalmente la felicità di avere un figlio, infatti, a volte rende difficile la </span><a style="font-family: monospace;" href="http://www.ebuzzing.it/rd/56980_9844_792792_9459_7840_143131/www.chefaro.it/prodotti/test-di-gravidanza/predictor/" rel="nofollow" target="_blank">gravidanza</a><span style="font-family: Arial, sans-serif;">. In questo caso, basta semplicemente imparare a rilassarsi tramite lo yoga, ad esempio, dedicandosi ai propri hobby preferiti oppure concedendosi uscite con gli amici per distrarsi un po&#8217;.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Se però l&#8217;attesa si protrae a dismisura potrebbe esserci un problema di </span><a style="font-family: monospace;" href="http://www.ebuzzing.it/rd/56980_9844_792792_9459_7840_143131/www.chefaro.it/prodotti/test-di-gravidanza/predictor/" rel="nofollow" target="_blank">fertilità</a><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> che va affrontato tempestivamente e, soprattutto, con serenità. Molte coppie sono spaventate e imbarazzate dalla possibilità che uno di loro (o anche la coppia in sé) possa avere problemi di questo tipo, ma succede più spesso di quanto si pensi. Le cause, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;uomo, possono infatti risiedere nello stile di vita: un&#8217;alimentazione poco equilibrata, il fumo e l&#8217;alcol possono ridurre le possibilità che avvenga il </span><a style="font-family: monospace;" href="http://www.ebuzzing.it/rd/56980_9844_792792_9459_7840_143131/www.chefaro.it/prodotti/test-di-gravidanza/predictor/" rel="nofollow" target="_blank">concepimento</a><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, ma si può facilmente rimediare cominciando a mangiare sano e a regolarizzare la propria vita quotidiana. Anche quando il problema risiede nell&#8217;ovulazione femminile, le soluzioni possono essere tanto semplici quanto una cura ormonale personalizzata che riequilibri il funzionamento delle ovaie.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">L&#8217;importante è non lasciarsi soli: è inutile e sbagliato colpevolizzare il partner che risulta avere problemi di fertilità ed è altrettanto dannoso chiudersi in se stessi senza chiedere aiuto. Accettare il fatto e lavorare per risolverlo è già un ottimo passo avanti verso la realizzazione del sogno di diventare genitori.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Predictor©<strong>,</strong> già azienda leader nel settore dei test di gravidanza, è riuscita a rendere ancora più facile questo percorso con i suoi </span><a href="http://www.ebuzzing.it/rd/56980_9844_792792_9459_7840_143131/www.chefaro.it/prodotti/test-di-gravidanza/predictor/" rel="nofollow" target="_blank">test</a><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> di fertilità da fare in casa: semplicissimi da usare, danno una risposta dopo pochi minuti, diradando molti dei dubbi e delle ansie della coppia fino alla consultazione del medico. Quello pensato apposta per le donne misura la quantità di <em>ormone follicolostimolante </em>(ovvero uno degli ormoni che regolano il ciclo femminile e la produzione di ovuli): se è sopra la media, vuol dire che la riserva ovarica è bassa oppure che c&#8217;è qualche malfunzionamento che rende difficile il concepimento. Il test per uomini, invece, misura la quantità di sperma presente nel liquido seminale: se è inferiore al valore limite, infatti, le probabilità che uno spermatozoo riesca a fecondare un ovulo si riduce drasticamente. E comunque importante consultare uno specialista per un consulto più approfondito in caso i risultati del test indichino valori fuori dalle rispettive medie.  </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Grazie a <a href="http://www.ebuzzing.it/rd/56980_9844_792792_9459_7840_143131/www.chefaro.it/prodotti/test-di-gravidanza/predictor/" rel="nofollow" target="_blank">Predictor Fertility©</a>, quindi, bastano pochi istanti per sapere verso quale strada indirizzarsi per riuscire a superare gli ostacoli che si frappongono tra la coppia e il proprio figlio. Il sogno di diventare genitori non è mai stato così vicino a diventare realtà.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img style="width: 600px; height: 399px;" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/pregnancy1.jpg" alt="" /></p>
<p><tt><a href="http://www.ebuzzing.it" rel="nofollow" target="_blank"><em>Articolo sponsorizzato</em></a></tt></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/10/predictor-fertility-diventare-mamme-e-papa-e-facile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TUMORE AL SENO: UNA MAMMOGRAFIA PUÒ SALVARE LA VITA</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/09/tumore-al-seno-una-mammografia-puo-salvare-la-vita/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/09/tumore-al-seno-una-mammografia-puo-salvare-la-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 13:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione Umberto Veronesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[cancro al seno]]></category>
		<category><![CDATA[mammografia]]></category>
		<category><![CDATA[screening]]></category>
		<category><![CDATA[tumore al seno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=22227</guid>
		<description><![CDATA[Un controllo al seno ogni due anni salva la vita a circa 9 donne ogni mille che si sottopongono a mammografia, mentre sono solo 4 su mille i casi di sovradiagnosi, cioè di un tumore innocuo, intercettato e curato senza che fosse realmente necessario. Sono queste le conclusioni di un&#8217;ampia revisione di programmi di screening che hanno coinvolto milioni di donne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/09/mammografia-esecuzione.jpeg"><img class="alignright  wp-image-22230" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Mammography" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/09/mammografia-esecuzione.jpeg" alt="" width="282" height="205" /></a>Un <strong>controllo al seno</strong> ogni due anni salva la vita a circa 9 donne ogni mille che si sottopongono a mammografia, mentre sono solo 4 su mille i casi di <strong>sovradiagnosi</strong>, cioè di un tumore innocuo, intercettato e curato senza che fosse realmente necessario. Sono queste le conclusioni di un&#8217;ampia revisione di programmi di <strong>screening</strong> che hanno coinvolto milioni di donne in tutta Europa e che è stata pubblicata sul <em>Journal of Medical Screening</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pù pro che contro</strong> - Gli screening sono test a tappeto su persone che non hanno segni di malattia. Nel caso della <strong>mammografia</strong>, i costi, i rischi di creare ansie inutili o di sottoporre a radiazioni inutili le donne sono svantaggi possibili, ma compensati dalla concreta possibilità di intercettare una malattia letale quando è ancora curabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Donne consapevoli</strong> - È ancora necessario ribadire l&#8217;utilità, per tutte le donne, di sottoporsi ai controlli per la diagnosi precoce di un eventuale <strong>tumore mammario</strong>? Sì, secondo Eugenio Paci, direttore dell&#8217;Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (<a href="http://www.ispo.toscana.it/" target="_blank">Ispo</a>) di Firenze e fra i coordinatori del gruppo di lavoro dello European Screening Network: «Speriamo che le donne siano pienamente consapevoli e che possano compiere una scelta informata quando decidono di sottoporsi o meno a un <strong>programma di screening</strong> – dice &#8211; La validità degli screening per i <strong>tumori del seno</strong> è stata piuttosto discussa negli ultimi tempi, per questo il gruppo internazionale di esperti ha esaminato l&#8217;impatto dei programmi in Europa, dimostrando che contribuiscono a ridurre i decessi per questa malattia».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Indagine sui “falsi allarmi”&#8230;</strong><em>  (<a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/oncologia/mammografia-ogni-due-anni-le-vite-salvate-sono-il-doppio-delle-sovradiagnosi-/5167" target="_blank">continua a leggere</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/09/breast_cancer_screening_1.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-22232" title="breast_cancer_screening_1" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/09/breast_cancer_screening_1.jpeg" alt="" width="525" height="358" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/09/tumore-al-seno-una-mammografia-puo-salvare-la-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>BIMBI SANI E INTELLIGENTI CON LO IODIO IN GRAVIDANZA</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/07/bimbi-sani-e-intelligenti-con-lo-iodio-in-gravidanza/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/07/bimbi-sani-e-intelligenti-con-lo-iodio-in-gravidanza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2012 08:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione Umberto Veronesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[feto]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[iodio]]></category>
		<category><![CDATA[tiroide]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=20632</guid>
		<description><![CDATA[250 microgrammi di iodio, in gravidanza, fanno la differenza sia per la mamma che per il bambino. Non è tra gli screening raccomandati e, invece, in maternità controllare la tiroide è indispensabile per garantire al nascituro la ‘salute intellettiva’. La carenza degli ormoni tiroidei materni può infatti causare alterazioni del quoziente di intelligenza. Fino a condizioni estreme di ipotiroidismo congenito e cretinismo. La ricerca – Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/babies2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-20642" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="babies2" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/babies2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>250 microgrammi di iodio, in gravidanza, fanno la differenza sia per la mamma che per il bambino. Non è tra gli screening raccomandati e, invece, in maternità <strong>controllare la tiroide</strong> è indispensabile per garantire al nascituro la ‘salute intellettiva’. La carenza degli ormoni tiroidei materni può infatti causare alterazioni del quoziente di intelligenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a condizioni estreme di <strong>ipotiroidismo congenito</strong> e <strong>cretinismo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ricerca</strong> – Lo iodio è una componente essenziale degli <strong>ormoni tiroidei</strong>, che uniti ad altre sostanze  costituiscono il T4 e il T3, fondamentali per regolare la crescita, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e il metabolismo basale (dispendio energetico in condizioni di riposo). La <strong>carenza di iodio</strong> provoca alcune fra le più comuni <strong>disfunzioni della tiroide</strong>, quali ad esempio il gozzo, con la formazione di noduli o l’ipotiroidismo, particolarmente dannoso quando non è riconosciuto nella donna in gravidanza. «Il nostro studio condotto su modelli animali &#8211; spiega Alfredo Pontecorvi, autore della ricerca e Primario della Divisione di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso il Policlinico Gemelli di Roma &#8211; ha dimostrato che gli ormoni tiroidei materni attraversano la barriera placentare e vengono trasferiti al feto quando la produzione ormonale fetale non è ancora iniziata. Ecco perché l’<strong>ipotiroidismo materno</strong> può alterare lo sviluppo del sistema nervoso fetale aumentando la probabilità di partorire bimbi con difetti lievi ma significativi del quoziente intellettivo». In gravidanza sono pertanto consigliati esami di screening prima e/o agli inizi della gestazione per impostare, laddove necessario, l’adeguata terapia evitando problematiche future per il nascituro. «La misurazione dei <strong>livelli plasmatici del TSH</strong> – commenta l’esperto &#8211; è il modo più economico per fare una diagnosi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I consigli alimentari </strong>– Insufficienti livelli di iodio in <strong>gravidanza </strong>causati in alcuni casi da specifiche condizioni ambientali e più spesso da un ridotto introito alimentare, possono inoltre avere conseguenze simili sul sistema nervoso fetale. Per questo in gravidanza è raccomandata “una dose” maggiore pari a circa <strong>250 microgrammi al giorno</strong>. <em>(<a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/ginecologia/se-trascuri-la-tiroide-in-gravidanza-danneggi-l-intelligenza-del-feto/4836" target="_blank">Continua a leggere</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/pregnancy1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20643" title="pregnancy1" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/pregnancy1.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/07/bimbi-sani-e-intelligenti-con-lo-iodio-in-gravidanza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NON SOLO PAP TEST CONTRO IL TUMORE ALL&#8217;OVAIO</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/07/non-solo-pap-test-contro-il-tumore-allovaio/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/07/non-solo-pap-test-contro-il-tumore-allovaio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 13:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione Umberto Veronesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[hpv-dna test]]></category>
		<category><![CDATA[ovaie]]></category>
		<category><![CDATA[pap test]]></category>
		<category><![CDATA[papillomavirus]]></category>
		<category><![CDATA[screening]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[UTERO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=20494</guid>
		<description><![CDATA[Fare un Pap test ogni anno non serve più. Oggi è ormai certo che il tumore al collo dell’utero è dovuto all’infezione causata dal Papillomavirus: è quindi fondamentale, da un lato, vaccinare le ragazzine prima che inizino l’attività sessuale (il virus, noto come Hpv, viene trasmesso per via sessuale) perché se non contraggono l’infezione non si ammalano di questa forma di cancro; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/paptest1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-20497" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="paptest1" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/paptest1.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Fare un <strong>Pap test</strong> ogni anno non serve più. Oggi è ormai certo che il <strong>tumore al collo dell’utero</strong> è dovuto all’infezione causata dal Papillomavirus: è quindi fondamentale, da un lato,<strong> vaccinare</strong> le ragazzine prima che inizino l’<strong>attività sessuale</strong> (il virus, noto come Hpv, viene trasmesso per via sessuale) perché se non contraggono l’infezione non si ammalano di questa forma di cancro; dall’altro diffondere il nuovo <strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/guida-alla-prevenzione/dizionario/">Hpv-Dna test</a> </strong>(l’esame che scova il DNA del Papillomavirus), che può essere eseguito ogni tre anni.</p>
<p style="text-align: justify;">È questo il messaggio principale che emerge dallo Ieo Day 2012, la giornata dedicata alla presentazione annuale dei risultati e dei programmi clinici e di ricerca dell’<strong>Istituto europeo di oncologia</strong> (Ieo), quest’anno incentrata sulle «nuove cure a misura di donna».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pap e Hpv test: ecco cosa fare</strong> – In realtà il <a href="http://www.fondazioneveronesi.it/guida-alla-prevenzione/dizionario/">Pap test</a> non va del tutto «in pensione», tutto dipende dall’età, quel che è certo è che non serve eseguire il test ogni anno. «Il nuovo schema di <strong>prevenzione</strong> (già adottato negli ultimi due anni in alcune Regioni italiane, come ad esempio l’Abruzzo) – ha spiegato Mario Sideri, direttore della Ginecologia preventiva Ieo – è strutturato così: nelle giovani donne fra i 25 e i 30-35 resta valida l’indicazione al Pap test una volta ogni tre anni perché l’Hpv test a quest’età individua molte<strong> lesioni</strong> che scomparirebbero da sole nel tempo. Oggi sappiamo infatti che dall’inizio della vita sessuale fino ai 30 anni circa l’80% delle donne convive per un periodo con l’<strong>Hpv</strong>, poi per fortuna il<strong> virus</strong> sparisce spontaneamente nella maggior parte dei casi. Al contrario, dai 30-35 anni in su lo<strong> screening</strong> dovrà avvenire con l’Hpv-Dna test ogni cinque anni». Il tumore al collo dell’utero colpisce circa 3.500 donne ogni anno in Italia e i casi, hanno detto gli esperti, sarebbero praticamente azzerabili se si seguissero gli schemi di prevenzione. «La copertura complessiva dello screening organizzato dalle regioni – ha aggiunto Sideri – è alta al Nord (85 per cento) e al Centro (83), mentre è più bassa al Sud (62). Dobbiamo impegnarci perché la lettera d’invito raggiunga tutte le donne e perché tutte le 12enni vengano vaccinate: entrambe le cose sono gratuite, serve solo la corretta informazione».</p>
<p><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/paptest2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20498" title="paptest2" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/07/paptest2.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pillola anticoncezionale contro il tumore all&#8217;ovaio</strong> – Per il <strong>carcinoma ovarico</strong>, purtroppo, fare prevenzione e diagnosi precoce non è così semplice, perché la malattia non dà sintomi finché non è già in fase avanzata e la posizione anatomica in cui sono localizzati li rende quasi sempre invisibili agli esami. «Se scoperto in stadio iniziale – ha chiarito Nicoletta Colombo, direttore dell’Unità di ginecologia oncologica Ieo – il tumore è guaribile nell’80% dei casi, ma ancora oggi meno del 30% delle <strong>neoplasie</strong> viene diagnosticato in questa fase. Abbiamo però scoperto un potente strumento: la <strong>pillola anticoncezionale</strong>, assunta per lunghi periodi (ad esempio 15 anni) può ridurre fino al 60% per cento le probabilità di ammalarsi. Infatti già oggi viene prescritta, unica possibile strategia “preventiva” (oltre all’<strong>asportazione di tube e ovaie</strong>), alle donne più a rischio per familiarità con questa forma di cancro. E ne è una dimostrazione la diminuzione di casi di carcinoma ovarico registrata in Nord Europa, dove la pillola è molto diffusa». Le ricerche, però, proseguono e «abbiamo appena avviato un nuovo progetto – ha continuato Colombo &#8211; che prevede, tramite l’esame del sangue, la ricerca dei micro-Rna (miRna) e di alcune proteine associate al carcinoma ovarico. Se i risultati che ci aspettiamo verranno confermati, e cioè che il tumore ovarico nel suo processo di formazione rilascia i <strong>miRna</strong> e alcune specifiche <strong>proteine</strong> nel <strong>sangue</strong>, avremo il primo strumento per scovare la malattia in fase iniziale».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(<a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/ginecologia/pap-test-annuale-addio-le-nuove-regole-da-seguire-per-la-prevenzione/4589" target="_blank">Continua a leggere</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/07/non-solo-pap-test-contro-il-tumore-allovaio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MENOPAUSA: PERICOLO COLESTEROLO CATTIVO</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/04/menopausa-pericolo-colesterolo-cattivo/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/04/menopausa-pericolo-colesterolo-cattivo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 07:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione Umberto Veronesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[colesterolo]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[menopausa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=17334</guid>
		<description><![CDATA[Chiede Simona B.: Non bastavano le vampate, qualche chilo in più e gli sbalzi d’umore. Con la menopausa sono arrivati anche i problemi di colesterolo. La ginecologa mi ha spiegato che gli estrogeni (in calo naturale durante il climaterio) contribuiscono a mantenere un rapporto salutare tra colesterolo «buono e cattivo» e che con la caduta dei livelli di questi ormoni, insieme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/04/colesterolo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-17336" title="colesterolo" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/04/colesterolo.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiede Simona B.</strong>: <em>Non bastavano le vampate, qualche chilo in più e gli sbalzi d’umore. Con la menopausa sono arrivati anche i problemi di colesterolo. La ginecologa mi ha spiegato che gli estrogeni (in calo naturale durante il climaterio) contribuiscono a mantenere un rapporto salutare tra colesterolo «buono e cattivo» e che con la caduta dei livelli di questi ormoni, insieme al naturale processo di invecchiamento, tende ad aumentare il colesterolo cattivo. Sono confusa, mi aiutate a fare un po&#8217; di chiarezza? Cosa si può fare per contrastare questo processo? È sempre necessario appena il colesterolo è alto prendere le statine?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Risponde  Elena Tremoli, direttore scientifico del Centro Cardiologico Monzino di Milano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/04/Integrali.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-17337" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Integrali" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/04/Integrali-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>La <strong>menopausa</strong> è un momento molto dedicato per la salute di una donna, durante il quale si verificano <strong>alterazioni ormonali e metaboliche</strong> che possono ripercuotersi sul benessere generale dell’organismo. È poi noto che le donne sottostimano in particolare il rischio di <strong>malattie cardiovascolari</strong> perché in età fertile sono sotto un certo punto di vista «protette» (come le è stato spiegato) nei confronti di queste patologie. Con l’avvento della menopausa, però, il quadro ormonale cambia in modo complesso, si riducono i livelli di estrogeni nel sangue, e anche la donna inizia a presentare gli stessi fattori di rischio dell’uomo.  Prima della menopausa le donne hanno profili lipidici più favorevoli rispetto agli uomini. Tuttavia, dopo i 50 anni le donne tendono ad avere un aumento del colesterolo totale e del colesterolo trasportato dalle <strong>lipoproteine a bassa densità </strong>(LDL, il così detto <strong>colesterolo cattivo</strong>) che andrà a depositarsi nei vasi a formare le placche arteriosclerotiche.</p>
<p style="text-align: justify;">(<a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/le-vostre-domande/colesterolo-in-menopausa-come-controllarlo-/3977" target="_blank">Continua a leggere</a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/04/menopausa-pericolo-colesterolo-cattivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PARTI PREMATURI: ATTENZIONE ALLO STILE DI VITA</title>
		<link>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/03/parti-prematuri-attenzione-allo-stile-di-vita/</link>
		<comments>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/03/parti-prematuri-attenzione-allo-stile-di-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 15:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione Umberto Veronesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[ginecologia]]></category>
		<category><![CDATA[neonato]]></category>
		<category><![CDATA[parto prematuro]]></category>
		<category><![CDATA[pediatria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siamodonne.it/siamodonne/?p=16708</guid>
		<description><![CDATA[Un caso limite. Una bimba nata dopo sole 24 settimane di gestazione e dal peso piuma di 240 grammi. Stiamo parlando della neonata statunitense che venne alla luce a Los Angeles lo scorso 30 agosto. A distanza di 5 mesi, la piccola ha potuto finalmente abbandonare l&#8217;ospedale dopo aver raggiunto il peso ottimale di 2,2 chilogrammi. Questa storia a lieto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/prematuro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-16709" title="prematuro" src="http://www.siamodonne.it/siamodonne/wp-content/upload/2012/03/prematuro.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un caso limite. Una bimba nata dopo sole 24 settimane di gestazione e dal peso piuma di 240 grammi. Stiamo parlando della neonata statunitense che venne alla luce a Los Angeles lo scorso 30 agosto. A distanza di 5 mesi, la piccola ha potuto finalmente abbandonare l&#8217;ospedale dopo aver raggiunto il peso ottimale di 2,2 chilogrammi. Questa storia a lieto fine riaccende i riflettori sulle <strong>nascite premature</strong>. Secondo gli ultimi dati OMS il problema dei nati pre-termine, cioè prima della 37/a settimana di gestazione, riguarda ogni anno nel mondo circa <strong>13 milioni di bambini, 40 mila solo in Italia</strong>, pari al 6,9% delle nascite che avvengono nel nostro paese.<strong> </strong>Escludendo i <strong>parti gemellari</strong> e quelli derivanti da <strong>fecondazione assistita</strong>, dove il tasso di nati prematuri è alto (50% e 30% rispettivamente), gli <strong>stili di vita</strong> possono giocare un ruolo importante. Ne abbiamo parlato con la professoressa Iolanda Minoli, scienziata di fama mondiale che ha creato alla fine degli anni ’60 in Italia nella Maternità Macedonio Melloni di Milano, la prima Divisione di Patologia Perinatale unitamente alla Unità Neonatale di Terapia Intensiva. In questa Divisione, divenuta centro di riferimento internazionale per l’assistenza dei neonati a rischio, ne vennero assistiti più di 15.000 provenienti dall’Italia e dall’estero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Problemi respiratori -</strong> I neonati a rischio in Italia sono pari al 18-20% di tutte le nascite e di essi i prematuri, ovvero i nati prima del termine di gestazione, rappresentano circa l’7%. <strong>«In assenza di gravi patologie un bambino prematuro va portato il più fisiologicamente possibile dalla prematurità alla maturità. </strong>Questo è un concetto spesso sottovalutato» dichiara la Minoli. Il problema principale dei bambini prematuri è rappresentato dalla difficoltà a respirare poiché le cellule dei polmoni non sono ancora mature. Il processo che porta queste cellule a maturare avviene in continuazione giorno dopo giorno. «Rianimare un bambino prematuro è per me un dovere. È solo questione di cure e tempo, quello necessario affinché le cellule bronchiali si differenzino in polmonari e facciano respirare autonomamente il bambino. Ciò non è accanimento terapeutico, lo diventa solamente nel momento in cui dopo diversi giorni non si vedono segni della presenza di nuove cellule polmonari» continua la Minoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/ginecologia/neonati-prematuri-40-mila-solo-in-italia-con-la-prevenzione-il-numero-pu-scendere/3730" target="_blank">Continua a leggere</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siamodonne.it/siamodonne/2012/03/parti-prematuri-attenzione-allo-stile-di-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
