LA SCELTA DELLE ROSE – QUALCHE NOTIZIA SULL’ORIGINE DELLE SPECIE ATTUALI - seconda parte

Il nostro Giardino — di Nicoletta Oddera il 12 febbraio 2010 alle 18:00

Rosa Damascena

Rosa Damascena

Sono tre i gruppi principali di rose la cui coltivazione risulta documentata in Europa e nel medio oriente fin dai tempi più antichi: le rose galliche, le damascene e le rose alba. E’ a partire da questi tre gruppi di rose progenitrici, tutte caratterizzate dalla colorazione delle corolle nei toni del bianco, del rosa e del carminio, e dagli incroci – spesso casuali, poi progressivamente sempre più spesso pilotati dall’intervento dell’uomo – che si verificavano al loro interno e poi anche con le varietà asiatiche e cinesi che venivano man mano portate in Europa, che sono venuti a formarsi numerosi nuovi gruppi di piante a partire dall’ottocento in poi. Ai tre gruppi appena citati si possono aggiungere le rose “centifolia” (anche chiamate rose di Provenza) che derivano da un incrocio fra una damascena autunnale e una rosa alba, e le rose “muschiate”: una mutazione genetica della centifolia, e più raramente della damascena, che dà origine a piante con formazione di muschio aromatico sui sepali.

Rosa centifolia

Rosa centifolia

La maggior parte delle rose provenienti dall’estremo oriente arrivavano in Inghilterra grazie alla possibilità di questo paese di intrattenere stretti rapporti commerciali con le colonie, e in Francia per lo stesso motivo ma anche perché Giuseppina Buonaparte era stata promotrice dell’importazione di un gran numero di nuove varietà di rose e rose specie destinate a trovare un posto all’interno della sua collezione all’interno del famosissimo giardino della Malmaison, e così facendo aveva dato grande impulso alla diffusione di queste piante.

Rosa centifolia muscosa

Rosa centifolia muscosa

Nel 1815 a Parigi venne fondato un vivaio dove uno dei primi ibridatori di rose di cui si conosce il nome, J.P.Vibert, cominciò a produrre nuove varietà, alcune delle quali sono ancora presenti nei cataloghi del giorno d’oggi. La coltivazione delle rose a scopo ornamentale ebbe da quel momento in poi in Europa una rapida diffusione, proporzionata all’aumento della richiesta del mercato del tempo, e gli sforzi degli ibridatori si concentravano prima di tutto nella ricerca di una rifiorenza sempre più spiccata, e poi anche nel tentativo di introdurre il colore giallo all’interno della gamma di sfumature disponibili.

Un primo ibrido fra una damascena autunnale e la rosa gallica “officinalis” produsse la pianta capostipite di un nuovo gruppo di rose, che vennero chiamate “Portland” in onore della seconda duchessa di Portland. In seguito gli incroci fra le Portland e le rose cinesi diedero origine a una prima vasta categoria di piante effettivamente rifiorenti, che vennero poi raggruppate sotto la denominazione di “ibridi perenni”e sotto questa denominazione furono coltivate fino alle soglie del novecento. In effetti delle linee genetiche degli ibridi perenni entrarono presto a far parte anche altri due importanti gruppi di rose: le rose tea e le Bourbon.

La rosa Bourbon "Zephirine Drouhin"

La rosa Bourbon "Zephirine Drouhin"

Il gruppo delle Bourbon, il cui nome deriva dal fatto che la rosa capostipite nacque casualmente sull’isola di Bourbon (oggi Réunion) come ibrido fra una chinensis e una damascena autunnale, comprende alcune fra le più belle e profumate rose dell’ottocento: vale la pena di citarne qualcuna: “Souvenir de la Malmaison”, creata da Beluze nel 1843, dai fiori bianco-rosati profumatissimi e una fioritura quasi continua; “Zéphirine Drouhin”, creata da Bizot nel 1868, una delle mie preferite, un grande arbusto quasi inerme, se possibile da coltivare come rampicante, che dalla tarda primavera fino all’autunno si copre di fiori rosa intenso con un profumo dolce e fresco e con corolle un po’ disordinate ma così belle da far dimenticare la sua non eccezionale resistenza alle malattie; “Mme Isaac Pereire”, creata da Garçon nel 1881, con fiori a coppa piena, intensamente profumati, abbondantissimi per tutta la stagione, di un bel rosa carminio sfumato di viola su un grande arbusto non facile da guidare in una forma ordinata; l’elenco potrebbe continuare a lungo, ma voglio chiudere questa piccolissima rassegna di bourboniane con una rosa italiana, la “Variegata di Bologna”, creata da Lodi-Bonfiglioli nel 1909, che su un arbusto grande ma proporzionato porta fiori bianco-rosati con spiccate variegature cremisi: la pianta ha una bellissima prima fioritura, poi rifiorisce meno in autunno.

Una rosa bourboniana selezionata in Italia: la bellissima "Variegata di Bologna"

Una rosa bourboniana selezionata in Italia: la bellissima "Variegata di Bologna"

Il gruppo delle rose tea originarie (rosa x odorata), invece, per quanto alcuni dei suoi ibridi vengano ancora coltivati in aree geografiche dal clima particolarmente mite, riveste un’importanza fondamentale come progenitore di uno dei più numerosi e più intensamente coltivati gruppi di rose del novecento: i moderni ibridi di tea

. (continua…)


Tags: ,

© di Nicoletta Oddera

Architetto del paesaggio e dei giardini: ho due cani e quattro gatti, mi piace leggere romanzi molto lunghi, mi piace perdere tempo, guardare vecchi film. Non mi piace: dover fare tutto in fretta, parlare al telefono (lo odio!), viaggiare seguendo itinerari e programmi prestabiliti.


Lascia un commento

s